Capitolo X - Christian non sta bene

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Bigger, Stronger - Coldplay


La cosa buona di avere dei parenti di merda è che non sono mai a casa.
Questo è qualcosa per cui Christian è estremamente grato quando arriva all'appartamento dei Rina. Dato che Christian ha solo un paio di opzioni sul dove trascorrere il suo tempo libero, avere un posto fisso è sempre piacevole quando uno è, più o meno, senza casa. Tempo fa Alex gli aveva dato carta bianca sull'uso dell'appartamento, sapendo che Christian era abbastanza sveglio da non rubare niente, quindi ogni volta che Luca (o Ben o Stan o Oli o Lucas o qualsiasi altro caritatevole conoscente di Christian) è impegnato e non può ospitare lui e le sue luride scarpe e le sue mani nervose e macchiate di nicotina, può sempre venire qui. Si limita sempre a sedersi in camera di Alex ad ascoltare la sua musica mentre fissa il muro o fuori dalla finestra, a volte tentando di leggere uno dei tanti libri che Alex possiede solo per bellezza. A volte, si mette anche a fumare dal bong, ma di solito quello lo fa con Nunzio.
A proposito del miracolo mistico, Nunzio ultimamente non s'è più fatto vedere tanto. O almeno, non all'appartamento. Da quando ha ottenuto un lavoro e si è fidanzato, si è trasformato in una persona mondana – mai a casa, sempre a fare qualcosa. È così prezioso; Christian non riesce neanche ad invidiarlo per questo.
"Allora, tu e Luigi, eh?" Christian gli aveva chiesto il giorno dopo il gala, cercando di sistemare i capelli laccati e incasinati che non aveva ancora avuto occasione di lavare.
Era stato da Luca la notte prima, rifugiandosi lì subito dopo aver lasciato quel casino di festa. Era stata una scelta saggia – Luca è sempre una compagnia facile e serena. Sempre molto semplice e rilassante. L'avevano finita a guardare L'incredibile Hulk mentre Luca sorseggiava una birra e faceva osservazioni incredibilmente nerd che Christian trovava segretamente interessanti mentre si mordicchiava le unghie, ignorando fermamente il suo telefono che aveva spento dopo aver ricevuto troppi messaggi incessanti e irritati da parte di Alex. Potrebbe aver fermamente ignorato il fatto che Mattia non gli abbia scritto. Forse stava fermamente ignorando anche se stesso.
Nel complesso, era stata una notte a posto, anche se forse un po' irrequieta.
Il mattino dopo, Christian era tornato all'appartamento dei ragazzi, quando il sole non era ancora sorto del tutto e il cielo era tinto di rosa, per restituire i vestiti della sera prima, ripiegati ordinatamente tra le sue mani callose. Si era sentito una merda quando aveva bussato alla porta di Nunzio, il telefono spento nella sua tasca posteriore, pigiato contro un tascabile di Andre Gide che aveva trovato nel bagno di Luca – gli piace leggere quando i suoi pensieri sono troppi o non abbastanza. Ma a Nunzio non importava, o forse non l'aveva notato, e gli aveva fatto cenno di entrare con il viso ancora assonnato, gli occhi gonfi e un sorriso distante sul suo volto. Christian poteva attribuire quell'espressione solo a una cosa, quindi aveva a stento fatto due passi nella stanza profumata prima di indagare furtivamente, abbandonandosi sulla sedia della scrivania.
"Già," Nunzio aveva annuito, felice, mettendo via gentilmente i vestiti con un sorriso quasi maniacale sul suo viso appena sveglio. "Sì, sono innamorato adesso," L'aveva detto come se fosse una cosa scontata. "Penso che anche la mia anima si sia trasfigurata."
"Oh, veramente?" Christian gli aveva chiesto, sorridendo in maniera sarcastica. "Be', è meraviglioso, Fratello Caro. Che bella notizia."
"Già," Nunzio aveva concordato. Aveva chiuso l'armadio prima di voltarsi verso Christian con un sorriso ancora più ampio. "Mi ha davvero aiutato ad evolvermi. Ho finalmente compreso l'elemento romantico del mondo. E anche la mia strada."
"Nu, l'hai incontrato meno di ventiquattro ore fa," Christian aveva riso, ma Nunzio si era limitato a fare spallucce.
"Ecco perché so che è reale," era tutto ciò che gli aveva detto.
