CAPITOLO 12

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Ma purtroppo i giorni di serenità durarono poco e l'ultima settimana di dicembre arrivò in casetta una notizia che parve far crollare il mondo. E parve che il suo peso cadesse tutto sulle spalle di Mattia.
<<Hai una micro lesione alla caviglia. Si vedrà se potrai rimanere nella scuola.>> Furono le parole maledette che Mattia sentì pronunciare da Maria e che per poco non lo fecero svenire.
Già da qualche giorno aveva male al piede in seguito ad una caduta in sala, ma nessuno si aspettava che fosse una cosa tanto grave da minacciare persino la sua permanenza nella scuola dei suoi sogni.
I compagni tentarono di consolarlo, facendogli capire che non c'era ancora niente di certo e che, se fosse stato a riposo, avrebbe potuto presto tornare a ballare.
Ma lui non sentiva le loro voci.

Con la vista appannata e il respiro affannoso, si precipitò in camera, chiudendosi in bagno e lì mille pensieri si fecero largo nella sua testa, senza che egli riuscisse a controllarli: Si sarebbe ripreso? Avrebbe potuto continuare il suo sogno? Sarebbe stato in grado di superare questo trauma? Cosa avrebbero pensato i suoi genitori, il suo maestro, gli altri ragazzi?...
Queste domande gli scorrevano nella testa, così come scorrevano le sue lacrime: un fiume incessante di paura, rabbia, disperazione sgorgava fuori dai suoi occhi. Sentiva che avrebbe potuto piangere per ore, giorni, settimane... tanto non aveva altro da fare ora che non poteva più ballare, no?

<<Frà... vieni fuori dai...>> Come era successo altre volte, fu la voce del suo angelo custode a salvarlo dalle tenebre. Christian era appoggiato alla porta del bagno già da diversi minuti, che ascoltava i singhiozzi del suo piccolo uscire senza sosta. Ed ognuno di quei singhiozzi erano per lui come lame che gli entravano nel petto e gli frantumavano il cuore in mille pezzi.
Ma sapeva che doveva trattenersi dal piangere, doveva essere forte anche per Mattia.
Fu per questo che quando l'altro uscì dal bagno, il più grande ricacciò indietro le lacrime e lo seguì in giardino, dove si sedettero uno a fianco all'altro, guardando il cielo che, nonostante tutto, se ne stava ancora lì, indifferente alle loro sofferenze.

<<Non voglio uscire da qui...>>
<<Tu non uscirai>>
<<Ma se dovessi uscire...>>
<<Non uscirai, non andrai a casa Matti...>> Christian continuava a ripeterlo, probabilmente cercando di convincere prima di tutto se stesso.
Decise di lasciarlo sfogare: aveva imparato che con Mattia funzionava così, che aveva la necessità di buttare fuori tutto, qualsiasi cosa, bella o brutta che fosse.
E così per 10 minuti si limitò semplicemente ad ascoltarlo, a sentire le paure più tenebrose farlo sussultare, guardando il mare burrascoso nei suoi occhi straripare.

Solo quando i singhiozzi si calmarono un po' Christian lo prese tra le braccia, facendolo stendere sul divanetto con la testa appoggiata alle sue gambe, senza dire ancora niente.
<<E poi penso anche a noi due... insomma, se esco cosa ne sarà di me e te? Chissà quando ci rivedremo...>>
Eh no, questo non poteva lasciarglielo dire, doveva fermare quel pensiero malsano prima che ferisse entrambi troppo profondamente. Gli mise d'istinto un dito sulle labbra guardandolo fisso negli occhi. <<Oh, non dirlo neanche per scherzo. Questo non te lo permetto!... Quel qualcosa che ci unisce resterà sempre, qualsiasi cosa succeda. Ci sarà sempre un "noi", dentro o fuori da Amici... non ti buttare giù anche per questo sennò è finita...>>
Il biondo si sollevò e si strinse un po' di più al petto di Christian; con gli occhi chiusi percepì nell'orecchio il suo battito cardiaco e questo lo aiutò subito a calmare i nervi, facendolo tornare a respirare con un ritmo più regolare. 
<<Ecco, bravo respira profondamente.>> Gli disse il più grande, accarezzandogli la guancia e baciandogli i capelli sudati.
<<Ascoltami Matti... adesso devi pensare solo a rimetterti, a fare tutto quello che puoi per stare meglio e per rimanere qui... e nel frattempo io sarò sempre qui a tenerti la mano, non dubitarne mai. Hai capito, piccolo?>>
Mattia lo guardò con uno sguardo lievemente rasserenato, come se la speranza fosse riuscita a ricavarsi un posticino seppur piccolo nel suo animo in tempesta.
Si riappoggiò al petto del più grande che sospirò profondamente insieme a lui.
<<Ti prometto che andrà tutto bene... deve essere così>> Ad un tratto Christian non riuscì più a trattenersi e lasciò che una lacrima gli solcasse la guancia, andando a cadere sui capelli di Mattia.

Si strinsero forte l'un l'altro, in una dimensione sospesa nel tempo e nello spazio.
E quell'abbraccio disperato conteneva una promessa molto importante: la promessa che qualsiasi cosa l'avrebbero superata insieme. Se le cose fossero andate come speravano, avrebbero gioito l'uno a fianco all'altro. E se invece dovevano cadere, l'avrebbero comunque fatto sempre tenendosi per mano. Pronti a rialzarsi. Insieme.


-Writer's space-

Fa male pubblicare questo capitolo sapendo quello che ne è seguito, ma per fortuna l'avevo già scritto quando la notizia si era appena saputa, il giorno stesso del daytime.   A dire il vero, mi sa che questo è stato proprio il primissimo capitolo della storia che ho scritto, quindi ci tengo.

Spero che vi piaccia e che riusciate a godervelo senza pensare al seguito!! 🙃💜

Tra silenzi💜 [_Zenzonelli_]La tua prossima ossessione. Scoprilo ora