13 • Auguri Angelica!

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Anna si girò e rigirò nel letto in una delle tante suite del resort, non riuscendo più a dormire, quando invece pretendeva di farlo ancora per un po'. Ma quel calore insopportabile non riusciva a darle pace, così aprì gli occhi e si ritrovò Tom che, già sveglio, poggiato su un fianco con una mano a sostenergli la testa, la scrutava divertito con un sorriso dolcissimo. 



"Buongiorno trottola, non facevi altro che girare da una parte all'altra del letto da un quarto d'ora."

"Buongiorno, fa troppo caldo", si lamentò, mettendosi a sedere. 

"Si, fa stranamente caldo stamani", le rispose Tom, che con una mano andò ad accarezzarle teneramente il capo.

Anna si sciolse sotto quel tocco così mieloso e tanto gentile che contraddiceva l'attore sin dall'inizio, e si accoccolò a lui nonostante il caldo.

I due avevano dormito, si e no, quattro ore al massimo, poiché avevano preferito dedicarsi ad altre attività piuttosto che concedersi del sano riposo; ma ad entrambi andava bene così. Si erano tanto desiderati ardentemente, che quella notte non si lasciarono un po' di tregua, così bramosi ognuno della carne dell'altro, da volerne ancora e ancora, sino a che le loro forze non giunsero al limite e Morfeo non li avvolse con sé.

Tom prendeva Anna senza mai essere troppo rude o aggressivo, lo faceva sempre con gentilezza, con amore, con premura e le dedicava sempre tanto tempo, così da potersi prendere cura di lei e donarle tutta la tenerezza che non le era mai stata data.

"Pensi che ci addormenteremo come sassi durante la giornata?", gli domandò tra le sue braccia, intanto che gli carezzava i fianchi morbidi e lisci.

"E' probabile, ma è anche vero che siamo a Bali e difficilmente potremmo dormire come se nulla fosse, mi comprendi?", replicò Tom sporgendosi verso di lei, poggiando le sue labbra su quelle carnose della ragazza che lo accolsero volentieri.

Si baciarono a lungo e con dolcezza quella mattina, fino a quando entrambi non si scrutarono col sorriso negli occhi e la pace nel cuore. Anna prese a carezzargli una guancia con tenera destrezza e Tom, in quel momento, sembrava un piccolo cucciolo bisognoso di coccole che si abbandonava sotto le mani della sua padrona, avvicinandosi pian piano come per volerne di più.
Tutto filò liscio e tranquillo, fino a quando Anna non si bloccò, spalancando gli occhi senza più nemmeno dire una parola. Tom, spaventato, inghiottì a vuoto, senza riuscire a comprendere il motivo di quell'espressione così sconvolta sul viso della sua ragazza.

"Che succede?", le chiese, ma Anna era come in trance, immobile, senza rispondere, "Anna, ma che succede? C'è un ragno in stanza? Guarda che mi metto ad urlare!", esclamò, non riuscendo a girarsi per vedere se effettivamente il ragno ci fosse o meno. 

"Tom, è venerdì?", gli domandò, ancora ferma.

"Si, è venerdì. Ma cosa sta succedendo?", ribadì l'attore, che intanto stava impazzendo nel cercare di capire cosa passasse nella testa della sua lei.

"Sono un'amica orribile! Cazzo! Cazzo! Devo alzarmi, devo andare!", urlò, alzandosi dal letto con uno scatto e andando in cerca dei suoi slip per tutta la suite. 

"Cosa?!", ribatté confuso il ragazzo mettendosi a sedere.

"Oggi è il compleanno di Angelica! Invece di stare con lei a festeggiare, io sono qui con te! Non che con te non voglia starci, sia chiaro, ma è il compleanno di una delle mie migliori amiche!", dichiarò, cercando di vestirsi più veloce della luce.

Anna si sentiva tremendamente in colpa per aver pensato a sé stessa senza aver minimamente ragionato su tutto il resto. Per una volta aveva spento di getto la sua mente, cosicché i suoi film e le sue preoccupazioni non si palesassero mentre era insieme all'attore, e si era dedicata solo a sé stessa e al ragazzo; ma non aveva potuto scegliere momento meno adatto per pensare egoisticamente.

Tom afferrò il suo cellulare e diede rapidamente uno sguardo ai messaggi ricevuti, e subito dopo, cercò di vestirsi anche lui in quattro e quattr'otto.

"Perché stai correndo anche tu?", gli chiese Anna, che nel mentre stava girovagando da una parte all'altra della suite poiché non trovava il suo top.

"Harrison ed i miei fratelli mi hanno mandato dei messaggi in cui dicono che sono tutti a festeggiare il compleanno di Angelica, e manchiamo praticamente solo io e te", le rispose Tom, infilandosi la maglietta bianca attillata della sera prima.

Anna si bloccò a guardare l'attore senza riuscire a compiere altri passi, nonostante sapesse di doversi urgentemente muovere: si sentì fortunata e vittoriosa per un attimo, mentre riusciva solo a pensare a cosa avesse fatto di così speciale, tanto da emozionare il suo angelo custode che le aveva fatto quel regalo enorme.

Tom la osservò divertito, notando dove gli occhi di lei fossero posati in quel momento, e scosse la testa mordicchiandosi il labbro inferiore.

"Non andavi di fretta tu?", le chiese, trattenendo un sorriso compiaciuto.

"Eh?", replicò confusa, svegliatasi da quella trance momentanea. 

"Non andavi di fretta perché è il compleanno di Angelica?", ripeté l'attore.

"Si, infatti sto correndo, non vedi?", ribatté, ritornando a cercare il suo top che non riusciva proprio a trovare. 

"Si certo, perdonami", rise Tom sotto i baffi.

Anna sbuffò e si ritrovò tra le mani dei pantaloni neri di jeans (che non erano di certo suoi), piuttosto che il suo amato top bianco, di cui non v'era ancora nessuna traccia.

"Si può sapere dov'è finito il mio top?", chiese, chinandosi per guardare se fosse sotto il letto.
"Intendi questo?"

Anna si girò velocemente in direzione del ragazzo, trovandolo vittorioso con in mano quel dannato top bianco che stava cercando senza successo da minuti interi.

"Che ci fai con il mio top?", gli fece, andando in sua direzione per riprendersi l'indumento che le apparteneva. 

"Potrei chiederti la stessa cosa dei miei pantaloni, perché sono nelle tue mani?"

"Tieni! Erano dal mio lato", gli rispose, consegnandogli i pantaloni e infilandosi finalmente l'ultimo indumento rimanente.

"Il tuo top era accanto alla mia maglia, e comunque, più che top direi un reggiseno vero e proprio!", esclamò lui agganciandosi i pantaloni.

"Dai, non è vero!"

"Non preoccuparti, appartieni a me, e si vede anche a chilometri di distanza", ghignò divertito.
"In che senso? Di che parli?", gli chiese accigliata, ma andava troppo di fretta per porre realmente attenzione a cosa facesse riferimento Tom.

"Niente, niente. Hai preso tutto?"

"Si, si tutto. Possiamo andare."

I due si guardarono intorno per un'ultima volta come per vedere se avessero effettivamente preso tutto. Una volta sicuri, chiusero la porta alle loro spalle e scesero di corsa le scale, uscendo poi in tutta fretta verso l'esterno.

"Dove sono?", gli domandò, fermandosi e girando la testa a destra e sinistra per provare a vedere dove fossero gli altri.

"Vai avanti, sono nella mia villa, davanti la piscina!", esclamò l'attore afferrandola per una mano, intanto che continuava a correre imperterrito, ed Anna si lasciò tranquillamente trascinare.

Entrambi giunsero alla villa dell'attore col fiatone a mille, e mentre Tom sembrava aver giustamente fatto una corsa leggera, Anna si sentiva come se avesse appena concluso una lunga maratona. Era piegata in due, con le mani poggiate sulle ginocchia per cercare di riprendere aria, siccome le mancava terribilmente. Quando finalmente alzò il capo, si ritrovò con tutti gli altri che attentamente la stavano scrutando curiosi, anche per assicurarsi che stesse bene e non avesse un attacco d'asma improvviso.

C'erano davvero tutti, oltre Tatiana e Giorgio, c'erano gli amici e i fratelli di Tom, e tutti si erano bloccati col calice a mezz'aria a causa dell'intrusione degli unici due assenti sino a quel momento.

Tom le si avvicinò e le poggiò una mano sulla schiena, carezzandola piano.

"Piccola, stai bene?", le chiese con un velo di preoccupazione negli occhi.

"Sto bene, sto bene. Ho bisogno di acqua e di un bagno in quella piscina."

Anna respirò a pieni polmoni e raddrizzò lentamente il busto, poggiandosi al corpo duro e allo stesso tempo morbido dell'attore.

"La corsa non è il tuo forte a quanto pare", rise carezzandole piano la spalla.

"La ginnastica in generale non è il mio forte, in realtà."

D'improvviso Angelica rise sotto i baffi, così come anche gli altri, e i due, accigliati, posero la propria attenzione sul gruppo difronte che li guardava ininterrottamente da quando avevano messo piede nella villa.

"Sembra tu abbia già fatto molta ginnastica stanotte", esordì Harry, dando il cinque a Harrison che se la rideva anche lui dall'inizio.

"Direi che la ginnastica non è il tuo forte solo in certi casi", continuò Tatiana.

