The last hide-15

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Non c'era modo di sterzare; il drago non vedeva dove stava andando e Harry sapeva che se avesse cambiato bruscamente direzione o se si fosse rigirato a mezz'aria non sarebbero riusciti a restare aggrappati al suo vasto dorso. Eppure, mentre salivano sempre più su e Londra si spiegava sotto di loro come una mappa grigia e verde, il sentimento che riempiva il cuore di Harry era la gratitudine per una fuga che era sembrata impossibile. Schiacciato sul collo della bestia, si reggeva alle squame metalliche e la brezza fresca era un balsamo sulla sua pelle scottata e coperta di bolle. Le ali del drago percuotevano l'aria come le pale di un mulino a vento. Dietro di lui, non sapeva se per la gioia o la paura, Ron imprecava a tutta voce e Hermione singhiozzava e Draco la teneva a se' per la vita.
Dopo cinque minuti, il timore iniziale che il drago se li scrollasse di dosso in parte svanì, perché sembrava che il suo unico scopo fosse allontanarsi il più possibile dalla prigione sotterranea. Ma come e quando sarebbero scesi restava un interrogativo abbastanza spaventoso. Harry non aveva idea di quanto potesse volare un drago senza fermarsi, né di come questo drago in particolare, che era semicieco, potesse trovare un buon posto per atterrare. Continuava a guardarsi attorno, immaginando di sentire la cicatrice formicolare...
Quanto tempo sarebbe passato prima che Voldemort sapesse che erano penetrati nella camera blindata dei Lestrange? Quanto ci avrebbero messo i folletti della Gringott ad avvertire Bellatrix? Quanto a capire che cos'era stato rubato? E una volta scoperto che era la coppa d'oro? Voldemort avrebbe saputo, infine, che stavano cercando gli Horcrux...
Il drago sembrava avido di aria più fresca: continuò a salire finché si ritrovarono a volare tra batuffoli di gelide nuvole e Harry non riuscì più a distinguere i puntini colorati delle auto che entravano e uscivano dalla capitale. Volarono ancora, verso nord, sulla campagna divisa in rettangoli verdi e bruni, sopra strade e fiumi che si srotolavano nel paesaggio come nastri opachi e lucidi.
«Secondo te cosa sta cercando?» urlò Ron.
«Non ne ho idea» gridò in risposta Harry.
«Penso voglia nascondersi da qualche parte!» urlò Draco dietro di loro.
Aveva le mani intirizzite ma non osava spostarle. Da un po' si chiedeva che cos'avrebbero fatto se avessero visto la costa passare sotto di loro, se il drago si fosse diretto verso il mare aperto: era gelato e stordito, oltre che disperatamente affamato e assetato. Quando, si chiese, aveva mangiato la bestia per l'ultima volta? Prima o poi avrebbe avuto bisogno di cibo. E se allora si fosse resa conto di avere sulla schiena tre umani del tutto commestibili?
Il sole scese nel cielo, ormai color indaco; e ancora il drago volava, paesi e città scorrevano sotto di loro e la sua ombra enorme scivolava sulla terra come una grande nuvola scura. Ogni parte del corpo di Harry doleva per lo sforzo di reggersi.
«È un'impressione» urlò Ron dopo un lungo silenzio, «o ci stiamo abbassando?»
Harry guardò giù e scorse monti di un verde intenso e laghi color rame nel tramonto. Strizzò gli occhi per vedere oltre il fianco del drago, e in effetti il paesaggio diventava più grande e dettagliato. Si chiese se la bestia avesse intuito la presenza di acqua fresca dai riflessi del sole.
Il drago stava calando in grandi cerchi a spirale e pareva puntare verso uno dei laghi più piccoli.
«Io dico di saltare quando è abbastanza basso!» gridò Harry agli altri. «Dritto nell'acqua, prima che si accorga di noi!»
Assentirono, Hermione un po' debolmente: Harry vide il ventre ampio e giallo del bestione specchiarsi nella superficie increspata del lago.
