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Simone, purtroppo - per fortuna- è completamente dipendente dalle labbra di Manuel.
Quando Manuel comincia a baciarlo, non capisce più nulla, non sente più nulla se non le mani, la lingua, il profumo di Manuel, i suoi gemiti rochi.
È per questo che si trova, a metà serata, seduto cavalcioni sulle gambe di Manuel, le mani del più grande così basse sulla sua schiena che la punta delle dita arriva a sfiorargli le natiche.
Simone si scosta, anche se di poco, respira in affanno con la bocca gonfia e rossa e gli occhi di Manuel addosso, "ma che c'hai stasera?"
Manuel non gli risponde, stringe una delle sue mani e ne bacia il dorso, il polso, dove lascia un morso ben marcato senza staccare gli occhi dai suoi, "c'ho che sei mio".
"Sono sempre tuo".
Eppure Manuel non lo lascia, lo stringe e durante l'intera serata c'è sempre un braccio stretto attorno alla sua vita, una mano alla base della sua schiena, finché Simone non vede Riccardo e finalmente realizza.
"Manuel."
"Mh?"
"Stai marchiando il territorio?"
"... Forse".
"Lo sai che non serve, sì?"
"Ma non sei tu! È quello che non t'ha staccato gli occhi di dosso tutta la sera, e quindi gli ho fatto capire che deve stare al posto suo perché tu sei mio".