"Ma di che state blaterando?!", sbottò Anna sgranando gli occhi, con la vergogna che si stava facendo strada dentro di lei sempre più insistentemente. 

"I tuoi capelli sono all'ultima moda amica mia", aggiunse Angelica.

"Anche quel tatuaggio sul collo non è male, che bel colore", disse Jacob.

Anna si toccò i capelli che risultarono scombinati, e subito dopo il collo, girandosi poi in direzione di Tom che osservava divertito la situazione con le braccia incrociate, invece di agire e difenderla senza metterla ulteriormente in imbarazzo.

"Tom! Che ho sul collo?", gli chiese, con le guance che le stavano definitivamente andando a fuoco. 



Tom però strinse le labbra e abbassò il volto senza risponderle, e Anna, furiosa come non mai, chiuse la mano in un pugno avvicinandosi di più all'attore.

"Tom. Ti ho chiesto una cosa e pretendo di essere risposta. Che. Cosa. Ho. Sul. Collo?!", scandì bene le ultime parole, "rispondimi, Cristo!", urlò strattonandogli un braccio.

"Te l'ho detto prima in suite, appartieni a me e si vede a chilometri di distanza", le rispose alzando un braccio per carezzarle teneramente il capo, ma Anna, con i nervi a fior di pelle, gli diede una pacca non tanto amichevole sul petto, distanziandolo di poco.

Tom si massaggiò dolorante la parte colpita e strinse il labbro inferiore tra i denti, scrutando la sua lei che lanciava fiamme incandescenti dagli occhi.

Anna, in tutta risposta, prese il cellulare che aveva in tasca e lo impostò in modalità selfie, affinché potesse rendersi conto del possibile succhiotto che le aveva lasciato l'attore. Quando notò la grandezza del livido violaceo, sgranò gli occhi e, presumibilmente, del fumo le uscì dalle orecchie. Si voltò nuovamente in direzione di Tom e riprese a colpirlo sul braccio con schiaffi leggeri.

"Razza di idiota! Chi ti ha dato il permesso di fare una cosa del genere?", gli fece tra uno schiaffo e l'altro. 

"Tu! Non avrei mai fatto niente contro la tua volontà!", esclamò l'attore cercando di bloccarle le mani.

"Ma non ti ho autorizzato a farmi un dipinto sul collo!", urlò ancora.

Gli altri si goderono la scena ridendo ed esprimendo la propria opinione a bassa voce: sembrava stessero al cinema, mancavano solo i popcorn.

"Dai, non ci scandalizziamo per così poco, non litigate", affermò Tuwaine.

"Non è per voi! Io devo andare in giro con questo enorme coso sul collo?! Vi sembra normale? Per me non lo è!", esclamò, e le sue amiche corsero in suo soccorso, con anche Charlotte a darle manforte.

"Va dai tuoi amici Holland, ci pensiamo noi a lei", disse Charlotte sorridendo ad un Tom troppo scosso.

"Cercate di calmarla, sembra una belva feroce."

"Tesoro mio, lei è così, è un altro lato che imparerai a conoscere", aggiunse Angelica con un occhiolino, e infine Tom si avvicinò agli altri.

Anna si catapultò tra le braccia della sua migliore amica Angelica, stringendola così forte da strangolarla quasi.

"Buon compleanno tesoro, perdonami, ho pensato a me stessa e non ci sono stata. Tra l'altro ho dormito poco e sono molto stanca ma-"



Angelica la interruppe ponendo l'indice destro sulle sue labbra.

"No, non dirmi altro. Per una volta hai pensato egoisticamente a te, e so che oggi saremo insieme tutto il giorno, non c'era bisogno di passare anche la notte con me. Sei in un nuovo periodo della tua vita e voglio che tu te lo goda appieno. Hai sofferto troppo, ora devi vivere", sorrise la bionda stingendosela nuovamente a sé. 

"Ti voglio bene!", le disse Anna ricambiando l'abbraccio con tutto l'amore che aveva dentro.

Quando si staccarono si osservarono per un po', ed entrambe avevano gli occhi lucidi, provate dalla situazione che si era venuta a creare e dall'affetto che sentivano l'una per l'altra.

"Va tutto bene?", le domandò Charlotte, poggiandole una mano sulla spalla.

"Tutto perfetto, tranquilla. Grazie", le sorrise gentilmente.

"Ovviamente stavamo tutti scherzando, ma ti posso capire se i succhiotti ti danno fastidio, anche io li odio", dichiarò con un'alzata di spalle.

"Si, ecco, sono belli quando sono piccoli e invisibili. Quando esci e sei in mezzo alla gente e sono così grandi, insomma, non è un bel vedere", affermò Anna con un sorriso.

"Si la penso come te."

Harrison richiamò la sua ragazza, e quest'ultima, scusandosi con le altre, si congedò raggiungendo il suo amato, così da lasciare sole le tre amiche.

"Finalmente posso parlare e non risulto incompresa! Volevo urlarti che sono fiera di te!", esclamò Viky con un sorriso a trentadue denti.

"Per cosa?", le chiese Anna, alzando un sopracciglio. 

"Perché fino a quattro giorni fa eri una piccola suora indifesa, ed ora sei una panterona che scopa più di me e Angy!", ribatté l'amica, dandole una pacca sulla schiena con un gran sorriso.
"Viky! Dalla tua reazione sembra che io mi sia appena laureata."

"E' anche meglio. Tom mi piace sempre di più onestamente."

Angelica scosse la testa divertita, mentre Anna non aveva più parole per la sua amica, ormai non si sconvolgeva nemmeno più.

"Non capisci mai nulla, ma le cose che vuoi capire le comprendi in due secondi, eh?", le fece Anna, incrociando le braccia.

"Certo, lascio le cose inutili alle persone inutili", replicò Viky facendo spallucce. 

"D'accordo, eravamo al brindisi, richiamiamo gli altri su", aggiunse Angelica, tornando dal gruppo con anche le altre due al seguito.

Tatiana si avvicinò alla sua ragazza e le circondò le spalle con un braccio, intanto che con un occhiolino salutò Anna, che in tutta risposta le fece un cenno con la testa.

"Comunque dopo ti metterai comoda accanto a me e mi racconterai tutto, non accetto un no come risposta", affermò Viky, puntando un dito contro Anna.

"Si, ovviamente si siederà anche Angelica accanto a noi."

"Certo, dobbiamo parlare un po'."

Angelica richiamò tutti gli altri facendo tintinnare due calici, così da attirare su di sé l'attenzione.

"Ora che ci siamo tutti, volevo fare un brindisi e ringraziare innanzitutto la mia ragazza, per essersi presentata nella mia vita quando avevo ormai perso le speranze, e aver prenotato una discoteca per stasera così da poterci scatenare tutti insieme. Volevo ringraziare particolarmente le mie due migliori amiche, che più che amiche sono le mie sorelle. Quelle due che non mi hanno mai lasciata sola, che mi hanno preso la mano anche nelle giornate più dure così da poterle affrontare insieme, quelle due che nonostante i caratteri diversi non mi hanno mai giudicata, ma mi hanno alzato il mento e detto più volte di andare avanti perché loro ci sarebbero sempre state per me. Sono le sorelle che non ho mai avuto e sono contenta di ritrovarmele in ogni momento della mia vita. Anna e Viky, siete le persone più importanti per me, grazie per ogni consiglio o strigliata, sono cresciuta grazie a voi e vi devo il mondo. Infine, grazie a tutti per essere qui, sto imparando a volervi bene davvero."

Angelica concluse il suo discorso e Anna era in un mare di lacrime, si girò verso Viky convinta di doverle tradurre le parole commoventi dell'amica, ma invece aveva in mano il telefono, ed era su whatsapp, precisamente nella chat di Angelica che, prontamente, le aveva mandato il discorso in italiano, così che capisse anche lei le parole in tempo reale.

Sam diede un calice a lei e Tom, gli unici rimasti senza, versandoci successivamente dello champagne. Alzarono tutti i calici verso l'alto e, dopo aver urlato un auguri collettivo, portarono i calici alla bocca degustando il liquido giallastro all'interno.

Lo champagne di mattina era altamente delizioso, parola di alcolista!

Anna e Viky si avvicinarono all'amica e la strinsero in un abbraccio, dopodiché partì un applauso che le commosse ulteriormente.

Le tre si sentirono come in balia degli eventi; erano andate a Bali per un semplice viaggio di relax e divertimento, e invece straordinariamente, sarebbero tornate a casa più ricche di prima, avendo conosciuto nuovi amici e, soprattutto, qualcuno di più importante con cui voler e poter condividere la vita intera. Tutto era successo per caso, quel viaggio aveva stravolto tutti i loro piani, cambiando i loro pensieri e le loro abitudini, e sarebbero tornate a Napoli con una mentalità totalmente differente e nuova.

"Saremo sempre l'una la spalla dell'altra, vero?", chiese Angelica, e le due annuirono non potendo fare altrimenti, perché ci sarebbero sempre state l'una nella vita dell'altra.

Tom si avvicinò qualche minuto dopo alla sua ragazza che parlava animatamente con le sue amiche, e le poggiò una mano sulla spalla. Si aspettava uno sguardo puramente assassino o glaciale, ma quando lei si girò aveva ancora gli occhi lucidi e il viso che esprimeva una dolcezza senza pari.

"Ti senti meglio?", le domandò premurosamente.

"Si, scusami per prima, ma mi sono sentita molto in soggezione", gli rispose, chinando il volto.

