Apro gli occhi lentamente sentendomeli appiccicosi. La prima cosa che vedo è il soffitto color grigio scuro con strani simboli color oro dipinti in modo ordinato.
Capisco all'istante che non mi trovo nella mia stanza del college. Mi sento la testa pesante come il piombo e il corpo debole, con una smorfia di dolore mi metto a sedere. La stanza è abbastanza grande, piccoli mobiletti color ciliegio sono disposti in una fila compatta. Sulle pareti sono rappresentati gli stessi disegni del soffitto, ma color carbone.
Improvvisamente trasalisco ricordando gli ultimi avvenimenti, Daniel mi ha anestetizzata! Istintivamente porto la mano sul punto in cui mi ha punta.
Vengo interrotta dai miei pensieri dal rumore della porta.
Daniel appare da dietro la porta seguito da un gruppetto di tre ragazzi. Prima che loro riescano a vedermi mi sdraio il più velocemente possibile e chiudo gli occhi fingendomi addormentata. I ragazzi si dispongono intorno al letto osservandomi con curiosità.
"Da quanto tempo sta dormendo?"domanda un ragazzo alto, capelli corvini e occhi marroni.
" Da due giorni Thomas..."risponde Daniel senza staccare gli occhi da me.
"Non capisco ancora come abbia fatto a vedere le rune...insomma non era ancora pronta" a parlare era stato un'altro ragazzo. È di statura media,la pelle bianchissima sembra fatta di porcellana;gli occhi gli risaltano color verde acceso e i capelli castani gli sfiorano leggermente le orecchie.
Le rune?! ma di che stanno parlando
" Penso che abbia sviluppato la Vista prima del dovuto" risponde un'altro ragazzo. Ha la stessa altezza di Daniel ma al contrario di quest'ultimo lui ha i capelli nerissimi e gli occhi marroni con delle sottili pagliuzze verdi.
Il dono della vista?
"Può darsi"Daniel è pensieroso.
"In ogni caso dobbiamo aspettare il suo risveglio, ora ho fame, Jessica avrà sicuramente già preparato la cena" conclude Thomas.
E dopo un'ultima occhiata al mio corpo inerme escono dalla stanza e chiudono delicatamente la porta.
Che significa tutta questa storia?? Sono più confusa che mai. Non riesco a trovare un senso logico alla conversazione dei ragazzi...Rune? La Vista?
Con riluttanza scendo dal letto trovando accanto ad esso un paio di morbide pantofole viola. Mi do un'occhiata allo specchio appeso alla parete laterale e reprimo un urlo.I miei capelli sono ridotti a un groviglio biondo, la pelle è più bianca del solito, facendo risaltare le lentiggini che sormontano le guance. Addosso ho una lunga camicia da notte bianca. Sembro proprio uno straccio.
Prendo velocemente una spazzola appoggiata sopra al comodino, e inizio a spazzolarmi i capelli, dopo qualche minuto sono lisci come la seta e riacquistarono la loro luminosità. Sotto il letto è collocata la mia valigia blu, con un sospiro di solievo la apro e incomincio a frugare. Alzo trionfante un paio di jeans aderenti e una camicetta bianca ricoperta di perline intorno al colletto. In un angolo della valigia trovo le mie vans bordeaux e le indosso, felice di sentire il famigliare suono delle suole.
Cammino attraversando un lungo corridoio marrone fiancheggiato da un'infinità di porte. Quando svolto l'angolo trovo le scale che conducono al piano inferiore. Scendo lentamente i gradini ammirando i quadri appesi alle pareti circostanti. Sono dipinte varie scene che rappresentavano angeli con immense ali dorate. Quando arrivo all'ultimo gradino mi fermo sentendo delle voci provenire da dietro una grande porta. Con riluttanza mi avvicino e la apro lentamente senza far rumore. Rimango incantata dall'immensità di questa stanza. Le pareti sono di un rosso corallo abbellite da sottili rifiniture dorate. Al centro è disposto un enorme tavolo in legno scuro. Sulle sedie intorno al tavolo sono seduti, Daniel, i tre ragazzi di prima ,un'uomo, una donna e un'altra ragazza. Stanno parlando tutti fra di loro; i ragazzi gesticolano e ridono, l'uomo è immerso nella lettura del giornale, la donna spalma del burro su una fetta di pane mentre la ragazza beve del tè con fare pensieroso. Mi avvicino al tavolo ma nessuno mi ha ancora notata.
"Buongiorno" esclamo imbarazzata
"Beth! come stai?" mi domanda Daniel
"Meglio, ho ancora mal di testa ma passerà..." Lo guardo di traverso, alludendo al suo atto non molto educato di ficcarmi un ago con anestetizzante.
"Ciao Beth, io sono Anna, lui è mio marito Josh" dice la donna inicando l'uomo accanto, per poi continuare" Lui è Thomas" il ragazzo dai capelli corvini alza la mano" Lui è Riky" Anche il ragazzo dai capelli marroni alza la mano"lui è David" il ragazzo dagli occhi marroni e verdi fa un cenno con il capo"Lei è Nikita"la ragazza è alta con una corporatura snella ma allo stesso tempo forte e asciutta. I capelli marroni le arrivano alla vita, e sono raccolti da un sottile nastro azzuro "E lui come già sai è Daniel" Daniel fece un sorriso appena percettibile.
"Io sono Elizabeth Stone"dico presentandomi. Tutti i presenti mi fissano alcuni con curiosità altri con interesse e Daniel...non dimostra nessun sentimento.
"Vieni cara, siediti vicino a Thomas"dice la donna. Ha I capelli biondi raccolti in uno chignon dietro il capo.Gli occhi sono di un blu intenso. è molto esile e alta. Io ubbidiente vado di fianco a Thomas.
"Dove mi trovo?" chiedo rivolgendomi a nessuno in particolare.
"All'istituto di New York"
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Il Mondo Dei Nephilim e i Padroni Delle Città Di Ghiaccio ||IN REVISIONE||
FanfictionElizabeth Stone, ragazza sincera dagli occhi azzurro cielo é rimasta orfana all'età di 5 anni. Dopo la morte dei genitori la nonna Mary Shane si prende cura di lei fino al compimento dei 15 anni quando la nonna la manda via di casa per ragioni scono...
