R.A.B - 5

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Harry quella mattina osservava accigliato il bigliettino che aveva trovato nel medaglione di Salazar Serpeverde che aveva recuperato qualche mese prima insieme a Silente. Avevano discusso a colazione di chi potesse aver preso il reale medaglione e nessuno aveva fornito idee. Malfoy però si era alzato di scatto correndo verso il piano di sopra e ciò fu qualcosa che spaventò tutti e tre i ragazzi. «Grifonidioti venite qui!» esclamò Draco dal piano di sopra, Ron sbuffò prima che tutti e tre potessero salire al piano superiore. «Ci stai mostrando una porta?» chiese scioccamente Ronald sbadigliando copiosamente, ma il biondo l'ignorò indicando con il dito la targhetta in oro sulla quale vi erano incise delle parole.

            Non entrare
senza il permesso
di Regulus Arcutur Black

Ma il rosso continuava a non capire facendo così intendere al biondo di avere davanti un idiota.
«Regulus Arcturus Black... ma certo! R.A.B» disse Hermione voltando il capo verso Harry che sembrava aver capito i due ragazzi. Immediatamente si misero a cercare in casa la presenza del reale medaglione.
«C'è un modo più semplice. Accio medaglione!» ma non accadde niente. Ron scostò una delle tende deluso.
«Allora non c'è» disse Ronald deluso mentre osservava furioso la camera.
«Potrebbe essere ancora qui ma protetto da controincantesimi.» propose Draco Malfoy guardandosi intorno e intercettando lo sguardo sorpreso della Granger che annuì piano.
«Sì...sì è vero. Cerchiamo» disse leggermente sotto shock per l'intelligenza che pian piano scopriva da parte del Serpeverde.
«Ah questa si che è un'idea» disse stizzito Ron camminando per la stanza.
Dopo quasi venti minuti un gemito colmo di paura e frustrazione venne fuori dalla ragazza facendo voltare tutti e tre i ragazzi verso di lei.
«No! Ricordi quando siamo stati qui l'ultima volta Harry? Ci siamo sbarazzati di un sacco di cose e nella credenza in cucina c'era un medaglione che nessuno riusciva ad aprire...» fu come se un mattone fosse scivolato sul petto del ragazzo che lentamente cominciò a sospirare.
«Voi avete buttato via il medaglione di Salazar Serpeverde solo perché non riuscivate ad aprirlo?» chiese adirato il biondo osservando la ragazza che davanti a lui abbassò leggermente lo sguardo con aria totalmente colpevole.
«Noi non sapevamo di chi fosse» tentò di giustificarsi la riccia mentre il ragazzo si passava una mano sul viso furioso come non lo era mai stato in vita sua. Quella storia stava davvero degenerando e questo non poteva essere reale.
«Kreacher aveva ripreso con se' un mucchio di roba, magari-» ma Draco non la lasciò finire e si precipitò subito in cucina dove sapeva che vi era lo sgabuzzino dell'elfo che una volta visto quello che avrebbe voluto fosse il suo padrone Purosangue fece un ampio inchino.
«Due anni fa, questi dannati idioti hanno gettato via un medaglione d'oro, dimmi ce lo avevi tu?» ma l'elfo non rispose, Harry si avvicinò ai due e dopo aver lanciato un pericoloso sguardo in direzione del biondo ordinò all'elfo di rispondere.
«Sì» rispose semplicemente abbassando le orecchie docilmente.
«E dov'è ora?» chiese ancora il Grifondoro mentre l'elfo si piegava davanti a lui spaventato.
«Andato» e a quel punto i quattro ragazzi si sentirono mancare la terra sotto i piedi.
«Andato?» ripetè Hermione avvicinandosi a loro.
«Sudicia Mezzosangue! Kreacher non parla con quelle come te»
«Chi lo ha...»
«Mundungus Fletcher» gracchiò con gli occhi strizzati. «È entrato nel ripostiglio e ha rubato tutto, Kreacher lo ha visto. Kreacher ha fallito agli ordini!» esclamò cominciando a colpirsi con un attizzatoio mentre Hermione restava immobile inorridita da tanta crudeltà.
«Questo è quello che la tua gente fa ai poveri esseri Malfoy. Li avete educati ad essere schiavi, orrendi e senza diritti e ogni minimo sbaglio loro quasi si ammazzano!» esclamò contro il biondo che assottigliò lo sguardo avvicinandosi alla ragazza che adesso lo guardava con i pugni serrati lungo il corpo.
«Non venire a farmi la predica Granger. Quanti uomini sono morti per mano della tua gente? Quanti uomini sono stati fatti schiavi e sono stati picchiati e messi alla fame? La tua gente non è migliore della mia» affermò a pochi centimetri dal suo viso mentre Hermione tremava vistosamente.
«Kreacher cosa dovevi fare con il medaglione?» chiese Harry ignorando il battibecco fra i due ragazzi poco distanti da lui.
«Padron Regulus era andato da Kreacher per ordinargli di prestare servizio al Signore Oscuro. Per il padrone e per Kreacher era un onore e il Padrone aveva ordinato a Kreacher di fare tutto quello che voleva il Signore Oscuro e poi tornare a casa. Così Kreacher lo ha fatto e il Signore Oscuro lo ha portato in una caverna dove c'era una barca. Poi ha costretto Kreacher a bere una pozione ma quando Kreacher lo ha fatto ha visto cose orribili. Kreacher ha provato a chiamare i suoi padroni in cerca di aiuto ma nessuno è andato e il Signore Oscuro rideva maligno.» il povero elfo rabbrividì«Quando Kreacher finito lui poggiato il medaglione all'interno della tinozza e l'ha riempita con una nuova pozione, poi il Signore Oscuro se n'è andato lasciando Kreacher solo sull'isola. Kreacher aveva molto sete e così ha strisciato sulla riva in cerca d'acqua ma delle mani morte lo avevano afferrato.»
«Come hai fatto a sfuggire agli inferi?» chiese Harry d'un tratto come se fosse la cosa più importante.
«Padron Regulus ordinato a Kreacher di tornare a casa.»
«Si lo so ma come hai fatto a -»
«Il padron Regulus ha ordinato a Kreacher di tornare a casa.»
«Poi cos'è successo?»
«Padron Regulus molto preoccupato e ha ordinato a Kreacher di nascondersi, qualche giorno dopo venuto a chiamare Kreacher e portato di nuovo alla caverna, detto lui di prendere finto medaglione e di scambiarlo con quello vero quando la bacinella sarebbe stata vuota e poi di andare via...tornare a casa senza di lui...così Padron Black fu trascinato in acqua ma aveva dato ordine di distruggere il medaglione...ma per quanto Kreacher ci abbia provato ha fallito.»
«Oh Kreacher!» esclamò Hermione inginocchiandosi in preda alle lacrime tentando di abbracciare il piccolo elfo che corse via schifato.
«La Mezzosangue non deve toccare Kreacher» soffiò l'elfo nascondendosi dietro Draco che osservava la Granger ai suoi piedi e rideva contento per la patetica scena alla quale aveva assistito.
«Sei patetica Mezzosangue.» disse prima di voltarsi verso Kreacher
«Vuoi fare qualcosa per un Purosangue?» chiese vedendo l'elfo annuire leggero.
«Puoi trovare Mundungus Fletcher e condurlo qui? Ah e prendi questo. Serve più a te che a noi» disse Draco dandogli il finto medaglione rendendolo l'elfo più fiero e grato del mondo. Così Kreacher andò via lasciando i ragazzi da soli in casa.

