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"No è che, volevo - voglio, voglio fare le cose per bene, sta volta. Guarda", mormora, e in quelle scarpe mezze rattoppate non è mai sembrato tanto impacciato.
Tira fuori una scatolina dallo zaino;é di plastica, lucida, coperta di stelline.
Gliela porge, le guance rosse, "t'ho preso i cioccolatini".
E la bocca di Simone si schiude, ma non ne esce suono;e quella scatolina tanto piccolina assume un significato così tanto grande che Simone ne pare investito, e tutt'un tratto rovesciarsi tra le coperte non ha più importanza.
Stringe la plastica tra le dita come vorrebbe che le braccia di Manuel stringessero lui.
Allora muove un passo verso il più grande, che già erano vicini, ma adesso un po' di più.
"Manuel, mi abbracci?"
E per quanto più alto, in quelle braccia scompare.