Tom con due dita le prese il mento e glielo alzò, incastonando, come due pietre preziose, i suoi occhi color cioccolato con quelli verde smeraldo di lei. Quest'ultima strinse le labbra imbarazzata senza però distogliere lo sguardo dal viso dell'attore, e Tom, teneramente, le baciò la fronte accaldata, andando poi a far tintinnare volontariamente i loro calici, attirando così tutta l'attenzione dei loro amici. Anna, perplessa, guardò gli altri come per capirci qualcosa, ma dai volti attoniti di questi ultimi si evinceva che nemmeno loro sapessero cosa volesse fare o dire l'attore.

"Scusate, non vorrei rubare la scena alla festeggiata, non sarebbe giusto. Però è una cosa importante per me annunciare questa novità, se così vogliamo chiamarla", iniziò, dando uno sguardo alla ragazza che però lo guardò interrogativo, "io e Anna ieri ci siamo fidanzati, gliel'ho proposto io perché ormai era inutile continuare a fare finta di niente, a me Anna piace e voglio averla con me finché la vita me lo concederà. So che è da pochissimo che ci conosciamo, ma abbiamo vissuto momenti molto intensi, e posso affermare con sicurezza che attualmente è l'unica che voglio al mio fianco e di cui ho letteralmente perso la testa", concluse, voltandosi verso Anna e catturandole le labbra in un bacio dolce ed unico.

Era la prima volta che si baciavano veramente davanti ai loro amici, ed Anna per questo si sentì un po' a disagio, ma sapeva che infondo non stava facendo niente di male, stava ammettendo solamente quanto si fosse affezionata al ragazzo in così poco tempo.

Partì un applauso collettivo e Anna si emozionò ancora una volta; era la giornata del pianto quella, non c'era altra spiegazione, stava piangendo da minuti interi ormai.

"Propongo un brindisi anche a voi due, credo che io e Angelica più di tutti sappiamo cosa voglia dire affezionarsi a qualcuno così velocemente e volersi godere tutto senza rimpianti. Ammiro il vostro coraggio, sapevo che prima o poi sareste finiti insieme, stavo aspettando solo il momento in cui lo avreste capito anche voi", affermò Tatiana, rivolgendo loro un sorriso sincero che apprezzarono con tutto il cuore. 

"Ti voglio bene Tatiana, grazie", le rispose Anna.

Angelica e Viky avevano entrambe un sorriso luminoso e gli occhi lucidi, e Anna mandò loro un bacio volante ringraziandole senza dire altro, perché sapevano già tutto. Era soprattutto grazie a loro se si stava godendo quel momento con Tom e gli altri, se non ci fossero state ad incoraggiarla in ogni minuto del giorno, non sarebbe riuscita neanche ad andare avanti con l'attore.

"Se sei felice fratello, qui lo siamo tutti", dichiarò Harry, e Tom sorrise a trentadue denti, felice come non mai di avere degli amici, o meglio, una famiglia così.

Sam, diventato cameriere all'improvviso quella mattina, riprese la bottiglia di champagne e ne versò ancora un po' nei calici di tutti, così da poter fare un ulteriore brindisi per la nuova coppia appena nata. Alzarono i calici avvicinandosi, facendo tintinnare tutti i bicchieri.

"Ad Anna e Tom!", urlò Tuwaine e tutti gli altri lo echeggiarono subito dopo.

Anna prese per una mano l'attore e lo attirò a sé, donandogli un bacio a stampo in cui era contenuta tutta la sua gratitudine per essere entrato nella sua vita senza pretese e avergliela stravolta completamente.

"Ti volevi far perdonare per il dipinto senza permesso sul mio collo, per caso?", gli domandò con un ghigno divertito.

"Ci sono riuscito?"

"Può darsi", gli rispose, alzando gli occhi al cielo, per poi riabbassarli, tornando a concentrarsi sul viso del ragazzo.

Tutte le sue difese si erano abbassate, e sarebbero sempre calate difronte a quel viso e a quegli occhi che la osservavano sempre con tanto affetto e tanta premura. Anna non riusciva a farci l'abitudine, poiché nessuno l'aveva guardata come faceva Tom, e per questo il suo cuore impazziva ogni volta che incontrava quegli occhi color cioccolato che le davano un senso in ogni minuto del giorno.

"Scusate ragazzi, non vorrei essere petulante ma abbiamo il minibus tra quaranta minuti, ci porterà alla spiaggia Balangan, quella della scorsa volta. Voi due, non so, non dovete mettere il costume e darvi una veloce rinfrescata?", esordì Angelica rivolgendosi ai due che indossavano ancora gli indumenti della sera prima.

Questi ultimi si guardarono simultaneamente dalla testa ai piedi, tornando poi ad osservare la festeggiata che aveva, ovviamente, ragione.

"Io non ho nulla qui! Dovrei andare al Krisna, cambiarmi e tornare!", dichiarò Anna in preda al panico, portando una mano alla fronte, avvilita.

"Ho un'idea!", annunciò l'attore, e così lei prese ad osservarlo curiosa, "prendo la mia roba e prendiamo la mia macchina, andiamo al Krisna e ci diamo una rinfrescata veloce lì, poi torniamo qui alla velocità della luce, pronti per la spiaggia. Che dici?", le propose, lasciando il calice sulla piattaforma di legno della piscina.

"Buona idea, veloce!", esclamò, poggiandogli una mano sulla schiena, esortandolo ad entrare di corsa all'interno della villa. 

"Una rinfrescata? Insieme?", domandò Harry mettendo su un'espressione maliziosa, ed Anna si voltò esasperata nella sua direzione.

Sam gli diede una gomitata per farlo stare zitto, e il riccio strinse le labbra per non ridere ulteriormente.

Volevano un altro spettacolino divertente? Ebbene, l'avrebbero avuto, ma stavolta non sarebbe stata lei la vittima, piuttosto la carnefice.

"A-ha, divertente, ma anche se fosse?", gli chiese con le braccia incrociate, per niente intimidita.
"Niente, potete fare ciò che volete", replicò Harry facendo spallucce.

Tom uscì precisamente in quell'esatto momento, e si incuriosì immediatamente al dialogo tra il fratello e la sua ragazza.

"Sicuro che per te non è un problema?", continuò.

Harry si sentì maledettamente in soggezione, e di colpo smise di ridere, mentre Anna, lodata dal fatto che anche Tom fosse presente, si pregustava di già il dolce sapore della vittoria.

"No che non lo è, perché me lo domandi? Stavo solo scherzando, come prima", ribatté il riccio grattandosi timidamente il capo.

"Oh beh, sai, siccome ieri mi hai confessato che se non ci fosse stato Tom mi avresti corteggiata tu, ho pensato che, forse, ti infastidiva il fatto che io e tuo fratello facessimo così tanta ginnastica insieme", aggiunse, nascondendo un ghigno soddisfatto sotto le urla sconvolte e divertite dei ragazzi.

Tom con la bocca spalancata e gli occhi sgranati guardò suo fratello, che avrebbe volentieri scavato una fossa profonda in cui gettarvisi dentro a capofitto, senza ripensamenti.

"Harry ti ha stracciato, mi dispiace, te lo sei meritato", asserì Harrison alzando le mani in segno di resa. "Anna, sei la mia nuova regina!", esclamò, indicandola.

La ragazza rise e si avvicinò ad un Tom ancora troppo scosso dalla situazione.

"Ehi, tutto bene?", gli domandò poggiando il capo sulla sua spalla sinistra, ma lui non la degnò di uno sguardo.

"Harry, lo pensi davvero?", chiese l'attore, deglutendo in direzione del fratello.

"Non ti nascondo che se non ci saresti stato tu, ci avrei provato io, ma non sono geloso di voi. Ti rispetto e vi rispetto, l'ho detto anche a lei, non te la sottrarrei mai", gli rispose Harry, corrucciando le labbra.

"Si è vero. Ma non ho detto nulla con cattiveria, ho solo risposto per le rime a tuo fratello che mi ha messo sotto torchio da quando mi ha vista prima! Ma gli voglio bene e lui lo sa!", esclamò Anna, sorridendogli dolcemente. 

"Mai mettersi contro la mia amica!", aggiunse Angelica. 

"Si, l'ho capito a mie spese. Ti voglio bene anche io!", ammise il riccio.

Anna si avvicinò e lo strinse a sé amichevolmente e lui ricambiò la stretta, tirando un sospiro di sollievo. Era convinto che avrebbe perso la fiducia di suo fratello da lì a poco, ma Anna non lo avrebbe mai fatto accadere, era troppo buona per arrivare a questi sotterfugi.

"Harry, io e te abbiamo sempre avuto gusti simili, devo riconoscerlo, ma mi fido di te. So che non mi tradiresti mai, tranquillo. Mi ha solo destabilizzato questa cosa, ma tutto è okay", affermò l'attore ed Harry, sciogliendosi dall'abbraccio con Anna, andò incontro al fratello che rispettava ed amava più di chiunque altro. 

"Non farmi sentire più in colpa o ti ammazzo con le mie mani, Harry!", esclamò Anna, e risero davvero tutti, mentre Viky avendo Giorgio come interlocutore per tutto il tempo, sapeva sempre dopo ore le parole che venivano dette.

"D'accordo, ora filate via, e niente rinfrescata o ginnastica insieme, chiaro?", intimò Angelica puntando un dito contro la coppia.

"D'accordo, certo", le sorrise Tom.