Christian non era sicuro se fosse saggio o folle. Non lo sa tutt'ora.
Da quel momento (che è stato solo la settimana scorsa, in realtà, wow), Nunzio è stato notevolmente differente dal suo solito se stesso represso. Invece di spendere sette ore chiuso nella sua stanza, strafatto di semi di Morning Glory e tracciando il percorso del sole, è sempre fuori con Luigi. Il piccolo e dolce irlandese continua a viziarlo, portarlo fuori per cene raffinate quasi ogni sera e riempendolo di tè esotici e cristalli spirituali e biglietti dei concerti e... E tutte le altre cazzate che Nunzio ama. Christian non ha ancora capito come Luigi sia riuscito ad avere una così profonda conoscenza degli interessi di Nunzio così velocemente, ma. È comunque molto carino. Ha anche comprato a Nunzio un ciondolo – è un occhio con lo yin-yang al posto della pupilla. Nunzio lo indossa ogni giorno da quando l'ha ricevuto e a volte gli piace perdersi in monologhi sul suo profondo significato e sul perché Luigi sia il suo yang e sul perché lui sia il suo yin. È davvero noioso e semi-irritante, ma Christian lo lascia sempre parlare.
Principalmente perché Alex non gli parla.
"Cambierà presto idea," Nunzio gli dice sempre saggiamente, ogni volta che Alex esce dalla stanza incazzato nero. "Deve solo trovare il suo yang."
E ogni volta, Christian ride per circa cinque minuti mentre Nunzio lo fissa sbattendo le palpebre, confuso.
Alex se la sta passando piuttosto male, comunque. Se non sta alzando gli occhi al cielo, è impegnato a fare il broncio in un angolo, borbottando improperi sottovoce.
"Lo dirò ad Alice," dice con tono arrabbiato quella notte, approfittando dell'assenza di Nunzio.
La questione è che, dato che Alice Strangis non è proprio una grande sostenitrice dell'idea che suo figlio sia gay, Nunzio e Luigi hanno dovuto tenere la loro piccola relazione (è una relazione? Christian non ne è del tutto convinto – a volte pensa che si stiano solo corteggiando dal modo in cui arrossiscono ancora quando trovano l'altro a fissarlo) completamente nascosta. Non ne parlano mai e, spesso, devono trovare dei posti per incontrarsi. È tutto molto shakespeariano.
E Alex è Tebaldo.
"Non lo farai," Christian risponde immediatamente, lo sguardo severo. C'è un avvertimento nel suo tono di voce. Sa che Alex tiene a Nunzio e sa che non potrebbe mai ferirlo... Ma sa anche che è un idiota e che gli piace sentirsi appagato dopo essere stato offeso.
C'è solo un momento, riempito dalle sopracciglia inarcate di Alex, prima che sospiri, uscendo dalla stanza, le spalle rigide.
"No, non lo farò," Christian lo sente dire a bassa voce mentre lo osserva andarsene, ma è abbastanza.
Non è un grosso problema, comunque. Uno di questi giorni Alex si arrenderà alla dolcezza di Nunzio e Luigi. Lo farà. Se Christian riesce a trovare adorabile la strana coppia, allora anche Alex può farlo. Come non potrebbe? Spendono la maggior parte del loro tempo sorridendosi a vicenda e toccandosi l'uno la guancia dell'altro. Sono molto fisici tra di loro – Christian non aveva mai realizzato prima quanto Nunzio fosse fisicamente intimo – ed emettono questi piccoli strani suoni, piccoli bip da robot e cip di uccellini e così via, e Nunzio è sempre riflessivo e apparentemente protettivo mentre Luigi è sempre spensierato e appiccicoso. Terribili.
Pensarci fa sorridere Christian. Sta sorridendo proprio ora, in effetti. Più o meno.
In questo momento è seduto sul letto di Alex, giocando con il suo soffice piumone che gli dà sempre dipendenza e ascoltando la sua musica a basso volume. Il piumone è nero. Nero come i tatuaggi di Christian. Come la ragnatela scarabocchiata sul suo polso, affilata e fatta male. Se l'è fatta fare subito dopo aver guardato Spiderman – con Toby McGuire – nella camera di un suo amico con cui aveva appena scopato, entrambi strafatti di... cos'era? Funghetti? O era ecstasy? Non se lo ricorda proprio. In ogni caso, erano entrambi completamente fuori di testa e stavano mangiando patatine alla cipolla e Christian aveva subito, al tempo, un risveglio spirituale guardando il film. Si era convinto di essere Spiderman, convinto di potersi identificare con l'eroe. Era quindi saltato immediatamente giù dal letto mentre scorrevano i titoli di coda, afferrato la sua giacca e uscito dalla stanza senza una parola, lasciandosi comesichiama alle spalle senza rivederlo mai più.