Quella sera Ronald aveva già sbuffato quattro volte, era impaziente di poter cenare senza rendersi conto che alla cena mancavano ancora tre lunghe ore. Così decise che giocare con il suo deluminatore spegnendo e accendendo la luce che infastidì terribilmente gli altri coinquilini. Hermione alzò lo sguardo snervata ed esasperata sperando di strangolarlo o che un improvviso colpo di sonno facendolo smettere. «Ronald!» esclamò la riccia urlando nei confronti del rosso che la guardò scioccato. Il biondo trattenne una risata osservando i due ragazzi e scosse la testa, non riusciva a capire come facesse la Granger a sopportare un tale ed enorme idiota come lo stesso Weasley. «Ho fame e mi annoio» si giustificò malamente Ron abbassando lo sguardo verso il pavimento spoglio. «Non farlo spegnendo e riaccendendo la luce con quell'aggeggio» «Fatti gli affari tuoi Mione. Pensa al tuo libro per bambini.» la ragazza spalancò la bocca e grunì arrabbiata, senza più degnarlo di parola si alzò in piedi e andò al piano di sopra senza sapere di essere seguita da uno dei suoi grandi interrogativi. Draco Mlafoy. «Certo che Weasley quando vuole sa essere fastidioso» disse entrando nella stanza che la ragazza occupava lì in quella casa. «Non è fastidioso, è solo leggermente infantile. E poi non sono affari tuoi.» affermò lei voltandogli le spalle fingendo di non vederlo sperando che andasse via nonostante avesse molte domande da fargli. «Chiedi pure Granger» disse sedendosi su quella che doveva essere una toletta da donna incrociando le braccia al petto. «A cosa stavi pensando quando suonavi il pianoforte?» domanda abbastanza scontata secondo il biondo, sapeva che avrebbe voluto sapere quello, l'aveva guardata negli occhi dopo aver suonato e aveva letto il suo sguardo. Non le avrebbe mai detto la verità, l'avrebbe reso troppo debole e vulnerabile ai suoi occhi così si alzò in piedi e le si avvicinò portandola a trattenere il respiro, soffiò lento al suo orecchio «Scoprilo»

I have a choice||DramioneLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora