"Scusa, ho fatto un po' tardi oggi, proprio oggi, che è un giorno speciale... sai, ho tante cose nella testa ultimamente, penso tu possa capire, ma non voglio giustificarmi, anzi, avevo solo bisogno di parlare un po' con te prima. So che la cosa ti spaventa, ma non sono più una bambina ormai e sento che devo iniziare a fare le cose da sola, mi hai protetta per tanto tempo e per questo ti ringrazio, ma sono stufa di nascondermi, sono stufa di essere come un ratto che si rintana dove può, mi brucia tutto dentro, capisci? Certo che capisci, la pensi uguale a me, no? Quanto deve essere bello poter scegliere dove andare e cosa fare? Io voglio coronare questo sogno e voglio farlo finché avrò tempo per godermelo, non mi servirebbe a niente aspettare di essere vecchia per poter uscire allo scoperto quando non ci sarà più nessuno a inseguirmi...
Ci ho pensato, sono passati otto anni, oggi, è dal mio compleanno che ci penso in realtà, di essere pronta dico, ma volevo parlarne in un giorno speciale così che passasse meglio il messaggio, che quello che voglio fare lo voglio fare anche per te... che ne dici? È meglio del solito fiorellino, no?".
La ragazza si inginocchia, poggiando la nuda pelle delle articolazioni sul cemento e lasciando che alcuni piccoli frammenti si appiccichino a essa.
"Lo so che hai paura... ma so anche che mi conosci davvero bene... quindi non è questo il momento di farsi riempire la testa di pensieri...".
La mano di lei accarezza delicatamente quella lastra di pietra, appoggiata contro un muro, la sua forma è irregolare e non possiede alcuna incisione su di sé, solo una scritta fatta con lo spray viola.
"Flynt <3".
La ragazza stringe a se quell'oggetto con grande affetto, chiudendo gli occhi per un po' mentre una piccola lacrima inizia a rigarle il viso, poi si rialza, adagiando quel blocco di pietra a terra con delicatezza.
Sorridendo, si sistema i capelli rossi, stringendo i codini negli elastici, poi raccoglie una mazza da baseball poggiata su un muro dal lato opposto della strada, sulla quale punta sono stati conficcati diversi chiodi e la impugna poggiandola sulla spalla destra, coperta dal cuoio rosso della giacca.
Così la ragazza si incammina per la sua strada, svoltando all'angolo in un vicolo poco illuminato che si allunga verso una strada più ampia.
Percorrendo il vicolo, passa vicino a un paio di uomini intenti a trafficare sostanze non propriamente legali, non appena li supera, questi si scambiano uno sguardo ammiccando e uno dei due fa qualche passo in avanti velocemente per approcciarla "Hey, rossa, ma lo sai che quel culo varrebbe anche un po' di StarDust? Eh? Non pensi anche tu?".
Lei continua a guardare fisso in avanti senza fermarsi o rispondere, l'altro la segue cercando di rimanerle sempre uno o due passi avanti, gesticolando nella sua direzione e non smettendo di parlare "Mi senti? Questa è roba come si deve, non come quella che trovi di solito a GraffiTown, vedrai che ne vale la pena..." a quel punto provando ad afferrarle il braccio ma venendo respinto.
I due si danno un altro sguardo, ora il primo si mette totalmente davanti alla ragazza "Va bene, scusa, sono stato un po' rozzo ma mi sembravi il tipo giusto, facciamo che ti regalo una dose per farmi perdonare e non ti chiedo nulla in cambio?".
In quel momento lei si volta alle sue spalle sollevando la mazza e poggiandola all'altezza del collo del tipo rimasto dietro, imponente, molto più grande di lei, calvo e senza sopracciglia, le sue braccia sollevate a mezz'aria e protratte in avanti pronte ad appoggiarsi sulle spalle di lei, ora bloccate, immobili.
"Sei sicuro?" chiede lei muovendo lo sguardo su quelle dita tozze e callose a solo pochi centimetri dalla propria spalla.
"Choker!" in quel momento qualcuno la chiama, spostando l'attenzione dei tre sull'uscita del vicolo, la ragazza abbassa la mazza, voltandosi nuovamente e ritornando a camminare nella direzione di prima.
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Come ratti in trappola
ActionNell'ambientazione tendente al cyberpunk di Beacon City, un criminale a sangue freddo e col volto mascherato di nome Flynt viene assoldato per prendere in ostaggio la giovane figlia del presidente. In un pericoloso, violento ed emotivo viaggio insie...