Huh. L'ha appena realizzato. Non ha più visto quel ragazzino, vero? Chissà come mai?
Forse aveva ferito i suoi sentimenti, o qualcosa del genere. Forse gli aveva dato l'idea sbagliata. Non sarebbe stata la prima volta.
Perché, vedete, l'intera vita di Christian è così. Certo, ha i suoi momenti felici – il suo Nunzio e il suo Luigi e il suo diavolo-barra-orso Alex – ma perlopiù, Christian ha affrontato un sacco di situazioni di merda, sapete? Lui è parte di questa merda. Forse è lui stesso la merda. Ha l'abitudine di abbandonare le persone di continuo. E non ha mai davvero provato rimorso o compassione. Mai.
Abbassa lo sguardo sul tatuaggio. È senza ragno perché Christian è il ragno. Lui è Spiderman.
Sbattendo le palpebre a tempo con il basso suono della batteria nelle sue orecchie, preme un dito sull'inchiostro, osservando il modo in cui si distorce con il movimento della sua pelle, osservando come riesce a manipolarlo. Uno dei migliori talenti di Christian è la manipolazione, sapete.
Non con Mattia Zenzola, però.
Deglutisce, premendo un po' più forte sulla pelle, osservandola mentre impallidisce tutt'attorno.
Non con Mattia, però.
Non l'ha più visto dal giorno del gala. Neanche una volta. Nell'ultima settimana si è nascosto come un criminale, che sia in questa stanza o al pub o sul divano di qualcun altro. Stanno messaggiando, però. Solo un po'. Christian prova a rispondere a tutti i messaggi che Mattia gli manda ma a volte è davvero difficile e si scoraggia ogni volta che tenta di digitare una risposta.
Il giorno dopo il gala, quando Christian aveva finalmente ricaricato il suo cellulare, aveva trovato un solo messaggio di Mattia, mandato la sera prima, sul tardi. Probabilmente quando Christian stava guardando L'Incredibile Hulk.
Tutto quel che diceva era, 'Eri tu stasera?'
E tutto quello che Christian aveva risposto era stato, 'Sì'
E questo è quanto.
Ma poi il giorno successivo Mattia ne aveva mandato un altro, intorno all'ora in cui Christian solitamente andava a prenderlo fuori da scuola, dopo la sua ultima lezione.
'Non avevi detto che mi avresti avvisato quando avresti deciso di abbandonarmi di nuovo ? :('
Christian si era sentito immediatamente una merda, davvero, ma stava anche patendo al momento qualche sorta di... qualcosa. Qualche problema interno che non capiva e stava cercando di risolvere, quindi non riusciva neanche a trovare il coraggio di alzarsi dal letto e andare a trovare il ragazzo, illuminare la giornata con un sorriso che veniva naturale solamente quando Mattia era nelle vicinanze.
'Scusami, cucciolo. La vita mi sta prendendo a calci in culo oggi.'
Si era morso le labbra per un totale di dieci secondi prima di ritrovarsi a mandarne un altro, sentendosi inspiegabilmente pesante nella cassa toracica.
'Non abituarti a questa solitaria indipendenza. Non hai ancora visto il meglio di me, cucciolo'
E cosa aveva ricevuto in risposta?
':) Speravo che lo dicessi. Mi manchi, spero che tu stia meglio. Per favore chiamami se hai bisogno di qualsiasi cosa x'
E, dio, era stato così rispettoso e solidale e, tipo, veramente carino, cazzo. Era stato un sollievo, Mattia non era stato insistente o oppressivo o preoccupato in maniera soffocante.
Christian si era sentito ancora peggio e non sapeva il perché. Non lo sa tutt'ora.
Sente che qualcosa, dentro di lui, è davvero, davvero sbagliato.
