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Ho un muro davanti, mi sento impotente perché Christian non collabora, non si fa aiutare. Provo a trascinarlo nei momenti di condivisione, ma lui non né vuole sapere.

In posizione rilassata, ogni giorno prende posto sopra all'ormai vecchio letto di Mattia, spoglio di piumone e coperto da un triste lenzuolo bianco...

Cuffiette alle orecchie, sguardo perso e lacrime in via di fuga.

Proprio in questo momento, siamo tutti radunati al fine di ascoltare il brano di Luigi in radio, ma lui è completamente sparito.

Il tempo di allontanarmi per cinque secondi, che temo già il peggio.

Mi congratulo con il mio amico dandogli un bacio sulla testa, e corro alla ricerca non di Nemo, ma del mio triste ragazzo.

<<Piccolo mio...>> gli sistemo il ciuffetto di capelli che tanto amo.

<<Ciao.>> ecco, con muro intendevo questo. Esattamente. Un freddo ciao, alla ragazza che si sta prendendo cura di te. Se non fosse perché ha il cuoricino distrutto, gli darei una cinquina!

<<Per cena pensavo di preparare un po' di pasta col tonno. Se preferisci altro...>> vengo interrotta, rimango un attimo colpita.

<<Hai mai pensato a cosa né sarà di noi, finito il programma?>>

<<Con noi intendi in generale, o noi come coppia di fidanzati?>>

<<In generale.>>

<<Beh, alcuni di noi avranno tante soddisfazioni, per esempio Alessandro. Altri si monteranno la testa un po' troppo, e rimarranno soli per tutta la vita.>> dura verità, forse esagerata ma è quello che penso. So di non essere l'unica. Spero di non far parte di quelle persone.

<<Continueremo ad essere tutti così tanto amici, oppure alcuni spariranno?>>

<<Probabilmente mantenere lo stesso rapporto non sarà possibile, il contesto è diverso. Però perché no, alcune amicizie potrebbero rimanere nel tempo.>>

<<E noi due?>>

<<Fosse per me, vivremmo in una bella casa con un giardino grande. Un cane e un gattino, genitori di due figli, preferibilmente un maschio e una femmina. Entrambi professionisti, felici e con una meravigliosa famiglia...>> mi fermo al volo, sto fantasticando un po' troppo.

<<Davvero?>> chiede, sorridendo come uno sfigatello del liceo. Non so perché, ma la sua ingenuità talvolta mi dà questa impressione.

<<Sì.>>

<<Mi fa piacere.>>

<<E secondo te? Cosa né sarà di noi? Noi come fidanzati, intendo.>>

<<Sarebbe bello se ciò che hai detto avvenisse, ma io ho detto usciti di qui. Non tra dieci anni, cosa né sarà di noi.>>

<<Christian Stefanelli, dio solo sa che farò di tutto purché succeda veramente e il prima possibile.>>
<<E ora, mi dici cosa vuoi per cena!?>>

<<Pasta col tonno, e come antipasto un bacino.>>

<<Come dessert?>>

<<Non posso dirlo, la telecamera sta registrando.>>

<<CHRISTIAN!>>

Piccoli brividi// Christian StefanelliDove le storie prendono vita. Scoprilo ora