La vita qui non è affatto semplice,può sembrare un quartiere tranquillo,lo è,ma quello che succede al di fuori è altrettanto spaventoso.
Ho paura anche di mettere un piede fuori dal mio quartiere,non posso mai sapere se i latin kings sono li fuori ad aspettarmi. Non potete neanche immaginare le torture che fanno,potrebbero tagliarmi la testa,e addirittura giocarci a calcio.
Ho la protezione di tutti gli uomini di mio padre,ma non si sa mai.
Gli uomini di mio padre muoiono ogni giorno,e quello che io mi chiedo è ne vale la pena? perdere la vita per cosa? per queste stronzate? Assolutamente no.Nel mio quartiere ci conosciamo tutti.
Ogni mamma in questo quartiere ha partorito quasi negli stessi mesi,infatti noi ragazzi siamo quasi tutti coetanei. Siamo tutti strettamente amici,come anche i nostri genitori. E questo mi fa impazzire,sono felicissima di ciò,ma non di quello che ci fanno fare.
Omicidi,sparatorie,rapine,agguati,torture,trasporti di droga. Sono sicura che a nessuno di noi piaccia fare questa vita,ma non possiamo fare altrimenti,qui potrebbero benissimo sparare il proprio figlio a sangue freddo. Nel ghetto si vede di tutto.A distrarmi dai miei pensieri fu mio padre.
Garcîa<<non posso di persona,manderò alisia.>>
NO NO NO.
Non di nuovo.
Sento dei passi avvicinarsi sempre di più alla mia stanza,mi infilai sotto le coperte e le strinsi più forte che potevo.Si aprì di scatto la porta.
Garcîa<<Alisia>>
Si avvicinò al mio letto,e un brivido di freddo rigò la mia schiena,facendomi sobbalzare leggermente.
Garcîa<<Alisia svegliati>>
Disse iniziando a smuovermi violentemente.
Non potevo fare finta di dormire,mi sarei dovuta svegliare fin dall'inizio. Quindi aprii lentamente gli occhi.
Alisia<<si papà che c'è>> dissi cercando di fare una voce assonnata.
Garcîa<<sai che papà ti vuole bene no?>>
Alisia<<si lo so>> so già dove vuole andare a parare.
Garcîa<<beh mi servirebbe un favore>>
Alisia<<cosa>>
Garcîa<<dovrai andare con cook a fare uno scambio con i latin kings>>A quelle parole il mio cuore smise di battere.
Rimasi immobile sul letto.
Mi stava letteralmente mandando a morire.Alisia<<No,non lo farò>>
Garcîa<<Alisia non fare i capricci,non hai più 3 anni,e so che tu e cook riuscite a cavarvela benissimo da soli. Sai che papà non può andare di persona>>
Alisia<<manda uno dei tuoi uomini>>
Garcîa<<sono troppi soldi,non dovrei fidarmi neanche di te>>
Allora cosa cazzo vuoi da me,vacci tu,bah.
Tirai un sospiro,so che se non faccio ciò che mi dice andrà a finire male,quindi annuisco e sto zitta.
Odio farmi sottomettere,soprattutto da uno come lui.
Esce dalla mia stanza,ed inizio a prepararmi.
C'è un disastro in camera mia.Mi alzo dal mio grande letto matrimoniale e lo aggiusto. Certo che quando dormo faccio proprio una lotta.
Mi avvicinai alla fine del letto e iniziai a tirare il lenzuolo,poi la coperta ed in fine misi i cuscini,per poi coprirli da questa calda coperta grigia.
Faccio un grosso sospiro,sono un disastro.
La mia camera è letteralmente sotto sopra.
Mi abbasso lentamente ed inizio a raccogliere tutti i miei vestiti da terra.Ho una valanga di vestiti in mano,a stento vedo dove vado.
Vado verso la mia cabina armadio,e sistemo i vestiti.
La mia camera è enorme.
Al centro della stanza c'è il letto,un grande letto matrimoniale,con due comodini ai lati.
Scendendo dal letto sulla sinistra c'è un mobile che uso per truccarmi,ha un grande specchio con le luci attorno,e tanti piccoli e grandi cassetti dove poso tutto il mio trucco.
Invece alla destra del letto c'è uno specchio.
Di fronte al letto c'è la cabina armadio,non ha le porte,si entra direttamente,è enorme,ci sono vestiti,scarpe,borse,praticamente un negozio.
Uscendo dalla cabina armadio,affianco c'è il bagno.
Entrando sulla destra c'è il lavandino,sulla sinistra la doccia,e di fronte una vasca idromassaggio.
Ho finito,questa è la mia stanza.Una volta posati tutti i vestiti,vado in bagno.
Mi faccio una doccia.
Mentre l'acqua scorreva sul mio viso i pensieri tornarono a galla.
Chissà perché sono nata in una famiglia così.
Chissà perché mio padre mi costringe a fare cose che non voglio fare.Prima che iniziassi a piangere chiudo l'acqua,ed esco dalla doccia.
Mi metto l'accappatoio, e mi giro verso lo specchio.Presi l'asciuga capelli dal mobile,e iniziai ad asciugarli.
Con la spazzola iniziai a lisciarli. Odio sti cazzo di capelli ricci.Asciugati solo con la spazzo sembro un barboncino.
Quindi mi passo anche la piastra.Una volta finito,ancora con l'accappatoio entro nella cabina armadio. Prendo un jeans,ed un top,mi vesto. Ed andai a sedermi al mobile dei trucchi. Iniziai a truccarmi. Eye-liner,mascara,terra,blush,rossetto,e mi pettino le sopracciglia.
Una volta pronta esco dalla mia stanza,e mi incammino verso l'ascensore.
Scendo al piano terra,vado in giardino,ed esco dalla mia casa. Mi incammino verso casa di Lucia,la mamma di cook.Tutti i ragazzi come sempre sono radunati fuori in giardino a parlare,fumare sigarette,e bere caffè.
Alisia<<buongiorno ragazzi>>
Dissi entrando nel giardino di cook.Ogni villa che c'è nel ghetto ha sempre il cancello aperto,la porta,ho le chiavi vicino la serratura. Perché appunto è un quartiere tranquillo in cui ci conosciamo tutti.
Tutti insieme mi salutarono<<buongiorno Alisiaa>>
Mi siedo con loro sotto il gazebo.
Mi siedo su uno dei tanti divanetti,e iniziamo a parlare.
Estefan<<Ho sentito che qualcuno qui domani deve fare un colpo importante>>
Alisia<<Ste non me ne parlare>>
Nicolas<<avete ansia?>>
Cook<<secondo te? è ovvio coglione>>
Iris<<Cook datti una calmata>>
Alisia<<infatti cook,Iris ha ragione>>
julia<<Oggi bagnetto in piscina?>>
Izar<<Ovvio>>
Alisia<<venite tutti da me>>
Estefan<<non me lo faccio ripetere due volte>>
Alisia<<venite appena avete finito di mangiare>>
Nicolas<<manda un messaggio sul gruppo,così avvisi anche gli altri>>
Alisia<<certo>>continua...
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my kind of man (ITALIANO)-Tomkaulitz-
ActieAlisia una ragazza di soli 16 anni è costretta a vivere in un mondo della mafia,piena di reati e cose che a quel età non dovrebbero esistere. Suo padre, Garcîa, nonché più temuto mafioso di Berlino si trova in un conflitto con una banda rivale. Ma...