I DEMONI

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Dopo solo un paio quattro ore arriviamo.È incredibile, io con l'aereo ci ho messo molto di più,ma mi hanno spiegato che la macchina funziona con energia demoniaca.Durante il viaggio tutti erano intenti a parlare del piano d'attacco.Io ero persa nei miei pensieri, avevo la testa posata sul finestrino e pensavo a mia nonna e al mondo invisibile.Da piccola ho sempre desiderato una avventura tutta mia,un mondo mio. Ma non mi sarei mai aspettata tutto questo..qua se fai un'errore può rivelarsi fatale.

"Elizabeth devi scendere"il richiamo di Nikita(mi stupisce che mi abbia parlato)mi fa riemergere dai miei pensieri.

"oh si scusami.."dico e mi sbrigo a scendere dalla macchina.

Ci siamo fermati sulla Street Avenue. Ci passavo sempre da piccola per venire a scuola,che è collocata in fondo la via. La casa della nonna si trova ad un isolato da qui.

"Perché ci siamo fermati qua?"domando osservando la strada con la fronte aggrottata.

"È sempre meglio prevenire dei brutti incontri, l'altra strada è stata attacata dai demoni.Potrebbe esserne rimasto qualcuno"mi risponde Josh.

Ci incamminiamo guardinghi verso la 46 Street.
Ogni passo diventa sempre più faticoso...la paura mi sta divorando.Incosapevolmente inizio a tremare.Una mano mi afferra la spalla, io sorpresa lancio un piccolo urletto .

"Shh sono io" Daniel mi viene di fianco e mi guarda attentamente"Hai paura?"mi chiede.

"Direi proprio di si.Non ho mai visto un demone...non ho nemmeno la più pallida idea di come si affrontino.."dico con voce tremante.

"Stai tranquilla non dovrai affrontarli, ci saremo noi a proteggerti"si avvicina e mi accarezza la guancia molto delicatamente.Mi guarda con quei suoi occhi profondi,e mi sorride con fare tenero.

"Grazie,davvero..per tutto"gli dico ricambiando il sorriso.

"Non vorrei interrompere questa scena commovente ma...Daniel dobbiamo andare a controllare se la zona è sicura" dice David con un sorrisetto stampato in faccia.
Io mi allontano subito e ringrazio dio che il buio nasconde il mio intenso rossore che colora le mie guance.

"Beth tu resti qui con Nikita,io e gli altri andiamo a controllare"così dicendo si incamminano verso i sentieri buii.

"Stammi dietro e non fare rumore, se no attireremo i demoni"mi dice Nikita con tono secco.

"Hai qualche problema con me?"gli chiedo.Da quando sono arrivata lei non mi ha mai parlato,e ogni volta che mi guarda mi lancia delle occhiataccie che se potessero fulminarmi sarei già morta.

"No"mi risponde senza neanche guardarmi.

"Dimostri il contrario"dico titubante.

"E che.. odio i mondani"

"Perché?"chiedo curiosa

"Non mi va di parlarne"deve essere qualcosa che la tormenta si vede dalla sua espressione mascherata dal dolore.

"Ok..scusa"non vorrei farle riaffiorare spiacevoli ricordi.

"I mondani hanno ucciso la mia famiglia,quando avevo otto anni, io sono sopravvissuta e mia madre prima di morire riuscí a farmi fuggire indicandomi un luogo preciso su una mappa, non volevo lasciarla sola ma...mi ha costretto. Una volta arrivata mi sono trovata davanti a questa enorme chiesa...e ho scoperto che era un'istituto..dentro c'erano già Anna e Josh che mi aspettavano, sono stata la prima ad arrivare..."

Io la guardo e capisco quanto le fa male aver lasciato la sua famiglia da sola, mentre parlava per la prima volta mi guardò negli occhi. Sono lucidi e tristi...

"Mi dispiace" è l'unica cosa che posso dire.

"Il tempo rimargina le ferite, ma le cicatrici rimangono. Tu prima di venire qua vivevi con i tuoi?"mi chiede asciugandosi qualche lacrima ribelle che le bagna il volto.

"No, i miei sono morti in un incidente...vivevo con mia nonna ma da un giorno all'altro ha deciso di mandarmi via.."solo rammentare quei ricordi mi si stringe il cuore.

"Mi dispiace...sarà stato per.."
All'improvviso un forte rumore interrompe la nostra conversazione.

"Nasconditi dietro il muro di pietra"mi dice Nikita guardinga.

"Non ti posso lasciare qua sola.."gli dico preoccupata.

"Vai!"penso che sia stato il suo tono sicuro a farmi correre dietro il muro.
Non sarei stata neanche un pó d'aiuto se sarei rimasta.Odio essere così debole,odio essere protetta e far rischiare la vita di qualcun'altro per me...
Mentre sono accovacciata dietro al muro qualcosa mi colpisce la spalla scaraventandomi dal lato opposto. Urlo per il dolore provocato dallo schianto. Stordita apro gli occhi e mi ritrovo davanti a qualcosa che avrei preferito non vedere mai.

Spazio autrice
Chi l'avrà colpita?
Lo scoprirete nel prossimo capitolo
Un bacio
Agus

Il Mondo Dei Nephilim e i Padroni Delle Città Di Ghiaccio ||IN REVISIONE||La tua prossima ossessione. Scoprilo ora