12 - «Vai bene così.»

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Capitolo 12

"Vai bene così

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"Vai bene così."

Un filo di luce che attraversava la serranda illuminò fiocamente la stanza. Svegliandosi, la prima cosa che Jungkook percepì fu di avere un braccio avvolto attorno al fianco della persona che dormiva dandogli le spalle, mentre il viso era nascosto dietro la sua nuca. Alzò la testa e si spostò piano, il giusto per sgranchirsi e stropicciarsi gli occhi, prima di afferrare il piumone e coprire meglio il corpo esposto di Taehyung, in modo da evitare prendesse freddo.

Sentì il cuore leggero e sorrise al ricordo della notte passata, trascorsa a fare l'amore fino all'ultimo briciolo delle loro forze, fino all'ultima scintilla del fuoco nel camino.

Si alzò, recuperò i vestiti sul pavimento e infilò l'intimo, ma la sua attenzione venne subito catturata dai movimenti del moro, il quale si volse per guardarlo. Aveva le palpebre socchiuse e una tenera espressione poco presente.

-Kookie...- la voce impastata dal sonno lo chiamò, lasciando intendere con quel lamento volesse che lo raggiungesse.

Jungkook non si fece aspettare, fu felice di tornare subito sotto le coperte, di averlo ancora addosso a sé, di sentirlo rintanato nell'incavo del collo decorato da qualche macchia viola alla base. -Buongiorno.- gli disse con tono basso.

Taehyung affondò il naso sulla sua pelle e, dopo diversi mugolii e sbadigli, trovò le forze per ricambiare quell'abbraccio. -Non mi sono neanche svegliato e già volevi scappare dalla finestra per non farti più vedere, senza nemmeno farmi le coccole nonostante senta dolore ovunque.- borbottò. -Voi uomini siete tutti uguali.-

Il soldato fece un sospiro arreso difronte alla sua voglia di giocare anche a prima mattina, soprattutto dopo aver fatto le ore piccole per una notte così estenuante. -Certe volte sei davvero un idiota.- ridacchiò.

Fece scorrere la punta delle dita sulla schiena dolente e gli riempì la fronte di lenti baci, in un silenzio rovinato solo dai loro respiri. Taehyung approfittò dei minuti di attenzione per chiudere di nuovo gli occhi e godersi il profumo di cui iniziava a sentire la vera e propria necessità, mentre i deliziosi ricordi di quanto successo risvegliavano le farfalle nella pancia.

-Grazie per quello che hai detto ieri.- ovviamente, piuttosto che sul piacere, gli venne spontaneo soffermarsi sulla frase riferita alla cicatrice.

La bocca del minore si stese divertita. -Non mi pare abbia potuto dirti tanto, era impossibile parlare coi versi che facevi. A proposito, mi sa che è giunto il momento di cambiare soprannomi, biscottino non va più bene.-

-E poi sarei io l'idiota.- sentì un lieve imbarazzo e provò a mascherarlo con una risata, prima di mordergli il lobo dell'orecchio per punizione.

Chiusa quella piccola parentesi, anche Jungkook si fece più serio. -Non c'è bisogno che mi ringrazi, lo sai.- quel tono fu così delicato che Taehyung sentì perfino la sua anima sciogliersi.

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