Rosso Vinaccia.

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Manuel se ne accorge,  che mentre pranzano ai tavoli dell'area ristorante gli occhi di Simone corrono sempre alla stessa vetrina

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Manuel se ne accorge, che mentre pranzano ai tavoli dell'area ristorante gli occhi di Simone corrono sempre alla stessa vetrina. E inizialmente non capisce, ma poi collega le guance rosse di Simone e l'improvviso imbarazzo e tutto torna, compreso il suo sguardo fissato su quel completo esposto in vetrina.

E si trova a deglutire a vuoto, che non può fare a meno d'immaginarselo con quella addosso, che Simone per essere tanto alto c'ha le caviglie sottili e i polsi pure, e le clavicole che sporgono, e quel color vinaccia risalterebbe una meraviglia sul candore della sua pelle. E poi c'ha i nei sulle spalle, e quelle bretelle sono così sottili che li lascerebbero tutti scoperti.

Adesso è anche Manuel ad essere imbarazzato, e c'ha pure un'erezione evidente nei pantaloni, e ringrazia che Simone sia tanto preso dai suoi pensieri dal non essersene accorto, che proprio non avrebbe saputo che dirgli.

Non dovrebbe, ma il giorno dopo ritorna al centro commerciale e ne esce poco dopo con una busta fin troppo bianca e delicata tra le mani, chiusa da un nastro in raso color perla annodato in un ampio fiocco.

Pure il completino che ha comprato c'ha un fiocco, dovrebbe chiudersi esattamente sulla sommità delle natiche del più piccolo.

Cristo.

La busta la nasconde nell'armadio, fa finta di dimenticarsene, ma ogni tanto l'apre e fa correre le dita sul tessuto.

Poi, destino, sfortuna, caso o quel che sia, Simone la trova, per caso, e gli occhi gli si fanno di lacrime tristi, ch'è convinto Manuel volesse prenderlo in giro, e invece d'arrabbiarsi Manuel si sente soltanto in colpa, quanto l'ha distrutta la fiducia che Simone aveva per lui?

Acchiapparlo prima ch'esca dalla stanza è difficile, ma Manuel riesce a bloccarlo contro il muro nonostante la vista gli spezzi il cuore, che Simone ormai piange a singhiozzi.

Allora gli prende il volto tra le mani e fa toccare le loro fronti.

"Non piangere", prega, "non piangere più, non è vero, l'ho presa per te, io- ho visto, ho visto che la guardavi e che ti piaceva, volevo farti un regalo ma poi non ho avuto il coraggio di dartela perché come lo spieghi al tuo migliore amico che t'immagini di baciarlo mentre ha una cosa come quella addosso? Che pensi solo ai nei che gli coprono le spalle e acome gli si fanno rosse le guance", sorride, "proprio come adesso".

I baci sanno di lacrime, ma sono dolci lo stesso.

Simone scompare in bagno poco dopo con la busta tra le mani e ritorna in camera in punta di piedi, le guance rosse tanto quanto la stoffa che lo copre.

Manuel ha paura anche di toccarlo per quanto è bello, lo sfiora con delicatezza inedita.

Gli porge una mano senza staccare gli occhi dai suoi, l'accompagna a sedere sul letto e si guardano e basta. Manuel si china, bacia la pelle morbida tra il braccio e la spalla, dove la spallina s'incontra col bordino ricamato del completo, e Simone trema sotto il suo tocco.

Stringe forte la stoffa tra le dita, Manuel gli bacia la fronte, "sei stupendo".

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