«ORA!»
Si lasciò scivolare sul fianco del drago e si tuffò di piedi. Il salto era più alto di quanto si aspettava: urtò violentemente l'acqua, affondando come una pietra in un mondo gelido, verde, irto di canne. Scalciò per tornare in superficie e quando affiorò, ansimante, vide onde allargarsi in cerchio dai punti in cui erano caduti Ron, Malfoy e Hermione. Il drago non si accorse di nulla: era già cinquanta metri più avanti e volava basso sul lago per raccogliere acqua nel muso segnato dalle cicatrici. Ron, Hermione e Malfoy riemersero, sputacchiando e senza fiato, dalle profondità del lago; il drago continuò a dare gran colpi d'ala e infine atterrò su una riva lontana.
Harry, Ron, Hermione e Malfoy nuotarono verso la sponda opposta. Il lago non sembrava profondo: più che nuotare, ben presto dovettero farsi largo tra le canne e il fango, e infine caddero, zuppi, ansimanti e sfiniti, sull'erba scivolosa.
Hermione tossiva e tremava. Harry avrebbe volentieri dormito, invece si alzò barcollando, prese la bacchetta e cominciò a scagliare i soliti incantesimi di protezione tutto attorno.
Quando ebbe finito, raggiunse gli altri. Li guardò bene per la prima volta dopo la fuga dalla camera blindata. Avevano tutti e tre il volto e le braccia coperti di scottature rosse e gli abiti bruciacchiati qua e là. Si stavano tamponando le numerose piaghe con essenza di dittamo, facendo smorfie di dolore. Hermione passò l'essenza a Harry, poi prese tre bottiglie di succo di zucca che aveva portato da Villa Conchiglia e abiti asciutti per tutti. Si cambiarono e tracannarono il succo.
«Be', il lato positivo» osservò infine Ron, seduto a guardare la pelle ricrescergli sulle mani, «è che abbiamo l'Horcrux. Quello negativo...»
«... è che non abbiamo più la spada» concluse Harry a denti stretti, facendosi colare il dittamo su una scottatura attraverso il buco carbonizzato nei jeans.
«Non abbiamo più la spada» ripeté Ron. «Quel piccolo rognoso doppiogiochista...»
Harry prese l'Horcrux dalla tasca del giaccone bagnato che si era appena tolto e lo posò sull'erba davanti a loro. Scintillò al sole, attirando i loro sguardi mentre sorseggiavano il succo.
«Sapevo che non ci saremmo dovuti fidare di lui» disse Draco Malfoy a denti stretti mentre Ron gli lanciava uno sguardo di puro odio.
«Be', almeno questa volta non possiamo portarlo addosso, sarebbe un po' strano appeso al collo» commentò Ron, asciugandosi le labbra sul dorso della mano.
Hermione guardò l'altra riva del lago, dove il drago stava ancora bevendo.
«Cosa pensate che gli succederà?» chiese. «Se la caverà?»
«Mi sembri Hagrid» rispose Ron. «È un drago, Hermione, sa badare a se stesso. È di noi che dobbiamo preoccuparci».
«In che senso?»
«Be', non so come dirtelo» continuò Ron, «ma secondo me potrebbero essersi accorti che abbiamo rubato alla Gringott».
Scoppiarono a ridere tutti e tre, e una volta cominciato fu difficile smettere. A Harry facevano male le costole, aveva le vertigini dalla fame, ma si distese sull'erba sotto il cielo infuocato e rise fino ad avere la gola dolorante mentre Malfoy si allontanava da loro.
«Che cosa facciamo, allora?» domandò Hermione alla fine, tornando seria. «Lui capirà, vero? Voi-Sapete-Chi capirà che sappiamo dei suoi Horcrux!»