Vedete, solitamente le sue viscere sono piuttosto tranquille. Non le ha mai sentite così prima, non ha mai saputo che avessero addirittura dei sentimenti, e non gli avevano mai causato molti problemi, tralasciando sporadiche fitte acute a seguito di pensieri o chiacchierate sulla sua famiglia. Ma questa – questa è un'altra storia. Lasciamo perdere.
Ma, vedete, ora? Ora, le viscere di Christian sono davvero, davvero alla rinfusa e semplicemente non sa che cazzo stia succedendo. È normale? È normale sentire fisicamente cose che non riesci mentalmente a comprendere? Non è così stupido da pensare che le sue emozioni non c'entrino con questo – è consapevole del fatto che, per qualche motivo, i suoi intestini sono direttamente collegati al suo cervello. In qualche modo, una corda è stata stretta, legandoli insieme, e nonostante non si ricordi neanche di aver dato il permesso per questa operazione, è ovviamente troppo tardi per provare rimorso, no?
Quindi adesso Christian è bloccato con le viscere che si contorcono e al contempo sente come se fossero state imbottite di piombo, specialmente quando pensa a Mattia, quando pensa al suo passo lungo e deciso e al modo in cui i suoi occhi tremano quando sta per baciare qualcuno.
Cristo. Mattia ha mai baciato qualcuno prima d'ora? Sembra così innocente, ha spesso accennato al fatto che non è mai stato innamorato, non ha mai avuto una relazione... Christian vuole saperlo. Ci sono così tante cose che non sa di Mattia e che rendono le sue viscere più pesanti. Altro piombo viene pompato all'interno.
Christian prende il suo telefono.
'Hai mai baciato qualcuno prima d'ora ?'
Non gli importa se è random e inquietante e che ora Mattia probabilmente è ancora a scuola. Christian invia il messaggio con un'espressione assente sul viso, prima di appoggiare nuovamente il telefono sul letto accanto a sé.
Anche Alex si è comportato in modo strano riguardo Mattia ultimamente. Si sta facendo sempre più impaziente, cercando di punzecchiare e insistere con Christian per delle risposte.
"Ma perché ci stai mettendo tanto?" "Perché non ti impegni di più?" "Perché mi stai sabotando?" "Che cazzo ti sta succedendo?"
Il telefono vibra.
Lo afferra con cautela, il piombo che si agita nello stomaco, le dita che scorrono sulle parole di Mattia.
'No...'
Christian deglutisce, vedendo apparire un altro messaggio.
'Perché? Tra l'altro, verrai oggi? È passata più di una settimana... :('
Un'altra vibrazione. Christian si sente sempre più pesante ad ogni parola.
'Sei arrabbiato con me?'
"Ma porca puttana," Christian sbotta, sfregandosi una mano sugli occhi quando i suoi nervi scattano un po' troppo duramente – piccoli elastici 'no!' che sbattono su ogni vena, articolazione, muscolo e appendice. Senso di colpa. "Porca puttana, Mattia."
Deglutisce di nuovo, la gola secca, digitando con attenzione nella stanza silenziosa, Mama Cass che canta dolcemente nelle sue orecchie.
'Lo sapevi che è impossibile essere arrabbiati con le persone con i capelli ricci ? E che è scientificamente provato che se ti comporti come un coglione con loro verrai trasformato in una vescica di capra ?'
Invia il messaggio, sentendo il piombo alleggerirsi un po' mentre abbozza un sorriso, immaginando l'espressione confusa di Mattia e le sue morbide labbra mentre legge tra le righe elusive di Christian.
'Cambiando argomento,' Christian continua a digitare. 'Mi sono trasformato in una vescica di capra. Giorni grandiosi x'
È questione di un attimo.
'HAH! Significa che verrai?? Per favoreeeeee :))'
Christian appoggia il telefono. Non ne è sicuro. Si sente ancora così scombussolato, senza energie... è solo esausto, davvero.
Ma gli manca Mattia. Ogni giorno, gli manca quel piccolo stronzo e, a volte, quando osserva Nunzio e Luigi, gli manca ancora di più. È un brutto, bruttissimo segno. Cristo.
È mentre sta ponderando la risposta da dare a Mattia che improvvisamente la porta si spalanca, seguita da passi pesanti e un sottile plico di fogli sbattuto sulla scrivania affianco al letto.
Sigh. Alex.
"È un piacere vederti, tesoro," Christian biascica ironicamente nell'incontrare lo sguardo scontroso di alex, le sopracciglia inarcate e le labbra serrate.
