Le cacciatrici

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Nelle puntate precedenti:

Ade: Pensi che io voglia la guerra?
Percy: beh, vedi quell'esercito di morti? Sembra un sì piuttosto forte.
Talia: Percy, fermati e basta.
Luke: Per favore.
Ade: Sei un bambino.
Percy: In realtà, tra meno di dieci anni, sarò un adolescente, quindi non sono un bambino.
Luke: Per favore, uccidici e basta.
Talia: Sì, uccidici.

***

Zeus: E adesso... sì?
Percy: Ade ci ha minacciati.
Zeus: Cosa?
Percy: Sì, ma quello che volevo chiedere è che Ares gli restituisca il suo elmo. Ma ci ha minacciati.
Talia: Lo supererai?
Percy: E' appena successo!!
Zeus: Ok... adesso... cosa?
Percy: Dovresti scusarti con tuo fratello. Sto solo dicendo.
Zeus: *dà la scusa peggiore della storia*
Percy: La userò. Decisamente.

Luke stava guardando disgustato il pacco che Percy aveva con sé.

"Non lo hai ancora buttato?"

"Nope."

"È rivoltante."

"È un'arma."

"Anche a tavola?"

Percy guardò il tavolo di Hermes, insolitamente vuoto in quel periodo dell'anno.

"Dal momento che ha allontanato tutti gli altri ragazzi e mi sta permettendo di mangiare senza essere una sardina, direi di sì."

"Ha un odore disgustoso." Luke disse. "Ha rovinato l'appetito di Connor. E niente è mai riuscito a farlo."

Percy scrollò le spalle e Luke sospirò. "Perché cerco anche di parlare con te?"

"Non lo so, ormai avrebbe dovuto essere chiaro che... beh, è completamente inutile." Percy scrollò le spalle.

Luke lo guardò, prima di alzarsi e dire. "Io e Thalia siamo stati richiamati da Hedge."

"Ah, Gleeson." Percy sorrise. "Mai visto un satiro più assetato di sangue."

Luke lo guardò seccamente, dicendo. "Ha trovato due semidei. Io e Thalia li andiamo a recuperare e portiamo al Campo. Chirone ha già preso accordi con Hedge per accoglierci."

Percy annuì. "Divertitevi."

***

Mentre i due amici erano partiti per la loro impresa, Percy aveva deciso di passare il tempo a sistemare le stalle, dove i Pegasi si stavano svegliando.

Percy era convinto che fossero in grado di parlare con lui, ma spesso non lo facevano, forse per rispettare qualche ordine.

Percy scosse la testa.

L'incontro con Poseidone lo aveva sconvolto. Il dio era esattamente come appariva nel suo sogno, e Percy non aveva dubbi su chi fosse il suo genitore divino.

"So che mi capite." Mormorò, attento a non farsi sentire da nessun semidio che avrebbe potuto essere fuori dalla stalla. "Ma apprezzo che salvaguardiate la mia sicurezza."

Il pegaso più vicino a lui gli diede una botta sul petto e Percy sorrise.

"Gli piaci."

Il ragazzo si girò, sbattendo le palpebre quando vide Silena, la figlia di Afrodite, davanti a lui.

"Come?"

"Questo," disse Silena, indicando lo stallone nero che stava posando la testa enorme sul petto del bambino. "È il Pegaso più orgoglioso che abbia mai visto. Charles lo ha salvato in una missione, ma non gli ha permesso di cavalcarlo per più tempo dello stretto necessario."

Il protettore dei semideiDove le storie prendono vita. Scoprilo ora