"Non dirmi d'accordo e poi fai di testa tua perché voglio la mia amica con me, okay?", dichiarò autoritaria la bionda, e l'attore alzò le mani in segno di resa.

"Non preoccuparti, torneremo subito. A dopo!", esclamò Tom prendendo la mano di Anna e correndo verso l'autovettura nera.

Il viaggio verso il Krisna fu davvero veloce, Tom seppe destreggiarsi attraverso le altre macchine ed arrivare anche prima dei soliti otto minuti. Anche se per tutto il tempo Anna pensò di morire, non essendo mai andata a quella velocità, e si era tenuta al poggiamano restando tesa fino all'arrivo. Quando finalmente poté rimettere i piedi a terra, si sgranchì le gambe indolenzite.

I due si diressero a passo spedito all'interno del Krisna e poi verso la casetta, ed Anna aveva già in mano la chiave che Viky le aveva dato; era lei l'addetta ufficiale alle chiavi.

Mentre camminavano per la stradina che li avrebbe portati all'alloggio, i due si scontrarono con Marco, che li salutò con una veloce alzata di mano per poi vaporizzarsi all'istante.

"Lo avrai spaventato a morte!", esclamò Anna, divertita.

"Io non gli ho detto niente, non gli ho nemmeno rivolto uno sguardo assassino come avevo pensato di fare semmai l'avessi incontrato", le rispose Tom facendo spallucce.
"In ogni caso, lo hai fatto defilare in meno di un secondo", aggiunse, inserendo la chiave nella toppa della serratura, e con dopo uno scatto preciso, aprì la porta.

Anna si guardò intorno per verificare se qualcuno li stesse spiando: siccome Tom era un attore abbastanza noto, non voleva che potessero vederli o addirittura scattargli una foto. Quando tutto le sembrò tranquillo, entrò all'interno della casetta, e Tom la seguì, mentre curioso scrutava la piccola dimora delle ragazze.

"Tanto resta sempre lui nel torto, ha baciato la mia ragazza", aggiunse, chiudendosi la porta alle spalle. 

"Ah si? Non ero ancora la tua ragazza però", gli rispose, rimuovendo velocemente gli stivaletti e accantonandoli vicino al letto.

Tom le si avvicinò abbracciandola da dietro e infilando il capo tra il collo e la spalla destra della ragazza, che rise dolcemente a quel contatto.

"Lo sei sempre stata, dal primo istante in cui ti ho visto", replicò, e Anna si mordicchiò il labbro inferiore mentre nascondeva un sorriso dovuto proprio a quella frase così dolce.

"Non potrò mai ringraziare abbastanza la vita che mi ha dato l'opportunità di conoscerti. Le sarò sempre grata, sei la mia grande sorpresa", gli sussurrò pacatamente.

Tom non riuscì a resistere, quelle parole lo fecero impazzire completamente, così cominciò a baciarle il collo, dapprima piano e poi sempre con più trasporto, intanto che Anna ansimava già incontrollatamente. L'attore fece girare con uno scatto la sua lei, così da poterla osservare in viso prima di accalappiarsi nuovamente quelle labbra che tanto desiderava e che fieramente poteva definire ormai sue. Quel bacio fu pieno di desiderio, tanto che Tom andò ad afferrarle i glutei sodi e se la caricò in braccio, continuando a non lasciarle le labbra, ormai una droga naturale per lui.

L'attore, successivamente, scese di nuovo famelico sul collo, ormai martoriato da tutti quei baci, e poi ancora più giù, fino all'incavo tra i due seni.

"Che stiamo facendo? Dobbiamo fare presto o perderemo il minibus e tutti i ragazzi partiranno senza di noi. Angelica ci ammazzerà", gli disse Anna tra un gemito e un altro.

Lei sapeva che era sbagliato, che dovevano fermarsi, che avrebbero dovuto lavarsi in fretta e correre verso il Mandapa così da raggiungere in perfetto orario i loro amici, ma non riusciva proprio a bloccarsi, perché lei lo voleva, lo voleva ancora. Non si dava pace, non capiva il motivo per cui aveva voglia di lui in continuazione, nonostante la notte appena trascorsa in cui avevano unicamente fatto l'amore. Sapeva solo che lo voleva, bramava la sua carne più di qualunque altra cosa al mondo, e che non avrebbe mai smesso di desiderarlo; toccava il paradiso ogni volta che i loro corpi desiderosi entravano in contatto e le loro bocche si perdevano tra gemiti e sospiri accompagnati da baci a perdifiato.

"Risparmieremo dell'acqua, ci saranno grati comunque", le rispose Tom, per poi aprire la porta del bagno con un calcio. 

"Vuoi fare la doccia insieme?", gli chiese mentre tratteneva un'espressione vittoriosa in viso, causata dal fatto che voleva disperatamente fare una doccia con Tom, nonostante il poco tempo che avevano a disposizione. 

"Si che voglio, presumo lo voglia anche tu."

"Ma non abbiamo tempo!", esclamò, boccheggiando. 

"Il tempo lo si trova sempre."

Anna sentì improvvisamente il getto d'acqua fredda scorrerle addosso e sobbalzò all'istante, accorgendosi solo in quel momento di essere già sotto la doccia, con Tom che carico di desiderio la sovrastava, costringendola a stare con la schiena contro il muro.

L'attore le afferrò il viso tra le mani e la baciò con bramosia, leccando e succhiando quelle labbra fino allo sfinimento. Anna si teneva salda al muro e stingeva le gambe intorno al bacino di Tom mentre circondava il collo di lui con le sue braccia.

I loro vestiti erano ormai fradici e anche di troppo, così Anna con destrezza andò a sfilare la maglia dell'attore che l'aiutò nell'ardua impresa, dopodiché Tom pensò di farla scendere con i piedi a terra, in modo da poterla spogliare senza troppi problemi, evitando anche di farle male involontariamente. Il top di Anna finì sul pavimento accompagnato dai suoi pantaloncini neri ed i pantaloni del medesimo colore dell'attore.

"Non eri male con la maglia bianca inzuppata comunque", gli fece notare, ricordando l'effetto vedo-non vedo degli addominali che si intravedevano dal tessuto attillato.

"Se vuoi la rimetto", ribatté Tom, intanto che le afferrò con decisione i fianchi sinuosi.

"No, meglio senza", aggiunse prontamente lei, prendendo tra le mani il viso dell'attore per poterlo baciare ancora una volta, mentre l'acqua si insinuava prepotentemente tra di loro.

Dopo minuti interminabili, ormai senza fiato, decisero di staccarsi e il ragazzo, dalle labbra, passò a baciare i seni morbidi e sodi, andando poi a mordicchiare e leccare con fare esperto i capezzoli già turgidi sotto il suo tocco. Anna ormai totalmente in balia del piacere, abbandonò la testa all'indietro andando a toccare il muro su cui teneramente vi si poggiò. Successivamente, Tom le sfilò le mutandine fradicie con una velocità disarmante e si abbassò all'altezza della sua femminilità, introducendo leggermente un dito nell'apertura e poggiando contemporaneamente il pollice sul clitoride andando, con movimenti rotatori, a stimolarlo. Solo dopo qualche minuto aggiunse un altro dito, per poi farle divaricare di più le gambe per permettergli di baciarle la sua intimità. Anna non desiderava altro, e quando sentì la lingua del ragazzo introdursi in lei, gemette e si mantenne saldamente alle spalle di Tom per paura di cadere, con tutto quel piacere le sembrava di volare e non riusciva a tenersi in piedi come doveva.

Anna sentiva la testa e la pelle andarle a fuoco, nonostante l'acqua fredda che scorreva ripetutamente su tutto il suo corpo. Si perse poi ad osservare Tom, che senza fermarsi la baciava dolcemente e con lussuria in tutta la sua interezza. Non poteva più farne a meno e non avrebbe voluto più farne a meno.

Tom si alzò e tornò famelico ad impossessarsi delle sue labbra, ed Anna, senza che lui le dicesse assolutamente niente, si staccò dal bacio e si abbassò lentamente all'altezza del suo membro. L'attore la scrutò curioso incapace di dire una frase sensata, troppo eccitato dal momento, allora lei lo carezzò piano per poi baciarlo da sopra i boxer, mentre l'attore trattenne a stento un gemito. Anna afferrò l'estremità dei boxer e glieli sfilò agilmente, mostrando così il membro duro in tutta la sua maestosa lunghezza. La ragazza sorrise e lo prese nella sua mano, cominciando dapprima a massaggiarlo con delicatezza per poi sostituire la bocca alle mani. Tom però, riuscì a bloccarla senza capire nemmeno lui come e dove avesse trovato quella forza, e scosse la testa.

"Non voglio che tu faccia questo per me", le disse, mentre le manteneva il mento con due dita.
"Io voglio farlo, sono pronta."

"E' appagante per me, assolutamente, ma non voglio che tu ti senta in qualche modo costretta o sottomessa a me", spiegò, e Anna gli sorrise dolcemente.

Era così premuroso che anche in quel momento di piacere, invece di pensare a rilassarsi e godere, si preoccupava per lei e di come poteva sentirsi nel compiere un gesto del genere.

"Tom, non mi sento costretta, io lo faccio perché voglio farlo, non perché mi hai obbligato tu. Ti preoccupi sempre per me e per questo ti ringrazio, ma voglio farlo. Tu ti prendi cura di me, ed anche io, a modo mio, voglio prendermi cura di te. Sei il mio ragazzo e sei il primo con cui ho avuto un'esperienza del genere e spero che tu rimanga anche l'unico", dichiarò, e a Tom non restò che annuire dandole il via libera.

