"Ciao!" Mi saluta Julie, andando verso la sua bicicletta. Ricambio con la mano e anch'io vado a prendere la mia bicicletta. C'è una lieve brezza fredda Parigina...annuso l'aria pulita che mi circonda mentre pedalo sulla bici. È spettacolare quanto ti faccia sognare questa città, ancora non riesco a credere di essere qui. Sono appena arrivata a casa. La prima cosa che faccio? Mi butto sul letto e inizio a scrivere sul mio diario: "caro diario, oggi ho conosciuto un sacco di persone tra quale Julie, una ragazza di colore molto simpatica, ha i capelli molto crespi e ricci e quando sorride i suoi denti sono così bianchi e luminosi che ho paura di rimanere ceca. Ho fatto conoscenza anche con Yoko. Lei ha origini orientali perchè la madre viene da Shanghai, ma quando venne a studiare qui conobbe il padre di Yoko, il quale nacque in un piccolo paesino della Francia, ma all'età di 6 anni si trasferì a Parigi per il lavoro del padre. Yoko è molto intelligente. Ha una mente matematica. È inspiegabile il modo in cui riesce a leggere e a risolvere subito un problema di Algebra. Io, Yoko e Julie abbiamo passato tutto il giorni insieme.
Una delle cose che amo di Parigi è che essendo una grande città ci sono persone che vengono da tutte le parti del mondo, e fra di loro non c'è nessuna discriminazione." Chiudo il diario e lo rimetto nella libreria.
DRIIN DRIIN! -ANTOINE-
"Pronto Antoine?" Rispondo
"Hey Eli! Ti va di fare un pic nick a Places des Voges?"
"Certo! Tanto abito in zona ci vediamo fra dieci minuti?"
"Perfetto a dopo allora ciao!"
"Ciao!" Butto il cellulare sul letto e mi fiondo verso l'armadio per cercare qualcosa che vada bene. Mi misi un jeans insieme ad una camicetta bordeaux ed delle ballerine dello stesso colore.
Prendo le chiavi, la borsetta con dentro il cellulare e il portafogli e mi incammino verso Places des Voges. Appena arrivata, vedo Antoine che mi fa segno con la mano di raggiungerlo.
Ha in mano un cestino ed ha già steso la tovaglia a quadri rossi e bianchi.
"Wow!" Esclama.
"Sei molto carina oggi" arrossisco e alzando le spalle rispondo: "ahah grazie!"
"Accomodati, intanto prendo il cibo." estrae due insalate, due chish e due macedonie insieme a una bottiglia d'acqua minerale con dei bicchieri di plastica.
Per finire esce una torta di cioccolato.
"Però! Hai fatto tutto tu? E per me?!" Chiedo sbalordita.
"Si ahah! Bhè...l'ho fatto perchè...ehm...sei nuova qui e quindi volevo farti assaggiare dei piatti tipici della Francia ahah" prendiamo le nostre chish e iniziamo a mangiare: "senti, ma quel ragazzo là...come si chiamava? Ah si! Lorenzo giusto?" Mi chiede con sguardo pensieroso.
"Si...perchè?" Rispondo dubbiosa.
"No...perchè stavo pensando una cosa..."
"Che cosa?" sono curiosa...chissà che vorrà propormi.
"Perchè devi essere tu quella a soffrire? Perché non puoi fargliela pagare? Fagli assaggiare la sua stessa medicina!" Abbasso la testa e dai miei occhi scende una lacrima...stavo piangendo...che vergogna...che penserà di me?
Si avvicina a me, mi asciuga le lacrime e mi dice: "hey! Hey guardami" con le dita prende il mio mento e con leggerezza fa alzare il mio sguardo in modo che i miei occhi siano in perfetto lineamento con i suoi...continua dicendo: "Perché non lo puoi fare?"
"Non ho il coraggio..."
"Si invece, solo che non ci hai mai provato. Fagli vedere che ti sei scordata di lui e che hai trovato un altro."
"E come?"
"Ti aiuterò io sta tranquilla."
Mi butto su di lui in un abbraccio, lo stringo forte e continuo a piangere, mentre lui mi accarezza i capelli e continua a ripetermi: "ci sono io per te, solo per te."
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Una ragazza a Parigi
RomansaElisa ha appena finito il liceo e decide di trasferirsi a Parigi per frequentare l'università. Questo la aiuterà a diventare indipendente e a capire che cosa vuol dire essere adulti e ad avere le proprie responsabilità. Purtroppo Parigi è grande ed...
