-e̴͉͇͑r̴̞̈́r̸͎͍̭̕ǫ̸͋͗ř̵̜͙è̵̛̞͔͕͝ ̷̧̭̏̒̕ḏ̸̏͒̕u̷̲̅̀ř̷̬̰̂à̴̢̗̺n̷̡͊t̴̢̲̾è̵̞ ̷̮̖̮̾ĺ̵̲͕͘ͅä̸̪́̌͠ ̶̻͓̙́ŗ̸̖͌̏ḯ̴͕̘̐p̴̼͓̓̑̎r̷̦̼̝̿̇ȯ̷̟̯͋d̴̼̘̯͊͠u̸͈̍̋z̸̳̮͝i̸̳͔̪͗̎o̴̘̊̏n̸̥͎̕e̵͔̐̍͝...
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Un ragazzino se ne sta disteso, fra le braccia dei suoi genitori di fianco a lui, sente freddo, così rannicchia le gambe facendosi più stretto alla madre in cerca di calore.
Affonda la faccia tra le braccia di lei ma questo non sembra d'aiuto, fa ancora freddo.
Presto delle zampette iniziano a muoversi veloci sulle gambe nude del ragazzo, il sangue gli si gela nelle vene, sono tornati. Dopo pochi istanti però quella sensazione svanisce, le zampette scendono dal suo corpo per spostarsi su qualcos'altro, questa volta non sono qui per lui. Il piccoletto salta all'indietro ritrovandosi un grosso e grasso ratto col pelo dritto e appiccicoso a pochi centimetri dal volto, ma quest'ultimo non sembra considerarlo, inizia invece ad affondare i lunghi denti nella carne in putrefazione della donna.
Il bambino si rifugia ora dal lato del padre, non riuscendo però a voltarsi per guardarlo, i topi hanno già banchettato col suo volto e hanno lasciato poco più che una maschera d'ossa, lo stesso hanno provato a farlo con il figlio, ogni volta che si addormenta sente quelle bocche affamate sul suo viso, a volte la forza è troppo poca per mandarli via.
Anche in quel momento la stanchezza prende il sopravvento e gli occhi del piccolo iniziano a chiudersi lentamente.
Il giorno successivo la situazione è la stessa, ormai le gambe sono troppo deboli per alzarsi, la fame sta consumando quel gracile corpicino dall'interno, le braccia esili sono intente a coprire il volto mentre un topo annusa una caviglia riflettendo se valga la pena di affondare i suoi denti in essa, ormai quasi solamente osso ricoperto da un sottile strato di pelle.
Dei passi arrivano in direzione del ragazzino, ben più pesanti del ticchettio delle zampette dei ratti a cui egli era abituato.
Un uomo resta in piedi davanti a quella scena per qualche secondo "Ti fanno così paura?" chiede con sufficienza e distaccamento, riuscendo comunque a calmare il cuore in preda al terrore del piccoletto, era la prima volta da giorni che qualcuno gli rivolge la parola.
Il ragazzino alza lo sguardo verso l'altro, il sole alto nel cielo abbaglia i suoi occhi impedendogli di vedere bene in faccia la persona che gli sta parlando, delineandone solo una sagoma scura.
Un uomo adulto, robusto, questi riprende a parlare "Se ti fai mettere sotto anche dai topi che abitano i vicoli non sopravvivrai mai qui" per poi porgerli una mano aperta.
Il ragazzino tiene entrambe le mani sulla faccia, facendo spazio tra le dita solo per gli occhi che tiene fissi sull'uomo.
"Allora?" sembra spazientirsi l'adulto "Vuoi fare la loro stessa fine?" continua guardando i corpi putrefatti di fianco al piccoletto.
Una delle mani scende lentamente dal viso, tremante, iniziando poi ad allungarsi verso quella che ha davanti, la muscolatura sull'arto è quella minima indispensabile per permettergli di muoversi anche se con fati.
Così le due mani si stringono a vicenda e con uno strattone il bambino si rimette in piedi, barcollando un po' per trovare una sua stabilità, le ginocchia rimangono un po' piegate e i piedi scalzi sembrano cercare di agguantare il terreno per evitare che sfugga da sotto di essi.
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Come ratti in trappola
AçãoNell'ambientazione tendente al cyberpunk di Beacon City, un criminale a sangue freddo e col volto mascherato di nome Flynt viene assoldato per prendere in ostaggio la giovane figlia del presidente. In un pericoloso, violento ed emotivo viaggio insie...
