Bright Young Thing - Albert Hammond Jr.
È dio-solo-sa-che-ora del pomeriggio quando Christian riesce a sollevare le palpebre, la faccia schiacciata contro il cuscino rovinato di un divano scandalosamente ingiallito.
Bleah, sa di cioccolato ammuffito. Questo è...
Questo è bleah.
Leggermente disorientato (grazie a un'altra notte al pub che si è prolungata fino alle prime ore del mattino), decide di alzarsi, i muscoli che tirano e si rifiutano di collaborare. Le ossa scricchiolano, le articolazioni saltano. Dio, sta diventando anziano.
Si guarda un attimo intorno, strizzando gli occhi all'indistinta luce grigia che filtra attraverso la piccola finestra dall'altro lato della stanza. Le imposte sono mezze abbassate, ma è come se non ci fossero – grandioso, mancano dei pezzi nella piccola striscia di plastica biancastra e la cordicella è aggrovigliata irreparabilmente, lasciando la struttura in uno strano angolo. Proprio delle imposte di merda. Christian sente l'urgenza di strattonarle fino a che non cadono per terra, ma.
Ma questo potrebbe probabilmente essere scortese, no? Considerando che non è neanche il suo appartamento. Considerando che il suo amico lo lascia dormire lì ogni volta che vuole.
Be'. 'Amico'. Luca lavora allo stesso pub di Christian . A volte bevono e a volte fumano insieme e a volte ridono delle loro sfortune, ma perlopiù non chiacchierano e perlopiù coesistono in silenzio. Ma pacificamente, quindi Christian lo considera un amico. È fortunato ad avere questo ragazzo nella sua vita, considerando che ha lasciato il suo appartamento in affitto mesi fa. Non si ricordava mai di pagare il mese, ecco tutto. O non aveva mai i soldi perché li scialacquava in tutt'altro. Una delle due.
La vita è difficile.
Ma ad ogni modo. Deve alzarsi. Oziare sul divano degli amici è magnifico e tutto il resto, ma oggi è un grande giorno per Christian Stefanelli. Ha un Mattia Zenzola da conquistare. E deve rimettersi in gioco se ha intenzione di raggiungere i suoi obiettivi. Perché, no, non vuole arrendersi. Solo perché è da un po' che non affascina qualcuno, non significa che Christian abbia scordato come si combatte una battaglia difficile.
Nope. Questo è solo l'inizio.
Con un sospiro che gli piacerebbe considerare più determinato che esausto, si spinge via dal divano, infilando i suoi sporchi e doloranti piedi dentro le Vans rovinate che è stato abbastanza intelligente da lasciare vicino alla sua giacca. Bravo ragazzo. Affianco a queste, per terra, c'è una copia di La campana di vetro di Sylva Plath, mezzo aperto e a faccia in giù. Christian ha tentato di leggerlo la notte scorsa quando è tornato, il rumore delle chitarre elettriche di merda del pub che gli rimbombavano un po' troppo forte nel cranio, nei timpani. Delle volte gli piace sostituire il rumore con le parole. Ma le parole non l'hanno catturato la scorsa notte, quindi ha semplicemente posato il libro, si è girato dall'altra parte e si è addormentato.
Non c'è da stupirsi, in realtà. Sta cercando di leggere quel libro da circa un anno. Per dio solo sa quale motivo. Luca ne possiede una copia da quando Christian lo conosce (nonostante non l'abbia mai visto leggere neanche la lista della spesa, figuriamoci pagine intere) e ogni volta che Christian è lì, prova a leggere un'altra pagina. Ma c'è qualcosa al riguardo, qualcosa sulla troppa semplicità, sulla distanza dalla realtà o sull'irrealtà dello stesso che ha sempre portato Christian a posarlo. Gli piace, ma...
Ma non finisce mai i libri, in ogni caso. Non è strano? Christian non ha mai terminato un libro in vita sua. Gli piace leggere, davvero, ma nel momento in cui arriva all'ultimo capitolo e la fine è vicina, si ferma.
Forse è perché sa sempre cosa sta per accadere. Non ha bisogno di qualcun altro che glielo racconti. Lo sa già. Forse.
Tossisce, tossisce rumorosamente, e porta il dorso della mano a coprire la bocca. La sente calda e sbavata e screpolata. Ha bisogno di rasarsi. Ha bisogno di apparire al meglio per oggi.
Ha bisogno di vincere.
Chiudendo gli occhi per un breve, brevissimo istante, si prepara, respirando con l'intero corpo, fino a che le punte delle dita sembrano riempite d'aria. Continua a inspirare, espirare, mentre infila le cuffie nelle orecchie, apre la cartella dei Pink Floyd e ascolta 'Jugband Blues' uscendo dall'appartamento e camminando a tempo con l'irregolare ritmo che batte nei timpani.
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