Capitolo VII - Omonimie

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Sì, ho sintetizzato abbastanza a Walter. Ma non voglio che la sua attenzione per quello che vorrei dirgli del seguito sia distratta da questo dettaglio insignificante.

"Il massaggio com'è stato? Ti è piaciuto?"

Ci siamo. Adesso devo dirglielo. Voglio dirglielo.

"Sì, molto particolare, rilassante".

Particolare?

Rilassante?

Che cazzo dico?

"Walter devo raccontarti una cosa."

Una cosa?

Forza Mina! Un bel respiro e tira fuori la voce!

Walter beve un sorso di rhum in uno sbuffo di fumo e si volta verso di me.

Ho la sua attenzione.

"Francesca mi ha portato nella stanza dei massaggi. La stessa stanza, con due lettini al centro, abbastanza vicini. Eravamo sole.

Mi ha fatto distendere sulla pancia e lo ha fatto anche lei. Siamo rimaste così, a chiacchierare per un po' e poi è arrivato il massaggiatore.

Ti avevo già parlato di quello che mi aveva confidato. Di Lorenzo. Il suo "amico". Ho scoperto che è il massaggiatore del centro estetico. Bravo."

Lorenzo?

Bravo?

Mi vergogno di me stessa. Di quanto mi senta inadeguata a dire quello che vorrei. A raccontare quello che è successo davvero.

Sì Francesca mi ha portata nella stanza dei massaggi. E c'erano due lettini. Vicini. E ci siamo distese. Questo è vero.

Lei era così vicina a me. Ha allungato un braccio ed ho sentito la sua mano accarezzare il mio sedere e poi scendere e frugare fra le mie cosce. Non ho resistito un attimo. Non mi sono fatta pregare ed ho fatto posto alle sue dita. E poi quel bacio. Le bocche di nuovo incollate, ho spinto la mia lingua nella bocca di lei quasi per cercare ancora i segni del sapore di quello sconosciuto.

Poi dei passi, ci siamo ricomposte, la porta si è aperta alle nostre spalle e si è richiusa. Francesca si è voltata.

La sua voce.

"Sorellona, ti presento Lorenzo".

Lorenzo?

Avvolta da un turbine di pensieri. Un caso di omonimia o è "quel Lorenzo"? E se è "quel Lorenzo" io cosa ci sto a fare qui con loro due?

Mi sono girata anche io ed ho salutato Lorenzo. Un bel ragazzone sui trenta. Capelli corti, scuri, alto, fisico asciutto. E due occhi scuri assassini.

L'ho salutato e mi sono presentata.

Altri passi. Di nuovo la porta che si apre e si richiude dietro di noi. Entra un'altra persona. Anche lui indossa un camice bianco. Sembrerebbero gemelli se non fosse per i riccioli biondi del secondo e per gli occhi chiari. Assassini.

Francesca ha dissipato ogni mio dubbio.

Gettandomi nella confusione totale.

"Lei è Mina, la mia sorellona e lui è Lorenzo".

Lorenzo?

Francesca ti prego, salvami.

E lei mi ha salvata, aprendomi le porte della perdizione.

"Sorellona, ti avevo parlato di Lorenzo, il mio amico. E' buffo, loro due lavorano assieme qui e si chiamano entrambi Lorenzo. E sono entrambi il mio amico. Il primo è Lorenzo grande, il secondo è Lorenzo piccolo."

MinaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora