Vivi contro morti

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"SIETE DAVVERO INCREDIBILI AHAHAHHAA COME FATE A....BEH...IN UN MOMENTO DEL GENERE"
Jessy si stava piegando dalle risate,si contorceva e piangeva dal ridere,quando all'improvviso delle mani oscure avvolte da una cortina di fumo nero la afferrarono da dietro,tappandole la bocca e trascinandola nel muro,dove entrambi sparirono,sia Jessy che l'ombra,come se fossero esseri eterei.
"JESSY!"
Io e Levis ci alzammo di scatto,rivestendoci a caso e correndo verso il muro dove la nostra cara amica era stata trascinata.
"Niente"esclamò Levis tremante"non ci sono buchi o spaccature nel muro..."
"....cosa facciamo..?Senza Jessy non sopravviveremo neanche un secondo.."
Attese qualche istante prima di avvicinare l'indice alle mie labbra,per farmi intendere che non occorreva preoccuparmi.
"Non temere.Ti proteggerò io,al costo della mia stessa vita."
Aveva uno sguardo fiero stampato in volto,pieno di sicurezza,uno sguardo che non aveva mai avuto prima.
"La ritroveremo,e poi non siamo soli.Ti ricordi?Courtney è scappata."
Stringendomi a lui cercai di fargli capire che non mi fidavo minimamente di quella ragazza.
"Courtney vuole ucciderci Levis...hai visto anche tu cosa ha fatto con Carlos!"
"Non vuole ucciderci,è solo molto nervosa,spaventata e preoccupata,come tutti d'altronde.Eravamo in squadra insieme.Se voleva uccidermi lo avrebbe fatto già da tempo."
"Mhh..."mi fidai di lui.
Ci abbracciammo.Io di abbracci ne ho bisogno come dell'aria per respirare.
Mi servono per andare avanti, per sentirmi protetta, a casa, tranquilla.
Per una dose di energia.
L'abbraccio,come il bacio,è un qualcosa, per me, molto intimo.
Così intimo che non lo concedo a tutti.
Era un momento magico,dì pure tranquillità,eppure una sagoma buia si ergeva dietro le nostre spalle.
Una figura era rimasta a guardarci sghignazzando sull'uscio della porta della stanza in cui mi ero riposata.
Quando Levis si accorse della presenza,mi tirò dietro di lui,mettendosi in prima fila.
"CHI SEI TU?"
"SCUSAMI LEVIS,HO DELLE COSE IN SOSPESO CON LA TUA PUTTANELLA GYAYAYAYAYAAAA"
"Co..cosa?"

L'arto destro dall'ombra si allungò fino ad arrivare al collo di Levis,lo bloccò per poi scaraventarlo lontano nel corridoio.
Il corpo di Levis rotolò a terra,svenendo.
Il demone,e io,fissammo in silenzio il corpo,poi ci fissammo.
Lui ridendo si scaraventò contro di me sbattendomi al muro e tenendomi forte il collo,alzandomi sempre di più.
La sua presa era così forte e violenta che riuscivo a sentire le ossa del collo accartocciarsi sotto le sue dita lunghe e appuntite come lame.
Con un filo di voce gli chiesi chi fosse..
Non risponde,continua a ridere,a stringere la presa,a fissarmi con quegli occhi rossi demoniaci.
In realtà avevo capito benissimo chi fosse,ma non volevo crederci.
Quello era Owen,Owen che era tornato dall'oltretomba per vendicarsi di me.

"GYAYAYAYAYAAAA"
Ormai mi mancava il respiro,quella volta non c'era nessuno a soccorrermi,era finita.
E invece,senza che io me ne accorgessi,poco prima del luogo dove il corpo di Levis giaceva a terra,una nuova ombra esce dal terreno,come se provenisse direttamente dagli inferi.
Un ombra identica a quella che mi minacciava,quasi identica.
Stessa oscurità che circonda i corpi cinerei,oscuri e fumanti,ma questa seconda sagoma impugnava ben due Katane,anche esse fatte di oscurità.
Quel demone emise un tremendo urlo demoniaco e si scaraventò contro quello che mi teneva stretta,scaraventandolo lontano dal lato opposto del corridoio.

"LEI È MIA,LA UCCIDERÒ IO GYAAAAAAA"
Non bisognava nemmeno chiedere.Era ovviamente lo spettro di Steven,anche lui in cerca di vendetta.
Ero rimasta al muro,che mi accarezzavo il collo per confortare i graffi,fissando le due ombre che si trucidavano e colpivano l'una con l'altra creando una vera e proprio sfida onnipotente tra forze paranormali,facendo piegare i muri intorno a loro e distorcendo il pavimento.
Rivolsi il mio sguardo indietro,dove il corpo di Levis era stato scaraventato.
Delle mani oscure che fiorivano sotto il suo corpo,crescevano e lo catturavano,lo avevano orami bloccato completamente e,prima che io potessi anche solo urlare,lo trascinarono in un baratro oscuro nel pavimento,facendolo scomparire.
Stavo per piangere,ma improvvisamente delle mani identiche a quelle che avevano preso Levis,mi afferrarono da dietro(cosa che mi fece spaventare parecchio,poiché mi trovavo a spalle al muro),facendomi sprofondare nella parete,proprio come Levis.
Il buio si espande davanti a me.

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