Riassunto delle puntate precedenti
*Testa di Medusa al tavolo*
Luke: È ancora disgustoso
Percy: Ancora non mi interessa.
***
*Arrivano le cacciatrici*
Percy: Hai rapito l'intera squadra delle cheerleader?
Thalia: No, non l'abbiamo fatto. Sono le cacciatrici.
Luke: Sì, Bianca di Angelo è stata rapita e Artemide è partita alla ricerca di un mostro.
Percy: Ti ho lasciato solo per un pomeriggio.
***
Thalia *parla di quello che è successo*
Percy: A proposito, ci piace Artemis?
Thalia: Lo facciamo.
Percy: Niente soprannomi per lei, allora.
Luke: Grazie a Dio.
Percy: Penso che volessi dire grazie Percy.
Thalia: Non sfidare la fortuna.
Percy: Ehi.
Thalia: Sto parlando con Luke. Non sfidare la fortuna con l'umorismo di Percy.
Luke: Non lo farò.
Percy aveva finito di sistemare i ruoli per la Caccia alla Bandiera contro le Cacciatrici, ed esausto si era lasciato cadere a peso morto sul sacco a pelo, chiudendo subito gli occhi.
Era in una caverna spoglia, il soffitto pesante e basso che lo sovrastava.
Una ragazzina era inginocchiata sotto quella che sembrava una pila di macigni. Percy, con un sussulto, riconobbe i capelli neri e la pelle olivastra che la ragazza condivideva con il fratello minore.
Quella doveva essere Bianca di Angelo.
Era troppo stanca perfino per gridare. Le tremavano le gambe. Da un secondo all'altro, avrebbe esaurito le forze e la caverna le sarebbe crollata addosso.
"Come sta la nostra ospite mortale?" tuonò una voce maschile.
Non era Crono. La voce di Crono era graffiante e metallica, come un coltello sfregato su una roccia.
Ma quella voce era più profonda e cupa, come un basso elettrico. La sua forza faceva vibrare il terreno.
Un semidio sbucò dalle tenebre. Percy lo trovava vagamente familiare, ma non riusciva a capire dove lo avesse già visto.
Corse da Bianca, le si inginocchiò accanto, poi si voltò verso l'uomo invisibile. "Sta cedendo. Dobbiamo sbrigarci."
La voce profonda ridacchiò. Apparteneva a qualcuno nelle tenebre, ai margini del sogno. Poi una mano robusta spinse qualcuno nella luce: Artemide, con le mani e i piedi legati da catene di bronzo celeste.
Percy si sentì senza fiato. La sua veste d'argento era ridotta a brandelli. Il volto e le braccia erano segnati da diversi tagli, dai quali fuoriusciva l'icore, il sangue d'oro degli dei.
"Hai sentito il ragazzo" disse l'uomo nelle tenebre. "Decidi!"
Gli occhi di Artemide lampeggiarono di rabbia. Percy non aveva idea del perché non avesse già distrutto le catene o fosse scomparsa, ma non sembrava in grado di farlo.
La dea guardò Bianca e la sua rabbia cedette il posto all'ansia e all'indignazione. "Come osi torturare così una fanciulla!"
"Morirà presto." disse il ragazzo. "Tu puoi salvarla."
Bianca emise un lieve gemito di protesta.
"Liberami le mani." ordinò Artemide.
Il semidio estrasse la sua spada. Con un solo colpo esperto, spezzò le manette della dea.
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Il protettore dei semidei
FanfictionPercy Jackson aveva sette anni quando ha deciso di lasciare casa sua. Ecco come una semplice decisione cambia la storia
