Quando Will si svegliò era mattina presto, e Hannibal non c'era. Doveva essersi alzato senza che se ne accorgesse. Uscì dalla cabina, trovandolo seduto poco lontano, su di un tronco in riva al lago. Will lo raggiunse senza sederglisi accanto.
"Dovremmo liberarci del furgone. Non possiamo sapere se qualcuno conosce questo posto a parte quei due, ma sarebbe meglio cercare di nascondere ogni traccia del loro passaggio. O della loro... permanenza" disse Will.
"Cosa pensi di fare?".
"Vedrò all'interno cosa può esserci utile, poi lo affonderò nel lago".
Hannibal annuì.
"Io bollirò le ossa. Hanno lasciato della soda caustica per la concia delle pelli, insieme alla cenere del camino posso farci del sapone".
"Ma non i teschi. Li voglio tenere".
"Non i teschi".
***
Will cercò in ogni angolo del furgone, senza recuperare granché a parte una tanica di gasolio e altre pellicce, che accatastò sul patio. Almeno il gasolio poteva servire per il generatore che aveva visto in un casotto subito dietro alla baita. Avrebbe dovuto controllare anche quello, se fosse funzionante o meno. Prese un appunto mentale per i giorni successivi.
In seguito si mise a lavorare sul motore del vecchio furgone, smontando tutte le parti che poteva riutilizzare. Dopo qualche ora non era rimasto altro che lo scheletro del camioncino. Si fece aiutare da Hannibal a spingerne giù la carcassa fino al lago, per poi guardarlo affondare pochi metri più avanti, nelle acque gelide e scure. Rimasero per qualche minuto a guardare delle bolle d'aria scoppiare sulla superficie dell'acqua, poi più nulla.
Will subito dopo aggiunse il pickup e svuotò il bagagliaio. Ammucchiò nella veranda anche il cibo, l'attrezzatura da pesca e le borse con i cambi dei vestiti.
Fintanto che il tempo si manteneva avrebbero dovuto fare il più possibile per prepararsi al lungo periodo di isolamento.
Costruì un piccolo affumicatoio primitivo per la carne, che altrimenti sarebbe presto marcita, nonostante il freddo. Lavorò fuori finchè non calò il buio. Non riusciva a pensare di rientrare, non in quel momento. Non mentre Hannibal frantumava le ossa fino a renderle irriconoscibili, fino a farne il sapone che comunque anche lui avrebbe utilizzato.
A quel punto si rese conto della sua ipocrisia. Aveva ucciso e aveva mangiato carne umana, coscientemente. Aveva abbandonato il passato, quello in cui poteva vivere inserito nella società, nonostante si fosse sempre sentito un estraneo. Eppure aveva lasciato ad Hannibal quell'ultimo compito, forse perché pensava di mantenere intatta, in quel modo, qualche parte di sé. Tornò dentro, trascinando all'interno della cabina tutto il materiale che aveva scaricato dal pickup e dal furgone, e trovò Hannibal intento a cucinare qualcosa di fronte alla cucina a legna.
Nell'aria si respirava un odore pungente.
"Ho affumicato parte della carne. Domani posso continuare" mormorò, senza guardarlo.
"È quasi pronto".
"Hannibal, mi dispiace, oggi..."
"Non c'è nulla di cui dispiacersi. Oggi ognuno di noi ha lavorato a quello che sa fare meglio".
***
"Il tempo è stato buono, ma non durerà a lungo" disse Will, pensoso. "Dovremmo controllare la cisterna. E forse sistemare meglio quella finestra".
"Dovremmo riposare, Will. E fare un bagno".
Will si rese conto che l'ultima volta che si era lavato risaliva a giorni prima, forse addirittura una settimana, quando erano nel motel a Ottawa. Sembrava un'altra vita. Immediatamente si preoccupò del suo odore corporeo, soprattutto considerando quanto fosse sensibile l'olfatto di Hannibal. Si ritrasse leggermente, vergognandosi, nonostante fossero stati per interi giorni insieme in tenda senza che nemmeno ci pensasse.
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Black Star
Fanfic* Post S3E13 The Wrath of the Lamb * La storia inizia proprio con la caduta dalla scogliera. Dopo, Will e Hannibal iniziano una lunga fuga, nella quale impareranno a coesistere di nuovo, trovando un diverso equilibrio. ° N.B. inizialmente il rating...
