<< Vuoi ascoltare la radio? >>.
Era evidente che quella situazione imbarazzasse più lui di me. Così vicini non eravamo più stati, dopo l'"incidente" del pomeriggio precedente. Ma allora perché diavolo mi aveva offerto - anzi, imposto - un passaggio?
<< No, sto bene così >> risposi.
La mia proverbiale fortuna, poi, avrebbe fatto sì che la radio, contro ogni statistica possibile, trasmettesse nuovamente "Let it be". E questo avrebbe decisamente peggiorato le cose.
<< Ti piacciono i Cranberries, vero? >>.
Ecco, questo sì che era inquietante; possibile che lui e Giada avessero sul serio impiantato delle microcamere in casa mia? Parve cogliere la mia espressione impressionata.
<< Stai tranquilla, non ti sto spiando. Ho letto il nome del gruppo sull'ipod >>.
Già, che stupida. Abbassai lo sguardo sul lettore, fermo su 'Linger'.
<< Sì, li adoro >> mi lasciai sfuggire.
<< Non sono male, in effetti. Anche se io preferisco i Beatles >>.
<< Perché mi hai lasciato quel biglietto stamattina? >>.
Non riuscii a trattenermi: che senso aveva fingere di essere amici, quando tutti e due sapevamo benissimo che era pericoloso anche solo guardarsi negli occhi?
<< I-io .... >> iniziò.
<< Ti prego, lasciami stare. È evidente che non sono interessata a te, e, anche se lo fossi, sai benissimo che non potrebbe succedere niente tra noi due >>.
Forse ero stata troppo dura con lui. Frenò bruscamente e scese dalla macchina. Fuori aveva iniziato a piovere, e in poco tempo si ritrovò inzuppato dalla testa ai piedi. Non capivo cosa avesse intenzione di fare, fermo in piedi sotto la pioggia. Aprii la portiera e lo raggiunsi.
<< E adesso cosa diavolo stai facendo?! >> strillai.
Mi guardò intensamente. Distolsi in fretta lo sguardo: possibile che stesse avendo una "transizione", come le chiamava sua nonna? Gli sottrassi le chiavi dell'auto dalla mano, pronta a fuggire alla prima avvisaglia di pericolo.
<< Perché non mi vuoi dare una possibilità? >> chiese.
La sua, più che una domanda, suonava come una supplica.
<< Mi sembra chiaro il perché >> mi limitai a dire.
Sembrò sorpreso da quella risposta.
<< Per via della mia malattia? >>.
Annuii. Era chiaro che fosse per quello, che razza di domande faceva?
<< Ti chiedo solo una possibilità, Melissa. Oggi sono andato dallo psichiatra, che mi ha cambiato la terapia. Dice che mi darà più effetti collaterali, ma dovrebbe tenermi sotto controllo >>.
Pretendeva davvero che gli credessi? Non ero affatto un'ingenua, nonostante la giovane età.
<< Mi dispiace ... >> cominciai.
<< Melissa, ti giuro su mia madre che mi allontanerò da te e da tutta la tua famiglia, se mai ti farò anche solo un graffio >>.
Wow, doveva essere proprio innamorato per giurare sulla madre defunta. O estremamente fiducioso nella nuova terapia. Ma io non ero ancora convinta; dopotutto, a parlare era il Giacomo buono, e chi poteva garantirmi che l'avrebbe comunque pensata così, una volta "trasformatosi" nel suo alter-ego?
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Il mistero della casa
Mystery / ThrillerUna famiglia. Una casa. Un trasloco troppo avventato. Melissa Martini è un'adolescente qualunque, come molte altre. Sempre giudiziosa, voti alti a scuola, frequenta l'ultimo anno del liceo classico. Sarà l'incontro con un ragazzo "strano", con l'...
