[ taekook - COMPLETA ] Taehyung, famoso cantante sudcoreano, si ritrova in Corea del Nord. Jungkook, primo tenente nordcoreano, gli offre riparo.
1ª in #vkook
edit nella copertina: @aiidan_kim
copertina: @tomybelovedv_
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"Sarebbe fiero di te."
Jungkook naturalmente non aveva dormito un granché, aveva patito parecchio il freddo e dopo un po' la schiena aveva preso a dolorare ad ogni minimo movimento, però era riuscito a cavarsela grazie al pensiero che il suo coinquilino, ormai passato in primo piano rispetto perfino a se stesso, stesse bene.
Si svegliò per delle voci provenienti dalla cucina, fin dal primo secondo pregò si trattassero di sua sorella e il babysitter; desiderò stessero giocando, che al suo arrivo il maggiore avrebbe cominciato a prenderlo in giro usando i soliti soprannomi, che si comportassero come al solito. Era terrorizzato dall'idea che il loro rapporto avesse subito un cambiamento perenne per colpa sua, sperava che Taehyung restasse il fastidioso coinquilino di sempre e che tutto tornasse come prima.
-Te l'ho detto, sono stati i miei amici alieni a procurarmi la ricetta dallo spazio.-
-Non ti credo, gli alieni non esistono!-
-Ah no? E allora chi pensi mi abbia insegnato a cucinarli?-
Quando Jungkook entrò, la prima cosa su cui l'occhio si poggiò fu proprio Taehyung, sporto per imboccare Heerin con una colazione che non aveva mai visto prima, consistente in una torre composta da piccoli cerchi dal colorito bronzeo posti uno sopra l'altro.
-Kookie!- la sorellina non trattenne la voce alta nonostante fosse appena mattina. -Taetae ha preparato i pankay, ha detto che è una cosa che hanno inventato gli alieni!- esclamò con la bocca piena di quei dolci sconosciuti, alla sola apparenza deliziosi.
Rivolse un'occhiata curiosa al moro, il quale rispose con una quasi timida e abbozzando un sorriso difronte tutto quell'entusiasmo. -Si chiamano pancakes, è una colazione americana.- disse di soppiatto, non volendo rovinare la magia del racconto che aveva inventato per la piccola. -Lì ce ne sono anche per te.- indicò un piatto vicino, coperto da un altro per non far raffreddare il pasto.
Jungkook si sentì come un bimbo durante il Giorno del Sole* mentre scopriva le sue frittelle ancora fumanti, riuscì a sentirne il calore perfino nel petto perché quella situazione era più pacifica e tranquilla di quanto potesse aspettarsi, forse c'era una possibilità avrebbero chiarito in fretta. -Grazie, sembrano davvero buoni.- si rivolse a lui sereno, accorgendosi di quanto sembrasse nervoso per il modo in cui aveva iniziato a mordersi l'angolo della bocca.
-Grazie a te per ieri notte.- rispose lo chef con più sicurezza, voltando tutto se stesso nella direzione dell'altro per potergli parlare. -Mi dispiace essere uscito, avrei dovuto ascoltarti e restare qui.- chinò lievemente il capo, mostrandosi per la prima volta desolato.