Anna allora riprese da dove aveva lasciato, prendendo il duro membro dell'attore nella sua bocca, e cominciò a baciare e succhiare dapprima lentamente e poi aumentando sempre di più l'intensità sotto gli ansimi e i gemiti di Tom che, arrivato quasi al culmine, la bloccò.

"Cosa c'è? Ho sbagliato qualcosa?", Anna pensò di aver compiuto qualcosa di inappropriato e l'ansia non tardò ad arrivare, ma il dolce sorriso di lui riuscì a rasserenarla in un attimo.

"No, anzi, va bene così, mi stavi facendo arrivare all'orgasmo, ed io non voglio venire nella tua bocca, non oggi", le rispose l'attore prendendole il viso e tirandola su, andando a riprendere possesso di quelle labbra che gli appartenevano ogni minuto sempre di più. 

"Voglio sentirti dentro Tom", gli mormorò tra un bacio e l'altro.

"Mi vuoi?", le domandò con un ghigno malizioso.

"Si", ribatté Anna senza esitare.

Tom allora la girò, facendo aderire il suo petto contro il muro freddo della doccia, e poi gli si avvicinò, o meglio, si attaccò possessivamente a lei, che poté sentire il membro sfiorarle morbidamente i glutei.

"Ti prenderò in una posizione diversa dal solito, sarai contro il muro e mi darai la schiena, se non vuoi o ti senti a disagio, puoi dirmelo, lo sai. Facciamo le cose con calma, senza fretta, solo quello che vuoi e quando vuoi", l'avvertì Tom carezzandole la schiena nuda.

"Si, voglio farlo."



Tom si chinò per raccogliere i suoi pantaloni, e dalle tasche estrasse un profilattico che infilò con estrema delicatezza. Successivamente si posizionò meglio dietro di lei, cercando di non sovrastarla troppo.

"Hai il preservativo?", gli chiese, adagiata completamente alle fredde mattonelle della doccia.
"Certo, sta tranquilla."

"Come facevi ad averlo?", domandò curiosa mentre lo sentiva prepararsi dietro di lei.

"L'ho preso prima al Mandapa in caso di evenienza, perché non si sa mai", asserì, ed aveva completamente ragione, "mi vuoi ancora?", continuò, carezzandole i fianchi sinuosi che tanto gli piacevano di lei.

"Si."

"No, non ti sento, come hai detto? Mi vuoi?", ripeté, dandole piccoli bacini sulla schiena nuda e bagnata.

"Si, ti voglio. Ti voglio completamente con tutto il mio cuore", gli rispose Anna con desiderio, e Tom poté sentirlo veramente bene.

Non aspettò altro; dopo le parole che gli rivolse, introdusse il suo membro nella sua femminilità, e lei gemette così forte del tutto inaspettatamente. Tom iniziò a dare spinte sempre più veloci e Anna fu costretta a tenersi al muro o sarebbe finita per terra. La sua testa era spenta, era concentrata solo su lei e Tom uniti, sotto quell'acqua che scorreva imperterrita bagnando i loro corpi e rendendo così nuova quell'esperienza.

Anna si sarebbe ricordata di quel momento così forte per tutta la vita.

"Tom!", chiamò, e il ragazzo si bloccò, piuttosto preoccupato.

"Cosa c'è?", le chiese, allarmato.

"Voglio girarmi", gli rispose, e l'attore uscì da lei facendola voltare immediatamente.

"Ti ho fatto male? Ti sei sentita come se stessimo facendo dello stupido sesso o-"

Anna in tutta risposta lo baciò, e le parole di Tom morirono in quella bocca così desiderosa di lui.

"Niente di tutto questo, voglio solo che mentre io arrivi all'orgasmo possa gridare il tuo nome guardandoti negli occhi. Voglio venire guardandoti."

L'attore l'afferrò per i glutei e la prese tra le sue braccia, introducendosi in lei senza pensarci due volte, completamente fuori di testa per quelle parole che gli riservò con tanta devozione.

Anna tornò a gemere più forte e Tom le fece compagnia ansimando senza controllo, poiché stavano arrivando entrambi all'orgasmo, e quello sarebbe stato davvero forte. Anna se lo sentiva e per questo si aggrappò alle spalle dell'attore tenendosi saldamente, mentre quest'ultimo spingeva ad un ritmo così elevato che ormai sarebbe mancato davvero poco al raggiungimento dell'apice. Difatti, poco dopo, i due vennero urlando all'unisono i loro nomi, senza mai interrompere il contatto visivo, sinonimo di complicità.

Stremato, Tom si accasciò contro di lei, poggiando la sua fronte all'altezza della pancia e Anna lo strinse a sé, andando poi a spegnere il getto d'acqua.

"Dovremmo lavarci sul serio ora", le disse l'attore con un sorriso, ancora teneramente poggiato sul grembo di lei.

"Dovremmo, si. Facciamo presto, ci riposeremo una volta che saremo nel minibus."

I due si staccarono, anche se controvoglia, e tornano in piedi. Decisero di fare, per davvero stavolta, la doccia insieme, insaponandosi a vicenda e divertendosi come due bambini.

Ed era quello il bello, quella complicità che difficilmente si viene a creare tra due persone, quella complicità che li rendeva unici e perfetti ai loro occhi, quella complicità che creava un'atmosfera nuova che accendeva i loro cuori, creando così una realtà speciale, magica, dove i protagonisti erano solo loro due, con i loro sorrisi, i loro sentimenti e il loro sguardo, e quello, signore e signori, è dove la complicità trova il suo punto focale. Nello sguardo c'è il concentrato maggiore di complicità, quello sguardo in cui ti perdi, nasci, vivi e muori in continuazione. Quando c'è complicità tra due persone, non c'è n'è più per nessuno, niente più trippa per gatti.

Una volta che entrambi si furono asciugati e vestiti, raccattarono i loro indumenti bagnati in una busta ed Anna la poggiò accanto al suo letto; li avrebbe lavati di ritorno dalla spiaggia. La ragazza, inoltre, si preparò lo zainetto con tutto il necessario e, dopo essersi accertata che non mancasse più nulla, si diresse con Tom fuori la casetta, chiudendola a chiave e riponendo queste ultime nello zaino, dando il via ad una corsa verso l'autovettura degna di un maratoneta. Quando si misero in auto, erano già in ritardo di dieci minuti e le chiamate cominciarono ad arrivare.

"Mi sta chiamando Harry!", esclamò il ragazzo.

"A me Angelica, ed anche Viky", gli rispose Anna, che nel frattempo era nel più totale panico a causa della velocità con cui Tom stava guidando, "non voglio morire oggi!", continuò urlando e tenendosi al poggiamano.

"Siamo già in ritardo, non posso non correre", aggiunse, girando in una strada ad una velocità strabiliante. 

"Oh, guarda un po', siamo in ritardo. E di chi è la colpa di questo ritardo?", gli chiese con un tocco di amara ironia.

"Potevi bloccarmi, ma non l'hai fatto", replicò l'attore con un ghigno.

"Sta zitto!", esclamò, dandogli una pacca sulla spalla.

"Ti denuncio per violenza domestica."

"Fa pure, me ne andrò da Marco", ribatté trattenendo un sorriso.

"No, poi sarei io ad essere denunciato. Non vale!", sbottò, sotto le risate della ragazza.

I due arrivarono dopo pochi minuti al resort, e Tom parcheggiò l'auto rapidamente. Scesero dall'autovettura dopo aver preso le loro cose, e corsero verso la villa dove gli altri li stavano ancora, fortunatamente, aspettando.

"Ma che cavolo! C'è il minibus che ci sta aspettando da ormai un quarto d'ora!", esclamò Angelica con un tono che non ammetteva scuse.

"Ci dispiace Angy, abbiamo avuto, uhm, problemi con la temperatura dell'acqua. Non usciva calda, e non riuscivo a lavarmi sotto il getto freddo. Tom ha risolto la cosa ed eccoci, abbiamo cercato di fare il più presto possibile", le rispose Anna con le mani a mo' di preghiera.

Che gran bugiarda: si sentiva un po' in colpa nel dire fandonie alla sua migliore amica, ma non le andava di raccontare davanti a tutti il rapporto così intimo e passionale che c'era stato con Tom qualche mezz'ora prima.

"Angelica pensava che tu e Tom steste, insomma, facendo insieme la cosiddetta ginnastica, molto in voga stamattina", spiegò Tatiana serrando le labbra.



Anna e Tom si guadarono complici per un istante, ed entrambi scossero la testa, mentendo spudoratamente.

"No, tranquilli. Vado a posare le chiavi della macchina e possiamo andare", replicò l'attore, incamminandosi all'interno della sua villa e riponendo le chiavi dell'auto sul tavolino al centro della stanza in cui dormiva, per poi uscire e tornare dagli altri.

Una volta all'interno del minibus, dopo esserci scusati per il ritardo con l'autista, tutti si accomodarono dove meglio credevano, intraprendendo così quel piccolo viaggio di un'ora che li avrebbe condotti alla spiaggia, quella fantastica spiaggia dove Anna e Tom si scambiarono il loro primo bacio, dando inizio a quella favola a cui lei non riusciva e non sapeva precisamente dare un nome.

Viky ed Angelica si sedettero accanto a lei negli ultimi posti, ed entrambe l'osservarono curiose e maliziose, in attesa di risposte.

