Spalare un po' di neve per creare uno spiazzo pulito e montare la tenda non fu difficile, mentre trascinarci dentro Hannibal, ormai totalmente incosciente, si rivelò complicato. Riuscì a infilarlo in uno dei due sacchi a pelo, poi tornò alla macchina per prendere del cibo e la cassetta del pronto soccorso con tutto il necessario per cambiare la flebo. Will sapeva che le temperature sarebbero scese sotto lo zero, ma il calore nella tenda non avrebbe lasciato che la fisiologica si congelasse.
Mangiò qualcosa e si mise nel sacco a pelo anche lui.
Non riuscì ad addormentarsi subito come avrebbe sperato. La sua mente era affollata di pensieri: si chiedeva se Jack avesse smesso di cercare o se invece fosse ormai sulle loro tracce. E Molly. Forse Molly aveva scelto di credere che fosse morto, piuttosto che accettare il pensiero che suo marito avesse rinunciato alla loro vita per un pluriomicida fuggito da un ospedale psichiatrico criminale. Molly non poteva capire, Jack non poteva capire. Nessuno poteva, a parte lui: la sua capacità di empatizzare lo aveva condannato nel momento in cui aveva compreso Hannibal così a fondo.
Fu riportato alla realtà da un lamento di Hannibal, forse tormentato da qualche incubo provocato dalla febbre. Will aveva più volte poggiato il dorso della mano sulla sua fronte per controllare la temperatura: anche senza un termometro a disposizione era chiaro che fosse molto alta.
Il sonno infine lo prese senza che se ne accorgesse.
Non aveva idea di quanto avesse dormito quando si rese conto che Hannibal stava mormorando qualcosa riguardo al freddo: quando Will allungò una mano per scuoterlo lo sentì tremare. Non sapendo cos'altro fare, Will fece scivolare la zip del suo sacco fino in fondo e fece lo stesso con quello di Hannibal, nonostante le sue deboli proteste. Li unì insieme e lo prese tra le braccia: la febbre aveva reso il suo corpo caldissimo, e Will affondò il viso tra i suoi capelli, tenendolo stretto. A poco a poco il mormorio si calmò, per lasciare il posto a un leggero russare. Cullato da quel suono Will si addormentò di nuovo.
***
Will perse il conto delle ore, occupandosi di Hannibal: aveva cambiato le sacche della flebo con gli antibiotici, gli aveva bagnato le labbra, lo aveva aiutato ad urinare in una bottiglia. Lui stesso aveva ridotto la sua attività quasi a zero, mangiando se aveva fame, cercando di dormire tutto il resto del tempo, senza pensare ad altro che al momento. Uscì solo un paio di volte per spalare via della neve per evitare di rimanere intrappolati nella tenda e per prendere altro cibo. La neve continuava a cadere, anche se la seconda volta che si guardò intorno osservò che la bufera stava lentamente scemando.
In un paio di giorni smise del tutto.
Quando Will si affacciò di nuovo dalla tenda il paesaggio era totalmente cambiato. Il pickup era quasi invisibile sotto un cumulo candido, e il bordo della strada a soli pochi metri di distanza si vedeva appena. Nonostante la fretta aveva scelto un buon posto per fermarsi, perché gli alberi e il pickup avevano fatto parzialmente da scudo al vento. Attorno il bianco era quasi accecante, nonostante il sole fosse solo un pallido accenno nel cielo coperto.
Era ovvio che non fosse passato nessuno spazzaneve, nemmeno mentre dormivano, perché la neve era intatta, soffice e farinosa.
Will infilò la giacca e uscì, allontanandosi di qualche passo.
In quel momento sentì un rumore e si girò di scatto. A qualche metro da lui vide un cervo con un grande palco di corna, portate come una corona. Il corpo era possente, il portamento regale. Poco dietro di lui un altro esemplare maschio - Will poteva vedere che era più giovane dal numero di punte sui suoi palchi - che sembrava vibrare di pura energia. Il silenzio, attorno, era completo. Entrambi lo guardavano fisso, gli occhi scuri e intelligenti, appena ombrati da ciglia brune. Per qualche attimo fu come se il mondo intero si fermasse, e Will ebbe l'impressione che la sua vista si deformasse e si allargasse, come se stesse guardando attraverso una lente concava. Colto da una vertigine improvvisa chiuse gli occhi e inspirò a fondo, serrando i pugni. Quando li riaprì i due cervi stavano correndo via, saettando agili tra gli alberi dai fusti sottili.
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Black Star
Fanfiction* Post S3E13 The Wrath of the Lamb * La storia inizia proprio con la caduta dalla scogliera. Dopo, Will e Hannibal iniziano una lunga fuga, nella quale impareranno a coesistere di nuovo, trovando un diverso equilibrio. ° N.B. inizialmente il rating...
