"Amore sei già arrivata a casa?" Chiede mamma al telefono.
"Si mamma tranquilla, ho appena finito di disfare le valigie."
"Okay, allora ci sentiamo più tardi, ciao, ti voglio bene!"
"Anch'io mamma, ciao."
Finito di fare le ultime cose che erano rimaste in sospeso, decisi di andare a fare una passeggiata. Le strade erano tutte innevate e i leggeri fiocchi bianchi mi decoravano i miei capelli appoggiandosi lentamente.
DRIIN DRIIN! -YOKO-
"Pronto?"
"Eli! Ciao!" Disse Yoko con voce allegra.
"Ciao Yoko."
"Senti sei a casa?"
"No sto facendo una passeggiata."
"Ah perfetto! Potremmo incontrarci?"
"Certo. Ci vediamo di fronte all'Operà?"
"Okay, a più tardi allora." Chiusi la telefonata e mi diressi verso la metropolitana più vicina. Il treno era pieno. Mi feci piccola piccola, quasi non mi schiacciavano al vetro. Per fortuna alla prima fermata scesero un po' di persone, trovai un posto libero e mi sedetti li.
Nel posto accanto a me si sedette un ragazzo. Aveva dei libri in mano, i capelli castani e gli occhi verdi.
Prese la lattina di cola coca e quando la aprì mi sporcò la maglietta: "hey!" Urlai vedendo la mia maglietta bagnata.
"Oh scusa! Non volevo...non l'ho fatto apposta."
"Tranquillo..." Era arrivata la mia fermata. Presi i fazzoletti che avevo nella borsa e tentai di pulire la macchia.
Quando fui fuori dalla metro sentii una voce strillare: "Hey aspetta!!!" Era quel ragazzo...che cosa voleva?
"Che c'è?" Dissi.
"Volevo scusarmi..."
"Mi pare che l'avevi già fatto."
"Si, ma non mi sento apposto..."
"Tranquillo, ti ho perdonato. Anche se la mia maglietta un po' meno..."
"Ahahahah."
"Bhè...io dovrei andare."
"Aspetta. Che dici se prendiamo un caffè? Conosco un posto qui vicino."
"No, mi dispiace. Mi aspetta la mia amica...e poi...non penso che al mio ragazzo farebbe piacere." Vidi le sue guance diventare rosse e i suoi occhi cercare una via d'uscita per quella brutta figura che aveva commesso.
"Oh...ehm...scusa...i-io...non...immaginavo..."
"Fa niente ahahah. Adesso vado, la mia amica mi aspetta, ciao." Dissi allontanandomi.
Corsi come una pazza quando vidi Yoko seduta sulla grande scalinata del teatro, sarà lì da due ore poverina.
"Yoko!" Dissi affannata appena la raggiunsi.
"Hey Eli, c'hai messo un po' eh? Ahahah."
"Scusa, ho avuto un piccolo contrattempo..."
"È quello il contrattempo?" Disse indicando la macchia della mia maglietta che non si era ancora asciugata.
"Diciamo di si ahahah." Mi sedetti accanto a lei, stremata per la corsa. "Allora, come mai mi hai chiesto di incontrarci?" Le chiesi.
"Bhè...la scorsa volta sono andata a guardare nella bacheca dell'università, e ho visto che c'è l'opportunità di andare a fare un viaggio in Russia di sei mesi per imparare la lingua!" Non credevo alle parole di Yoko! Sei mesi in Russia per imparare il Russo! Era un sogno che diventava realtà!
"È fantastico! E quando si partirebbe?"
"A fine anno scolastico. Ma devi seguire un corso di Russo che si terrà all'università, in modo da avere le basi."
"Tu parteciperai?"
"Ovvio! Ho chiesto anche a Julie, ma mi ha detto di no perché Mathieu l'ha invitata a passare l'estate a casa sua a Strasburgo, dato che non ci sono potuti andare per le vacanze natalizie."
"Ancora non ci credo!! Sarà stupendo, ci divertiremo tantissimo!"
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Una ragazza a Parigi
RomanceElisa ha appena finito il liceo e decide di trasferirsi a Parigi per frequentare l'università. Questo la aiuterà a diventare indipendente e a capire che cosa vuol dire essere adulti e ad avere le proprie responsabilità. Purtroppo Parigi è grande ed...