"Quegli sguardi li conosco bene, cosa volete sapere?", domandò Anna con un sorriso.

"Tutto dalla A alla Z, mi sembra ovvio", le rispose Viky, trepidante. 

"Non saltare nessun dettaglio, mi raccomando", aggiunse Angelica.



Anna annuì, e prese a raccontare a bassa voce cosa era successo in macchina con Harry la sera prima e cosa le avesse detto Ellicia, successivamente passò a raccontare di lei e Tom, di tutta la serata che avevano passato teneramente insieme, soffermandosi principalmente sul discorso che l'attore le aveva rivolto quando le aveva chiesto di diventare la sua ragazza a tutti gli effetti.

"Non credo ci sia persona più dolce al mondo di Tom Holland, sei fortunatissima ad averlo!", esclamò la bionda, carezzandole una mano.

"Sapete, non posso credere di essermi fidanzata con lui, è tutto troppo irreale. Quando mi soffermo a pensare su chi sia Tom realmente, e cioè un attore affermato con migliaia di ragazzine che muoiono per lui, il mio corpo è percorso da scariche elettriche infinite, e penso a quanto il suo mondo sia così distante dal mio. Poi però, quando è con me, non è altro che un ragazzo semplicissimo come tutti noi, con un cuore grande e una dolcezza negli occhi, quegli occhi di cui non voglio più fare a meno", disse Anna, toccandosi il cuore che batteva all'impazzata solo nominandolo. 

"Ti stai innamorando, ed è una bella cosa sai? Dopo che hai sofferto tanto a causa di Giovanni, rivederti così, con il cuore pieno di vita come tempo fa, mi riempie di gioia, mi fa pensare che nella vita c'è sempre speranza e che se meriti di meglio, il meglio arriva senza che tu te ne accorga", ribatté Angelica, ed Anna le strinse la mano in segno di affetto.

Viky però non stava minimamente fiatando, ed era strano vederla taciturna, di solito sparava parole a razzo come se non ci fosse un domani, diventando, praticamente sempre, anche inopportuna.

"Ehi Vi, qualcosa non va?", le chiese Anna, accigliata.

"No, stavo pensando! Stavo cercando di rimettere insieme alcuni pezzi. Sono contenta che tu e Tom stiate bene e stiate vivendo la vostra storia, io vi amo da morire, siete la mia coppia preferita insieme a Tatiana ed Angelica, ma sono ancora sotto shock", le rispose, guardando un punto fisso davanti a lei.

"Tu sotto shock? Da quando esattamente? Non ti sciocchi mai per nulla!", replicò Anna sbalordita e divertita dalle parole dell'amica. 

"No, infatti. Ma tu mi sorprendi", rise Viky scuotendo la testa, incredula.

"Di che stai parlando?"

"Tu mi hai dato della svergognata per aver fatto l'amore con Giulio nel bagno mentre i suoi genitori erano in cucina e parlavano animatamente. Poi a distanza di mesi, proprio tu che mi avevi criticata per la vicenda, vai a fare l'amore con Tom su delle scale in un luogo pubblico! Tu sei diventata una panterona!", esclamò la più vivace, scompigliandole i capelli umidi.
"Ehi! C'erano i genitori! Potevano sentirvi! Sarebbe stata una tragedia!", ribatté Anna, puntandole un dito contro.

"Ma noi eravamo chiusi in bagno!", sbottò l'altra.

"Ma poi nemmeno ho continuato, Tom non aveva il preservativo con sé in quel momento, ed avevo paura di andare avanti, così dopo siamo andati in suite", fece spallucce.

"Se lo avesse avuto però, avresti continuato?"

"Beh... si", Anna abbassò lo sguardo e non poté che arrendersi, perché la sua amica aveva assolutamente ragione.

"Vedi! Dov'è il pudore? Quindi non criticarmi più che ormai fai anche peggio di me, brutta sporcacciona", rise Viky, dandole una pacca amichevole sulla spalla.

Intanto Angelica rideva senza sosta per la situazione bizzarra che vedeva le sue amiche come protagoniste, ed in effetti Viky aveva ragione, Anna era sempre stata un po' più pudica e riservata, e Tom l'aveva trasformata completamente in un'altra persona, più aperta e più luminosa.

"Intanto c'erano i genitori e questo mi sconvolge ancora", ribadì Anna, incrociando le braccia.
"Ma non farmi ridere! Tra l'altro avevamo anche aperto la doccia per non far sentire niente, mentre credevano che io fossi nella stanza di Giulio", rise di gusto l'amica.

"Ah, ragazze, a proposito di docce..."

Beh, probabilmente era arrivato il momento di dire loro la verità che aveva cercato di nascondere a tutti gli altri, prima che si infilassero nel pulmino che li stava gentilmente portando in spiaggia.

"Si è rotta? Dobbiamo parlare con il receptionist del Krisna?", le domandò Viky.

"Nono, ecco-", cominciò, e prese a torturarsi le mani, agitata.

"Non dirmi che è quello che penso!", sbottò Angelica, e Viky la scrutò curiosa, perché lei non ci aveva capito proprio niente.

"Dipende da cosa pensi", replicò Anna mordicchiandosi il labbro inferiore.

"Tu e Tom. In doccia. Ginnastica", la bionda scandì bene le proprie parole, mentre non osava distogliere gli occhi dal volto della sua amica. 

"Beh, cioè, si. Si, mi arrendo! Ragazze è stato fantastico, io sono volata in paradiso. E' stato straordinario. Ho sentito tutto più amplificato, ed ho sentito lui più mio. Non so spiegarvelo, ma non posso fare a meno di lui, non più", spiegò, mentre con gli occhi si girò a cercarlo.

E Tom era lì, qualche posto più avanti, che scherzava animatamente con i suoi amici, e la sua risata così pura e cristallina le arrivò diritta al cuore; era la cosa più bella che avesse mai sentito.

Si stava innamorando, e su questo, ormai, non aveva più dubbi.

"Nella doccia? Anna! Mi ci lavo io lì dentro!", esclamò Viky esasperata, risvegliandola dal sonno in cui era dolcemente caduta.

"Ma anche io!", continuò Angelica, portando una mano alla fronte.

"Ma è pulita, non avete niente da temere."

"Siamo felici per te, che sia chiaro. Ma tu stai diventando una vera ninfomane! So che è difficile stare senza fare l'amore, ed ora so che comprendi bene me e Angelica, ma non stai facendo altro da quando la tua purezza è volata via, mia cara. Mi sorprendi! Quante volte l'avete fatto stanotte?", le domandò incuriosita la più vivace, avvicinandosi per ascoltare meglio.

"Tre", ammise, e le sue amiche si guardarono simultaneamente, sconvolte.

Dov'era finita quella ragazza riservata, dolce e con l'imbarazzo che prendeva possesso di lei in ogni momento della giornata?

Eh, care amiche mie, era partita per non tornare più. Con Tom Holland come ragazzo la pudicizia era stata totalmente disintegrata. Come potrebbe contenersi con uno così? Non ci sono parole.

"Quattro se vogliamo aggiungere anche l'episodio sulle scale", continuò, con un sorriso accennato.

Tom si girò a guardarla in quel preciso istante e lei, persa nei suoi occhi, gli mandò un bacio volante che lui fece finta di prendere con una mano che portò sul cuore, facendole un occhiolino.

Harry sorrise compiaciuto vedendo il fratello così preso da Anna e così gioioso come non lo era da un po', e prese anch'egli a guardare quella ragazza che aveva rubato, senza volerlo, il cuore di suo fratello maggiore.

Anna notò lo sguardo del gemello su di sé e gli sorrise, e il riccio le sorrise di rimando.

"Ti sta bene la maglia di Tom!", dichiarò, e la ragazza annuì.

Anna aveva indossato un costume rosso a due pezzi, poi aveva optato per un semplice pantaloncino in denim con sopra la maglia nera della Nike, che un tempo era appartenuta all'attore e che ora era ormai sua.

"Si, è la mia maglia preferita."

"Sta meglio a lei che a me", ammise Tom con occhi dolci.

"Ormai è mia."

Successivamente, dopo un abbondante quarto d'ora, finalmente i ragazzi giunsero a destinazione. La spiaggia era sempre così bella da lasciare chiunque senza fiato, nonostante le tre amiche l'avessero già vista, non riuscirono a non meravigliarsi ancora una volta difronte quello spettacolo naturale.

Affittarono vari ombrelloni così da poterci stare tutti insieme, ma le ragazze non ebbero neanche il tempo di sistemarsi per bene, che tutti i maschi del gruppo iniziarono a fare gavettoni ad ognuna di loro. Tatiana, che aveva un animo puramente vendicativo, prese di mira Giorgio e Tuwaine che si erano concentrati su di lei, non dandole neanche un attimo di pace. Angelica e Viky cominciarono a rincorrere i gemelli Holland e Jacob per tutta la spiaggia, mentre Anna e Charlotte andarono contro Tom ed Harrison, e finirono tutti e quattro in mare.

"Non avevo ancora tolto nemmeno il pantaloncino!", si lamentò Anna, chiudendo le mani in due pugni.

Tom l'abbracciò da dietro, e con un sorriso le lasciò un bacio delicato sulla spalla destra.

"Sei ancora più bella quando ti arrabbi lo sai?", le fece, sfiorando teneramente il naso contro il suo collo.

Anna sorrise nel sentire quel contatto così dolce, ma cercò di tornare seria subito dopo, per far sì che la sua rabbia continuasse, anche se non era mai stata arrabbiata veramente.

"Ah si? E sono bella lo stesso se ti prendo a schiaffi come stamattina in villa?", gli disse, cercando di non girarsi a guardarlo, altrimenti si sarebbe persa nei suoi occhi e addio serietà. 

"Mi hai spaventato, non lo nego. Ma eri carina anche imbronciata e mentre provavi le tue mosse di karatè su di me, e poi la mia maglia su di te mi ha fatto perdere la testa prima, non riesco a non farlo. Tutto il mondo deve sapere che sei mia", ribatté Tom dandole un bacio casto sul collo.

Anna non riuscì più a contenersi, e si girò per avere un contatto diretto con l'attore. Lo trovava ad ogni minuto che passava sempre più bello del minuto prima.

"Con questo dipinto che mi hai lasciato sul collo lo sapranno a chilometri di distanza che ti appartengo", gli sussurrò caldamente, e infine premette le sue labbra contro quelle sottili di lui.

Fu un bacio semplice, a stampo, ma anche quello racchiudeva tutto il bene che provavano e che stava crescendo a dismisura.

"Che dici, ti togli questo inutile pantaloncino e ci facciamo un bagno come si deve?", le propose, ed Anna annuì prima di avergli dato ancora un altro bacio.



I ragazzi, quel pomeriggio, lo passarono interamente in mare, ormai erano ore che giocavano in acqua come bambini. Si erano sistemati comodi solo quando avevano pranzato e quando, a sorpresa, Viky, Anna e Tatiana avevano portato ad Angelica una torta a cioccolato con sopra le candeline con il numero ventidue. L'avevano comprata nel ristorante che si trovava lì sul mare, erano andate a cercare una torta e, fortunatamente, era rimasta l'ultima a cioccolato. Il sapore era davvero squisito, senza dubbio. Poteva affermarlo benissimo anche Tom che mangiò ben tre fette senza sentirsi disgustato.

"Tesoro, ti sentirai male con tutto quel cioccolato", lo riprese Anna, con un sorriso.

"Si vive una volta sola, amore."

Il sorriso che dominava sul volto di Anna era scomparso per fare strada alla stupore.

Cioè, l'aveva chiamata amore? Ma scusate, centodiciotto?

Angelica si voltò a guardarla, e così anche Tatiana e Sam che spalancarono la bocca sorpresi quanto lei, mentre Viky li guardava uno ad uno intanto che si gustava la sua fetta di torta.



"Angy, cosa è successo scusami?", domandò, infatti, ignara di tutto e portandosi alle labbra un pezzetto di quella delizia al cioccolato.

"Tom ha chiamato Anna dicendole amore, all'improvviso", le rispose la bionda, e l'altra smise di mangiare, andando a guardare l'amica che era rimasta con il volto sorpreso e la mano a mezz'aria. 

"Anna! Riprenditi!", le fece eco Viky, allungando una gamba per ricevere attenzione.

"Viky, abbassa quella gamba, che fai?!", sbottò Angelica, dandole due colpetti sul ginocchio, con l'intento di farglielo abbassare rapidamente. 

"Siamo tutti qui seduti in spiaggia, ed Anna fa la figura dell'idiota davanti ai ragazzi, e tu non dici niente? Almeno io attiro l'attenzione del popolo!", esclamò, come se fosse la cosa più normale del mondo quella di alzare una gamba per attirare l'attenzione su di sé.

"Tu sei un caso disperato, credimi. Ma Anna sta bene, vedi? Si è ripresa! Anzi, ho un'idea!", disse Angelica, che si alzò in piedi battendo le mani affinché tutti potessero smettere di fare ciò che stavano facendo e ascoltarla.

"Cosa c'è, piccola?", le chiese Tatiana.

"Che ne dite di qualche partita ad Uno? E' il gioco preferito di Anna, vince sempre!", propose divertita, beccandosi uno sguardo a dir poco amichevole da colei che "vince sempre".

Tutti annuirono entusiasti e si avvicinarono di più tra di loro, cosicché potessero giocare in cerchio.



"Alza il culo, giochiamo ad Uno", fece Angelica rivolgendosi a Viky che, in tutta risposta, annuì, e si accomodò alla sinistra di Anna.

Quest'ultima, purtroppo, di giocare non ne aveva propria voglia, perché sapeva che avrebbe perso e, inoltre, non avrebbe fatto altro che lamentarsi.

Tom si sedette alla sua destra, dandole un bacio su di una guancia.

"Vinci sempre per davvero?", le chiese.

"No, perdo sempre!", dichiarò imbronciata, e Tom non poté che trovarla così tenera anche in quel momento. 

"Beh, com'è che si dice? Sfortunata in gioco e fortunata in amore", aggiunse, facendola sorridere.

La partita ebbe inizio, e per due turni consecutivi Tuwaine si era aggiudicato la vittoria, e il primo a perdere subito fu il povero Jacob e successivamente a perdere fu Giorgio. La terza partita fu un po' più lunga; uscirono subito Tuwaine, Tatiana, Jacob, Giorgio ed Angelica che riuscirono a vincere velocemente. Rimasero in sette e il primo a tirare fu Tom che lanciò un quattro di colore blu, Anna ribatté con tre otto di colore blu, rosso e verde. Viky, ci mise un po' a scegliere, ma lanciò la carta del cambio colore e scelse il giallo. Sam rispose con un cinque del medesimo colore e Charlotte lanciò un sei. Harrison ribatté con un nove e poi urlò la parola "uno", essendo rimasto con una sola carta. Harry prese una carta dal mazzo e Tom continuò lanciando un cambio giro.

"Tom!", esclamò Anna, già in preda alla furia. 

"Era l'unica carta gialla che avevo!", si giustificò l'attore.

Harry fu costretto a prendere un'altra carta dal mazzo ed Harrison lanciò la sua ultima carta: uno zero di colore giallo.

"E sono il sesto classificato, grazie a tutti!", sorrise, alzando le mani in segno di vittoria.

Il gioco continuò con Charlotte che lanciò uno zero di colore verde ed urlò "uno". Sam lanciò uno stop che bloccò Viky e toccò ad Anna, che pescò una carta dal mazzo e la lanciò immediatamente essendole uscito un cinque di colore verde. Tom scelse di lanciare un tre ed Harry poté ribattere con un sei e Charlotte lanciò la sua ultima carta: un nove verde.

Erano rimasti ormai in cinque e la partita ricominciò con Sam che lanciò un cambio colore e scelse il rosso, Viky lanciò un sette del medesimo colore ed Anna, emozionata, lanciò il numero quattro urlando "uno", essendo inaspettatamente rimasta con una sola carta. Di solito era la penultima o terzultima, probabilmente la situazione stava per cambiare a suo favore. Tom lanciò un +2 di colore rosso, ed Harry ribatté con un +2 del medesimo colore urlando "uno". Sam lanciò un altro +2 di colore giallo e con un colpo finale, Viky lanciò un +4 e scelse il colore giallo. Anna guardò tutti sconvolta e avvilita; doveva prendere ben dieci carte, era come iniziare d'accapo.

"Viky! Come hai potuto?", piagnucolò in italiano, così da farle comprendere la frase.

"Ma prenditela con Tom, ha iniziato lui."

"Tom! Tutti voi! Siete degli stronzi!", urlò in inglese, mentre amareggiata prendeva le carte dal mazzo.

"Dai amore!", cercò di addolcirla Tom.

"Amore un corno!", esclamò, rabbiosa.

Beh, quando Anna perdeva al gioco se la prendeva con tutti, poteva star giocando anche contro Timothée Chalamet o Johnny Depp, ma il suo spirito competitivo era più forte di qualsiasi star esistente.

Infine, Anna, purtroppo, arrivò ultima, mentre Harry fu l'ottavo classificato, Tom il nono, Viky la decima e Sam l'undicesimo.

"Vi odio tutti, basta. Non gioco più", si alzò imbronciata, e tutti gli altri le sorrisero divertiti. 

"Dai! Vieni qui. Che ci frega se perdi?", le fece Tom, prendendole una mano, ma restando comunque seduto.

"Ma io voglio vincere!", urlò, con la voce di una bambina. 

"Non hai idea della tenerezza che emani in questo momento", aggiunse l'attore, tirandole il braccio e facendosela cascare proprio addosso. 

"Ahi! Sei pazzo?", ribatté la ragazza accoccolandosi tra le braccia di Tom.

"Si lo sono sempre, di te un po' di più. E sai, alla fine anche io ho perso ad Uno, sono arrivato nono", dichiarò, facendo il finto imbronciato.

"Almeno non sei arrivato dodicesimo!", replicò lei.

"Avrò anche perso ad Uno, ma nella vita ho vinto te che vali più di ogni altra cosa, e che si fotta Uno e i suoi +2 o +4!"

Anna con un sorriso lo baciò senza lasciare più spazio alle parole, inutili in un momento così bello come quello lì: tanto Tom aveva già detto tutto.

Cinque ore dopo;

I ragazzi, di ritorno dalla spiaggia, erano rientrati nei propri alloggi affinché si preparassero per la serata che li attendeva con ansia. Le tre amiche erano insieme nella casetta al Krisna, dove regnava il caos più totale: bastava notare il letto di Angelica, che era diventato una torre di un metro con quella pila di vestiti tutti ammassati uno sopra l'altro. Anna era già pronta, stava solo completando il suo make-up, così come anche Viky. L'unica con il make-up già pronto era Angelica che però, stranamente, non sapeva cosa indossare.