«Forse avranno troppa paura di dirglielo» tentò Ron speranzoso. «Non penso. Glielo diranno e quando lo saprà faremo meglio a nasconderci. Montiamo la tenda dobbiamo dormire almeno un po'» tornando da loro afferrando la borsetta di Hermione che aveva intuito che qualcosa non andava con lui.
«Malfoy smettila» sibilò Ronald quando si sedettero a tavola per cenare con quello che Fleur e Bill gli avevano fornito prima del viaggio «Scusami Weasley se la mia sola esistenza ti eclissa, ma i tuoi problemi di inferiorità non mi riguardano.»
«Adesso basta! Siamo nel mezzo di una guerra e quello che fate è solo e sempre litigare come i bambini! Ron questa volta Draco non ha fatto niente di male, e tu smettila di offendere Ron, ti costa tanto essere gentile ogni tanto?» esclamò arrabbiata battendo la sua ciotola sul tavolo e allontanandosi per leggere un po' in pace.
Il buio li travolse in poco tempo, la tenda dove stavano nascosti era più piccola di quella che era stata presa dai ghermidori, c'erano solo due camere all'interno in una stavano Harry e Ron e nell'altra Malfoy. Hermione aveva deciso di fare il primo turno di guardia perché l'adrenalina di quella mattina l'aveva travolta completamente.
«Herm, sono le tre e mezzo, vai a dormire resto io.» sussurrò Harry arrivando alle sue spalle facendola sussultare leggermente.
«No Harry non...» il ragazzo sorrise mettendole la mano sulla spalla accarezzandola leggermente.
«Domani sarà una lunga giornata Herm. Va a dormire.» La ragazza sorrise leggermente alzandosi con calma dal posto sul quale era seduta e sorrise.
«Buonanotte Harry» rientrò in tenda guardando attentamente la branda dove Ron russava pesantemente e sorrise capendo perché Harry fosse sveglio. Senza potersi fermare si avvicinò a quella del biondo, pensando che stesse dormendo avvicinò la mano alla sua guancia accarezzandolo leggermente. Si allontanò di poco avvicinandosi nuovamente alla branda di Ron per sdraiarsi in quella di Harry ma una mano le prese il gomito tirandola verso dietro. Hermione incrociò il suo sguardo con gli occhi grigi di Draco che con una dolcezza che non avrebbe mai pensato di vedere lui la stava spingendo sulla sua stessa brandina. Nessuno dei due parlò, Hermione seguì solamente i suoi movimenti e si sdraiò lasciando la mano sinistra accanto il suo viso e prontamente Draco ne incastrò le dita con le sue carezzandole il dorso con il pollice. Le ginocchia di Hermione si piegarono lasciando che il ragazzo si sistemasse meglio sopra di lei. La mano libera di Draco le afferrò la coscia stringendola a se' poggiando la fronte a quella della ragazza che inconsciamente sorrise. «Baciami» sussurrò lei sfiorandogli il naso con il proprio e il biondo non se lo fece ripetere due volte, calò sulle sue labbra e la baciò con l'urgenza e la dolcezza di chi sapeva che non poteva farne a meno. Con un colpo di bacchetta la tenda che divideva la camera dal salone si chiuse e il loro piccolo spazio fu insonorizzato.
«Non fermarti» gli disse quando si staccarono per riprendere fiato.
«Non ho nessuna intenzione di farlo» sussurrò cominciando a baciarle la mascella scendendo con delicatezza lungo il collo scoperto mentre lei gettava la testa all'indietro sul cuscino. Le loro mani restavano intrecciate tra loro mentre con quella libera Draco le accarezzava il corpo come se fosse qualcosa di cui non poteva fare a meno. «Draco» sussurrò al suo orecchio mentre lui continuava a baciarle il collo con delicatezza. «Hermione» fu la risposta che ricevette e i suoi occhi si illuminarono, ciò di cui aveva bisogno adesso era essere sua e di nessun altro, si era innamorata di lui e adesso niente avrebbe potuto far allontanare questa consapevolezza da lei. 

I have a choice||DramioneLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora