✨capitolo 26✨

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E ora dono qui, sbronza, in una casa che non è la mia, con una bottiglia di vodka quasi vuota, in una cucina che non è la mia, a pensare ad un ragazzo che ormai non è più il mio.

Sento il rumore della moto di Nicolò nel vialetto e poi la chiave nella toppa della porta.
Lo sento avvicinarsi e nel frattempo bevo l'ultimo goccio di vodka.

"Amanda?"
"Ciaoo belliscimo"
"Amanda cazzo sei ubriaca"
Mi si avvicina e cerca di prendermi in braccio ma glielo impedisco.
"Che stai facendo Nicolò, non toccarmi"
"Ti prego Amanda non fare così"
"No cazzo, non sto facendo nulla, tu hai scelto le gare, ora pagane le conseguenze"
"Parliamone ti prego"
"Ne avevi avuto la possibilità e ora scei fottuto"  credo che l'alcol non abbia un effetto positivo su di me, infatti sento improvvisamente la testa girarmi e poi buio.

Apro lentamente gli occhi e comincio a mettere a fuoco, davanti a me c'è Nicolò, ha il viso tra le mani ed i gomiti poggiati sulle ginocchia, comincio ad alzarmi attirando la sua attenzione.

"Amanda" dice abbracciandomi e poi mi guarda, ha gli occhi gonfi e il polso fasciato.
"Nicolò che cazzo hai fatto" mi muovo troppo velocemente e sento la testa girare.
"Non ho fatto niente Amanda"
"Ah no? Nicolò pensi che sono stupida ci vedo!"
Lo guardo meglio e ha gli occhi rossi, segno che ha pianto.

Questo ragazzo mi stupisce ogni giorno di più.

"Nicolò per favore parla con me"
"Amanda, si sono andato a correre, si quei soldi mi servono, no non ti dirò a che cosa mi servono e se non lo avessi notato, ho pianto per te cazzo!
Amanda non riesco pensare a niente se non a te, mi hai chiesto di scegliere, ma non posso, non posso lasciare le corse quei soldi mi servono, ma non posso lasciare te, non posso stare senza di te, ho bisogno di te, delle tue labbra, della tua dolcezza, ho bisogno di stare con te.
Noi dobbiamo stare insieme ok?"
"Nicolò io... I-io non posso, non posso lasciar perdere, te ne sei andato lasciandomi qui con la tua famiglia da sola, io non posso stare senza di te, ma se devo soffrire è meglio stare da sola"
"Amanda ti prego" una lacrima gli riga il viso fino ad avvivare sulle labbra.

Non dovrei ma è più forte di me, poggio le mie labbra sulle sue e mi ritraggo subito dopo.

"Amanda ti prego, domani è il 25 possiamo parlarne il 26 io e te da soli in montagna per favore" dice supplicandomi con gli occhi.

"Questo non vuol dire che abbiamo risolto, semplicemente ho mal di testa e non ho voglia di litigare" Nicolò mi tira per il braccio e mi stringe a se, mi sistemo a cavalcioni e lo stringo a mia volta.

"Piccola mi sei mancata tanto"
"Guarda che non ti ho ancora perdonato"

[...]
Mi sveglio e sento un peso sulle costole, cerco di muovermi ma non ci riesco, alzo la testa e sulle mie costole c'è la testa di Nicolò che dorme beatamente.

Mi alzo dal letto e, fortunatamente prima di uscire dalla stanza mi guardò allo specchio, indosso solo una canottiera di Nicolò e la mia culotte.

Ma io non avevo una felpa addosso?

Chiederò a Nicolò, indosso la felpa un paio di calzini e scendo in cucina.
Ci sono le due nonne di Nicolò che preparano le crêpes.

"Buongiorno" dico leggermente imbarazzata, dopo la scenata di ieri sera.

"Buongiorno tesoro, ti senti meglio ieri sera sei corsa in camera con le lacrime agli occhi"

Cerco di pulire il mascara colato ma senza risultati evidenti.

"Si grazie, scusatemi non mi sono sentita bene" dico sedendomi al bancone.

"ragazza mia, puoi raccontarci cosa è successo ci conosciamo da tanti anni" dice Anna l'altra nonna di Nicolò.
"Abbiamo litigato, ma abbiamo risolto" grande bugia, ma che dovrei fare.

Fortunatamente la conversazione viene interrotta da Nicolò, ha ancora il viso assonnato e i capelli scompigliati, ma è ancora più bello.
Gli guardo il polso e la fascia non c'è più, come è possibile?

Dopo poco c'è tutta la famiglia, ci sediamo intorno all'albero e cominciamo ad aprire i regali.
A Nicolò ho regalato un orologio, ma sinceramente avrei fatto una figura migliore se non gli avessi preso nulla, perché oltre all'anello mi ha regalato anche un bracciale con la mia e la sua ed ancora un tatuaggio.

Avete capito bene mi porterà a fare un tatuaggio, era da tempo che volevo farne uno, ma non ne ho mai avuto il coraggio.
Gli salto letteralmente addosso, scatenando una folla di parenti che cominciano a scattarci foto.

Sento il telefono squillare e mi allontano scusandomi.
È una videochiamata da mamma e  papà, non voglio sembrare insensibile, ma dopo quello che è successo tra me e Nicolò mi ero completamente dimenticata dei miei.

Rispondo: *inizio chiamata*
"Pronto mamma"
"Ciao tesoro, sei ancora in piagiama? Che figura mi fai fare"
"Mamma ti prego, voi come state?"
"Lavoriamo tanto, ci mancate tanto tu e tuo fratello" sento chiamarmi e accelero la conversazione.
"Mamma ci sentiamo dopo va bene, mi mancate anche voi un bacio"
"Ciao tesoro"
*fine chiamata*

[...]
La giornata è passata piuttosto velocemente e devo dire che mi sento a mio agio con la famiglia di Nicolò, ora io e Nicolò stiamo finendo di fare le valige e partite.
Dovevamo partire il 26 ma il programma è cambiato, partiamo stasera alle 7, così potremo anche parlare.

Sto sistemando le ultime cose in valigia quando senti squillare il cellulare. È un messaggio da Serena.

-Amore miooo, dovevo chiederti una cosa, per te è un problema se porto mio cugino di Milano, è venuto a salutarci e non voglio
lasciarlo con i miei- 

-Certo è perfetto un bacio-

Chiudiamo le valigie e scendiamo per salutare tutti dopodiché saliamo in macchina e partiamo, sarà un lungo viaggio.

perché lui?La tua prossima ossessione. Scoprilo ora