Anna aveva optato per un completo fucsia abbastanza aderente: aveva un top corto con spalline sottili, e una gonna a vita alta che le metteva in evidenza i fianchi sinuosi che tanto piacevano a Tom. I capelli li lasciò sciolti e mossi, quindi naturali, e ai piedi mise dei tacchi color argento, gli stessi che indossò anche alla prima festa a cui andò al Mandapa. Come orecchini optò per i suoi cerchi color argento e indossò la collana che gli Holland le avevano regalato; non se ne separava mai. Il trucco fu davvero leggero, con solo l'eyeliner un po' più marcato e una tinta labbra che richiamava il completo indossato.

Viky aveva il suo solito make-up marcato, con l'immancabile rossetto rosso fuoco. Come outfit indossò uno simile a quello di Anna: era un completo blu notte. Il top era più corto di quello dell'amica ma con le medesime spalline e la gonna anch'essa a vita alta. I tacchi che indossò erano neri e di media grandezza, mentre legò i capelli in una coda alta. Infine, come orecchini scelse due pendenti semplici color argento.

Anna si avvicinò ad Angelica, che sembrava davvero in difficoltà sul vestito da scegliere. 



"Ehi, vuoi una mano?", le chiese.

"Non so cosa indossare", le rispose la bionda, sbuffando.

"Si, lo vedo. Ma quello bordeaux ti sta molto bene", le fece notare Anna, afferrando il vestito tra le mani e porgendolo alla festeggiata.

"Dici?"

"Si, con quella collana stretta color argento saresti divina", dichiarò.

Angelica, allora, seguì il consiglio dell'amica, e indossò l'abito attillato con scollatura a V sul seno e aperto sulla gamba sinistra. Scelse la collana stretta color argento e si lasciò sciolti i capelli lisci. Il lip gloss che aveva scelto, inoltre, era speciale, e rendeva le sue labbra più carnose del solito. I tacchi che indossò erano alti e neri.

La bionda si specchiò e rimase meravigliata da come le stava bene quel vestito, lo aveva sempre sottovalutato, e invece le stava d'incanto.

"Sei spettacolare", le disse Anna, commossa.

"Grazie, anche tu, voi. Ricordo che settimana scorsa, appena arrivate al Mandapa, eri tu quella in difficoltà che non sapeva cosa indossare, e ti aiutai a scegliere un abito anch'esso bordeaux, che coincidenza", rise la bionda.

"Ricordo bene, sembra passato un secolo. Beh, ho ricambiato la gentilezza."



Le due si diedero un rapido abbraccio.



"Angy, io e Anna ci tenevamo a darti una cosa", esordì Viky, con in mano un piccolo pacchetto bianco.

"Cos'è quello?", le chiese la bionda, corrugando la fronte. 

"Quello è il nostro regalo per te", replicò Anna con un sorriso.

"Ma la sorgente, la torta, erano già regali!", esclamò.

"No, questo è più importante", le disse Viky.

"Quando lo avete preso?"

"A Napoli, un mesetto fa", le rispose Anna.

Viky le porse il piccolo pacchetto, ed Angelica lo afferrò subito, aprendolo con impazienza. All'interno vi era un bellissimo anello d'argento con incisi i loro nomi e un cuore a separarli: Angy ♡ Anna ♡ Viky.

Angelica, commossa, lo indossò all'anulare destro con un sorriso gigante sulle labbra, e lo portò al cuore come per stringere quel dono davvero speciale; alla fine era come se ufficializzasse l'amore che nutrivano l'una nei confronti dell'altra. Un regalo così valeva molto più dell'oro.

"Io non so cosa dirvi, vi amo immensamente e non potete capire quanto. Questo anello lo porterò sempre con me, sarà il mio portafortuna. Grazie ragazze, ma non solo per il regalo, anche per tutto il resto. Grazie per essere qui, accanto a me in questo meraviglioso posto che è Bali. Siamo riuscite a realizzare il nostro sogno alla fine, e abbiamo vissuto due settimane veramente intense in cui sono cambiate molte cose. In primis sono cambiata io, grazie a Tatiana che mi ha fatta uscire fuori per quella che sono realmente. E tu Anna, hai trovato qualcuno disposto a prendersi cura del tuo cuore malandato, ricucendo tutti i pezzi e ricomporlo com'era una volta. Tom è la persona più adatta a te, e di questo ne sono certa, vi siete trovati e non c'è cosa più bella, proprio come ci siamo trovate io e Tatiana. E Viky, tu sei sempre la solita Viky. Qui è uscito fuori un lato di te che non ci hai mai mostrato, che hai sempre voluto tenere per te, per proteggerci affinché non vedessimo mai quel tuo lato triste e malinconico. Noi abbiamo sofferto con te quando abbiamo saputo dell'aborto e quando ci hai raccontato della tua situazione familiare. Sappi che potrai sempre contare su di noi e che mai ti giudicheremo. Ognuno di noi soffre ed ha delle debolezze, siamo umani. Alla fine, sono state due settimane realmente intense in cui molte cose sono cambiate, si, ma noi no. Noi ci saremo sempre l'una per l'altra, noi potremo contare sempre sulla nostra amicizia perché so che mai e poi mai voi andrete via da me. Vi amo dal profondo del mio cuore."

Quando Angelica concluse il suo bellissimo monologo, Anna e Viky, con gli occhi che sembravano un fiume in piena, andarono a stringerla trasmettendole tutto l'amore che nutrivano nei suoi confronti. Quella ragazzina così bella e timida, che avevano conosciuto ben undici anni fa, compiva ventidue anni, e quella timidezza incontrastata che da tutta una vita la caratterizzava, era in parte andata via grazie ad una spagnola che le aveva portato solo pace nel suo cuore confuso.

"Sai, hai detto tutto, non c'è altro. E noi non abbiamo parole", le disse Anna, stretta a lei. "Tu sei cambiata in positivo e siamo grate a Tatiana per aver fatto questo piccolo miracolo. Prima la tua timidezza non ti permetteva di fare nulla, ti bloccavi con chiunque, ed ora te ne sei, in parte, liberata, e si vede da come cammini e da come ti poni con le persone. Si, anche io sono cambiata; ero così pudica e riservata che qualsiasi cosa mi faceva spalancare gli occhi. Ora, grazie a Tom, sono una persona nuova. Probabilmente, sai, siamo sempre state così, dovevamo solo venire fuori, e finalmente la vita ci ha donato le persone giuste che ci hanno spronato ad essere migliori, ad essere noi stesse", concluse, e la bionda annuì da sopra la sua spalla.
"Ecco, siamo tutti contenti ora, voi siete uscite fuori, mentre io sono sempre stata meravigliosa in ventuno anni della mia vita. Mai niente fuori posto, sempre uguale, sempre me stessa. Sempre divina, insomma", aggiunse Viky con una naturalezza senza pari, mentre le due risero senza sconvolgersi ulteriormente.



Viky era questa, si dava mille arie, ma poi nascondeva un animo il più delle volte insicuro, ma infondo era bellissima così com'era.

"Imparerai mai a misurare il tuo ego?", le fece Angelica, sciogliendo l'abbraccio che ancora le teneva legate.

"Mai. E comunque volevo dirvi che per le prossime volte andrò per prima a fare la doccia. Voi due siete impossibili. Ma cosa ci fate sotto l'acqua? Mille pippe mentali? Vi masturbate? Non ho idea! Poi vi lamentate che finisce l'acqua calda. Ma grazie al cazzo, la consumate tutta! Dunque, da oggi in poi andò sempre per prima. Vi amo, ma non ho la vostra pazienza, di grazia", sbottò Viky con una delicatezza pari a quella di un elefante in un negozio di cristalleria.

Anna lanciò un urlo esasperato e le tirò dietro la prima cosa che afferrò in mano: una ciabatta. Viky si girò sconvolta a guardarla.

"Ehi! Come osi? Se ti prendo ti rovino quel bellissimo completo fucsia che volevo comprare anche io, ma che non ho trovato, ed ho dovuto prendere questo blu notte che, cioè si è carino, ma quello di più!", esclamò, puntandole un dito contro. 


"Sei tu che mi hai detto di fare la doccia per prima! Per Angy non c'erano problemi, ma tu hai insistito!", urlò Anna con le mani chiuse in due pugni.

"Si, tu e il tuo bellissimo Spider-Man avete deciso di sparare ragnatele stamattina. Non volevo incespicare in una di esse o in qualche ragno", ribatté, portandosi le braccia al petto.

Angelica dovette mantenersi la pancia per le grosse risate causate dalla situazione piuttosto bizzarra che vedeva coinvolte le sue due amiche, e cominciò a scuotere la testa divertita: quanto le adorava!

"Ecco! Quindi non prendertela con me per una cosa che hai deciso tu!"

"D'accordo, perdonami", replicò Viky, alzando le mani in segno di resa. 

"Ragazze! Tatiana mi ha appena mandato un messaggio, sono tutti nel minibus e stanno venendo al Krisna. Voi siete pronte?", domandò la bionda, mentre si precipitò a prendere la sua pochette poggiata sul letto.

Anna, come ultima cosa, si spruzzò intorno al collo e intorno ai polsi il suo amato profumo Armani ed anche lei prese la sua di pochette, e Viky la imitò subito dopo.

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