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-Ok, ok. Se ne prendi altre sue hai il premio grande, ce la puoi fare. Rimani concentrato, mi raccomando.
-Beomgyu, fai meno casino o finisco per mandarle entrambe.

Il cielo si era ormai fatto scuro mentre noi girovagavamo tra i vari stand di dolciumi e piccoli souvenir. Dopo un paio d'ore avevo in mano una pistola giocattolo mirando a delle lattine accartocciate per vincere un qualche peluche colorato.

Feci un respiro profondo prendendo la mira per poi sparare preciso alla prima. Mancava l'ultima. La tensione saliva insieme alla musica dello stand e gli occhi di Beomgyu si spostavano velocemente da me, alla pistola, alla lattina. E poi bang, l'ultima lattina cadde all'indietro. Io mollai la pistola e alzai le braccia in segno di vittoria, stupito e felice allo stesso tempo.
-Wow, ce l'hai fatta!- urlò Beomgyu.
-Ce l'ho fatta!- risposi io sorridendo. Ci mettemmo entrambi a ridere festeggiando e finendo con l'abbracciarci saltellando.

-Quale premio vuoi, figliolo?- mi chiese il signore abbastanza anziano dietro lo stand. In quel momento realizzai cosa stesse succedendo e, rosso in faccia, mi staccai dall'abbraccio e analizzai ogni singolo peluche tra quelli appesi, finché non ne trovai uno perfetto.
-Potrei avere l'orso?

Il signore lo prese e quando mi avvicinai notai che lui mi stava passando anche due cappelli pelosi con orecchie e lunghe "zampe", uno azzurro e l'altro bianco. Io lo guardai confuso, ma lui sì limitò a dirmi, con un sorriso: -Divertitevi voi due, la ruota panoramica sta per partire.
-Signore, non posso accettarli. Almeno lasci che glieli paghi.
-Non preoccuparti. Quello azzurro l'ho scelto apposta per lui, l'hai già visto questo colore, giusto?
Quell'ultima frase mi lasciò ancora più confuso perché innescò in me un processo di ricerca nella mia memoria di quel colore, sapevo di averlo già visto è ritenuto importante.

-Sbaglio o ti ha dato anche dei cappelli?
-A quanto pare...
-Uh, io voglio quello azzurro!- disse prendendolo dalle mie mani, -Andiamo sulla ruota panoramica.
Avevo ancora in mente le parole di quel signore, perciò la situazione iniziava ad essere strana, ma deciso di non prestarci troppa attenzione.

Arrivammo alla ruota panoramica e salimmo su una specie di vagoncino aperto, sul quale potevamo stare in piedi. Effettivamente non trasmetteva tutta questa sicurezza, ma a nessuno importava più di tanto.
Il tragitto fino al punto più alto di abbastanza silenzioso fino a quando la ruota si fermò, probabilmente per far salire qualcun altro, lasciandoci in mezzo al blu scuro del cielo. In quel momento la brezza mi ricordò che era ancora inverno, stessa brezza che, intensificandosi leggermente, fece improvvisamente volare via il cappello di Beomgyu dalla sua mano.

-Oh no...- dissi io prima di vedere Beomgyu sporgersi fin troppo dal bordo per provare a riprenderlo. Dentro di me scattò una scintilla di terrore che mi percorse tutta la schiena quando il sui piedi perse l'appoggio sul vagoncino.
Il mio corpo si mosse d'impulso: con una mano afferrai il cappello a mezz'aria, mentre avvolsi il braccio opposto intorno a Beomgyu tirandolo verso di me e riportandolo in piedi.
-C'è mancato poco- commentò lui.
-"C'è mancato poco"? Stavi per volare di sotto!- gli risposi io urlando con ancora il battito cardiaco alle stelle. Senza aspettare una risposta abbassai lo sguardo sul cappello che avevo in mano.
-Ma tanto mi hai salvato.- sussurrò lui.
-Il ragionamento che dovresti fare è di non volerti mettere in pericolo, sua quando ci sono che quando non ci sono.
Sospirai e posando gli occhi su di lui notai che aveva lo sguardo fisso a terra. Dopo qualche secondo di esitazione, misi il cappello sulla sua testa tenendolo stretto.
-Solo... non rifarlo più.
Lui alzò il viso e mi rivolse un piccolo sorriso caldo e in quel momento ricordai come sapevo che il colore ora intorno al suo viso si chiamasse azzurro.
Finisco sempre per evitargli una caduta, eh?

Grigio chiaro di lunaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora