You Know I'm Here For You

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"Simò io non ce la faccio

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"Simò io non ce la faccio. Te lo giuro, me vorrei butta' di sotto, non lo so, qualsiasi cosa meglio di questo."

E Simone non avrebbe neanche avuto bisogno che Manuel glielo dicesse, che glielo vede nei gesti, negli occhi inquieti, nelle mani che tremano e i piedi che fanno su e giù sul pavimento.

Il letto è coperto di libri, appunti, il pc acceso s'una delle varie slides necessarie a quell'esame del cazzo che, come tutti gli altri, è riuscito a portare Manuel sull'orlo di un attacco di panico.
"Ma chi cazzo me l'ha fatto fare a me d'iscrivermi a 'sta merda d' università", lamenta, passa con tanta forza una mano tra i riccioletti che quasi li tira.

E la pelle del volto è pallida, contornata da occhiaie scure.

Simone odia vederlo a quel modo, così insicuro, quasi devastato da quel bisogno d'approvazione e di essere abbastanza che lo porta ad affogare nei suoi stessi pensieri e sensi di colpa, come fosse un esame universitario a poter giudicare l'intero essere d'una persona.

"So 'n cazzo de fallimento, ma che lo provo a fare, cristo non ce la faccio più"

E gli occhi stanchi corrono sui libri, e Simone si siede accanto a lui allora, stringe una di quelle mani tremanti, "Manu, possibile che facciamo questo ad ogni esame, mh? Non devi dimostrare niente a nessuno".

Manuel sospira, stanco, distrutto.

Simone s'inginocchia sulle sue gambe, gli prende il volto tra le mani per costringerlo a guardarlo.

"Manu, Manu, amore", gli accarezza una guancia, fa correre il pollice sulla barba ispida,

"Manu, tu vai bene così come sei. Se non passi non fa niente, mh? Resti sempre il mio Manuel, il Manuel che m'ha fatto perdere la testa, che è cresciuto tanto presto ed è diventato un uomo stupendo, che riesce sempre a trovare una soluzione, che riesce sempre a far sorridere me, e chiunque gli sta attorno, sempre pronto a dare una mano".

"Ma se non passo-"

"Lo ritenti. Non fa niente. Se non passi vuol dire solo che devi studiare di più, nient'altro".

"Mh"

Simone gli bacia piano la fronte, schiaccia il naso contro il suo, continua a guardarlo con due occhioni giganti finché Manuel non cede e gli sorride, stringendo forte le braccia attorno i suoi fianchi.

"Adesso chiudi 'sti libri che ti faccio due coccole. Poi metto su un po' di caffè e t'aiuto a ripetere, mh? "

"Simò"

"Si?"

"Grazie"

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Io sono Manuel, Manuel è me, c'ho talmente tanta tremarella che tra poco espatrio, cazzo. Datemi un Simone.

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