13 - «Te lo prometto.»

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Capitolo 13

[di bnn_mlk]

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"Te lo prometto."

Neanche col passare dei giorni riuscirono ad abituarsi all'esplosione di emozioni che li travolgeva ogni volta che si sfioravano, stringevano e baciavano. I loro tocchi e le loro labbra iniziavano ad avere un sapore familiare, ma pur sempre magnifico e talmente coinvolgente da causare dipendenza.

Heerin non si era mostrata minimamente sconvolta nel notare fossero più dolci, anzi, era felice quando li scopriva accarezzarsi e darsi più bacini sulla guancia del solito, al posto di litigare e prendersi in giro a vicenda. Gli stuzzicamenti non mancavano, però l'atmosfera era davvero cambiata, riusciva a percepirlo perfino lei.

-Tesoro, il puzzle lo completiamo dopo. Devi fare il riposino, stai per addormentarti sul pavimento.- il babysitter le porse la mano per farla rialzare, avendo già notato gli sbadigli e il modo in si stropicciava le palpebre coi pugni.

La bambina scosse la testa. -Voglio finirlo.- mormorò a voce bassa, troppo stanca per i suoi soliti acuti.

Jungkook spuntò dalla cucina e si accasciò per raggiungerla. -Non vedi che anche l'orsacchiotto vuole dormire?- prese il pupazzo e lo mosse davanti a lei che, distratta e mezza dormiente, non oppose resistenza al moro che ne approfittò per prenderla in braccio; aveva già iniziato a contemplare il vuoto assente quando il fratello le restituì l'amico e poggiò le labbra sulla sua fronte per salutarla.

Una volta sistemata sotto le coperte, Taehyung chiuse la porta e tornò immediatamente dal soldato, sapendo neanche lui stesse aspettando altro. Non perse un istante per distendersi sul divano e tirarselo addosso, intrappolandolo tra le sue gambe per scontrare i sorrisi e trasformarli in un passionale bacio in grado di rimediare a quelli che non si erano potuti scambiare prima. Si assaporarono a vicenda, prima lentamente e poi con voracità, le lingue non poterono trattenersi per cercarsi e le mani scivolarono ovunque, mentre schiocchi bagnati accompagnavano i respiri sconnessi.

-Biscottino...- si staccò il giusto per guardarlo con desiderio. -Andiamo in camera?-

-Tra poco dovrebbero arrivare i ragazzi.- ricordò il tenente, costringendosi a rimanere coerente anche quando l'altro prese di mira ogni parte del viso e scese sul collo, viziandolo di quel piacevole solletico capace di fargli perdere la razionalità.

-Dai, facciamo vel..- non finì nemmeno la frase, il rumore del campanello fece scoppiare la bolla nella quale si erano rinchiusi. Sbuffò, poi pressò capriccioso la nuca del corvino per rimanergli incollato ancora, finendo per esagerare e portando gli ospiti a bussare una seconda volta.

Il padrone di casa si rimise in piedi con riluttanza, aggiustò frettolosamente i vestiti ma non fece in tempo a sostituire l'espressione disorientata.

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