Grandioso. È uno di quei giorni.
"Lo vedi quel voto?" domanda invece di rispondere, indicando il plico. Sembrerebbe essere un saggio, battuto a macchina e impaginato perfettamente, sottolineato con le linee rosse e sottili degli scarabocchi del professore.
Christian si sporge in avanti, strizzando gli occhi per individuare il voto. "Una A?" tira a indovinare, la scrittura illeggibile. Alex rimane in silenzio, la bocca chiusa che apparentemente si traduce in un sì. "Oh, bene, allora. Ottimo lavoro, wyse. Sono proprio orgoglioso di te e via dicendo." C'è poca vita nella sua voce, il tono piatto. Ma sticazzi. Ci ha provato.
"No. No, ti sbagli," dice Alex acido, tremando e scuotendo la testa in modo strano. Oddio. Ci risiamo. "No, non sei orgoglioso perché non c'è nessun cazzo di motivo per esserlo. Non ho preso una fottuta A. No! Ma lo sai chi l'ha presa?" Gli occhi di Alex sono spalancati, Christian alza la testa per osservarlo, i capelli che gli coprono gli occhi. "Il tuo fidanzatino del cazzo."
Immediatamente, Christian sente il suo corpo scaldarsi, l'apatia dei suoi occhi che si inasprisce. "Oh, intendi il 'fidanzatino' che mi stai pregando di scopare? Quel fidanzatino?"
"Sì," Alex continua, le sopracciglia ancor più inarcate, gli occhi ridotti a due fessure. "Quel fidanzatino. Quello che non ti sei effettivamente scopato. E, se ben ricordo, l'unico motivo per cui te l'ho chiesto in primo luogo, è perché si suppone che avresti dovuto evitare che succedessero cose come questa!" L'ultima parte è urlata, penetrando nell'aria silenziosa e densa attorno a loro.
Lo sguardo di Christian si abbassa sulle sue mani, ora poggiate sul grembo. Ha quasi voglia di sputare sul piumone.
Un ruggito di frustrazione cresce progressivamente da qualche parte nelle profondità del petto di Alex prima che cominci a liberarsi della divisa, slacciando la cravatta e strappandosi la giacca di dosso mentre cammina furiosamente per la stanza. "Sul serio, chri, cosa stai combinando?" continua, la voce appena incrinata. Christian fissa le sue mani con più intensità, sentendosi le guance bollenti, il collo che prude. "Ma poi che cazzo fai quando stai con lui per tutto quel tempo? Lo vedi più di quanto tu veda me eppure, incredibilmente, non è cambiato un cazzo! A che gioco stai giocando? Non hai neanche ancora baciato quel cazzo di ragazzino ancora – che, forse dovrei ricordarti..."
"Lo so!" Christian scatta infine, tirandosi via le cuffiette e ribollendo, cominciando a trascinarsi giù dal letto. Non affronterà questa discussione di merda ora. "Lo so, cazzo, va bene? Ci sto lavorando, te l'ho già detto."
Alex appare straordinariamente indifferente. "E allora dove cazzo sono i risultati?" domanda, spietato.
Christian non risponde, optando invece per ficcare brutalmente i piedi nelle sue scarpe.
"Sono quasi due mesi."
"Non è vero," Christian replica precipitosamente, ma un lampo di panico gli scorre nelle vene. Due mesi? Davvero? Cristo.
"Due cazzo di mesi e sei ancora al punto di partenza." Alex lo fissa intensamente, mentre Christian lo ignora deliberatamente, avvolgendo il cavo delle cuffiette. "Allora, dimmi. Cosa sei riuscito a fare? Mh?"
Christian serra la mascella.
Alex sbatte le palpebre, fingendo incredulità. "Proprio nulla? Mh? Perché apparentemente hai qualche sorta di potere sul ragazzino – sei riuscito a farlo venire al fottuto gala."
Il gala. Ugh.
Un flusso di immagini sconvolgenti assalgono allora Christian, il suo corpo immobile; un paio di occhi, ricoperti da glitter e circondati da eleganti ali. Il piombo dentro di lui si agita prima di solidificarsi di nuovo.
Abbassa la testa. Ogni singola parte di lui si sente tesa, si sente pesante, si sente così fottutamente incasinata. Questo è tutto un enorme mucchio di stronzate. "Cercherò di fare di meglio," promette a bassa voce, principalmente a se stesso, dopo uno strascicato silenzio. Le sue mani sono strette in due pugni ai suoi fianchi, le nocche bianche.
"Dimostramelo," Alex risponde con calma. Si avvicina di un passo, alzando il mento di Christian con un dito.
Con riluttanza, Christian incontra i suoi occhi. C'è desiderio nel suo sguardo, che si confonde con la frustrazione, il dolore, l'irritazione... e qualcosa di oscuro. Forse c'è anche un po' di compassione lì. Christian pensa di vedere qualcosa di simile.
"Lo so che sta succedendo qualcosa," Alex continua piano, e le viscere di Christian si congelano.
Aspetta, cosa? Oddio.
Lo sa? Non può saperlo. Com'è possibile che lo sappia? Neanche Christian lo sa. Cosa c'è da sapere? Non c'è niente da sapere.
Non è possibile che lo sappia se non c'è niente da sapere.
Tuttavia, Christian trattiene il respiro, i polmoni che formicolano mentre fissa Alex senza battere ciglio, studiando la sua espressione.
"E non so cosa sia e, sinceramente, non me ne frega un cazzo. Sono affari tuoi, l'ho capito. C'è un sacco di roba strana nella tua vita. Chi se ne frega."
Oh, grazie a dio.
Non è un'affermazione crudele, e fa allentare la tensione dalla colonna vertebrale di Christian, rilassandolo incredibilmente mentre espira.
Non lo sa. Grazie a dio.
"Quindi riconosco che questa merda è un po' più difficile per te questa volta, okay?" Alex aspetta che Christian risponda quindi annuisce, una volta. Alex sembra appagato. "Non sto cercando di fare lo stronzo, lo sai. Ho solo bisogno che tu faccia questa cosa per me. È importante per me, chri. D'accordo?"
Christian annuisce di nuovo.
Qualcosa scintilla negli occhi di Alex. "Inoltre... Pensavo volessi finire questa cosa al più presto." L'ombra di una smorfia gli passa sulle labbra. "Pensavo di averti dato un motivo valido per riuscirci."
Ah. Allora è di questo che si tratta.
"L'hai fatto, Alex," dice Christian, più sinceramente che può, e non ha la più pallida idea se stia dicendo sul serio o meno. "Si sta solo rivelando un po' più problematico del previsto, okay? Ma sarà mio." Deglutisce. "Non ho mai fallito." Sorride, pungente e amareggiato, ma Alex sembra sollevato, la tensione che lentamente abbandona i suoi occhi.
"Bene," dice. "Adesso impegnati di più. Per me."
La stanza sembra essere diventata più piccola. È tutto uno schifo in questo momento. E Christian non può incolpare nessun altro se non se stesso, il che è la parte peggiore.
"Per te," Christian promette con la voce di qualcun altro, prima di scivolare via dalla presa di Alex, un'orribile sensazione che si fa largo nel suo stomaco. "Sarà meglio che vada, allora. Devo incontrarmi con lui. Con il piccolo Zenzola."
Alex annuisce. "Perfetto."
Christian annuisce a sua volta, aprendo la porta.
"Oh, e Christian?"
Si volta.
"Buona fortuna."
Il ghigno di Alex gli fa venir voglia di vomitare. Non è neanche sicuro del perché – sembra abbastanza normale, per niente insolito. È relativamente amichevole per lui, per loro.
Cosa c'è di sbagliato in lui?
If I was crying in the van with my friend, it was for freedom from myself and from the land.
Il testo della canzone esplode nella mente di Christian prima che riesca a fermarlo. Proviene da uno di quei gruppi hipster che Mattia ama tanto, da una di quelle canzoni che fa riprodurre sempre al negozio di musica, osservando Christian mentre la ascolta. Christian dice sempre che la odia ma segretamente in parte la ama. L'ha persino scaricata. Non lo dirà mai e poi mai a Mattia.
Ci sono innumerevoli, innumerevoli cose che Christian non vorrà mai e poi mai dire a Mattia.
Sospira, cercando di collegare gli arti al cervello mentre ricrea un sorriso sul suo volto, ricambiando lo sguardo di Alex con finta disinvoltura.
"Grazie, capitano," gli fa l'occhiolino prima di uscire, il sorriso che immediatamente scompare dal suo viso nel momento in cui si chiude la porta alle spalle.

-A

gods&monsters [zenzonelli version]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora