Tornare a casa

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Dal capitolo precedente

Hera: Suppongo che non ti ucciderò.

Percy: Oh mio Dio, l'ho sentito così tanto. Che energia forte.

Thalia: Percy, fermati, per favore.

***

Zeus: Ok, adesso... cosa vuoi ancora?

Percy: Siete genitori di merda e ora mi ascolterete.

Zeus: Va bene.

***

Ade: bambino.

Percy: Non chiamarmi bambino, vecchio.

Thalia: Percy!

Percy: Cosa? Ha iniziato lui!

***

Zeus: Così riconosceremo i nostri figli.

Hermes: Chris è mio figlio.

Poseidone: Percy è mio figlio.

Zeus: Non so come me lo sono perso.

Percy: È perché le mie magliette sono migliori delle sue.

Thalia: Hai finito?

Percy: No.

Luke: Voglio morire.

Ade: Ti capisco, davvero.


Percy stava controllando l'indirizzo che aveva stretto in mano, un foglietto spiegazzato che aveva rigirato più volte tra le mani negli ultimi giorni.

Era venuto fuori che l'Oracolo precedente era una mummia perchè Hades, ferito dall'aver perso la donna che amava per colpa di Zeus, aveva maledetto il messaggero.

La richiesta di Percy, Thalia e Luke, e il permesso di avere una capanna al Campo, con i figli apprezzati ed amati, aveva dissolto la maledizione e Rachel Elizabeth Dare era diventata il nuovo Oracolo.

Poco dopo, aveva preso da parte Percy, mettendogli in mano quel foglietto di carta.

"So che non ne abbiamo più parlato, ma ho comunque cercato tua madre. Si è sposata con un uomo di nome Paul Stockfis. Ti ho scritto l'indirizzo di casa loro."

Percy aveva osservato con occhi lucidi il foglio, annuendo e ringraziando l'amica dai capelli rossi.

E adesso era davanti alla porta dell'appartamento.

Prese un respiro profondo e bussò.

Un uomo aprì la porta. Aveva lunghi capelli sale e pepe, e aveva una maglietta nera addosso. Guardandolo, a Percy venne in mente un attore televisivo.

"Si?" L'uomo, che Percy immaginò essere il nuovo marito della madre, chiese, guardando il ragazzo di dodici anni davanti a lui.

"Uh... Mi chiedevo se potessi parlare con Sally Jackson?" Percy chiese, tossendo imbarazzato alla fine.

Dall'altra stanza, Percy sentì la voce di sua madre chiedere. "Paul, chi è alla porta?"

"E' per te, Sally." Paul rispose, girandosi verso la donna che era appena arrivata dal corridoio.

Guardando dentro, la prima cosa che Percy notò con piacere era l'assenza di bottiglie di birra vuote per terra e la mancanza di odore di fumo e alcol che non aveva mai lasciato il loro vecchio appartamento.

Poi, il suo sguardo si concentrò sulla madre.

Era bella come la ricordava, con gli occhi che scintillavano e cambiavano colore alla luce. Il suo sorriso era ancora caldo come un piumone. Aveva i capelli ancora lunghi e castani, con qualche filo grigio, senza sembrare ancora vecchia.

Guardandola però, Percy riconobbe la mancanza della stanchezza e della paura che stare con Gabe le aveva portato. Sembrava ancora più giovane di quando Percy era scappato di casa.

Solo quello, quella mancanza di dolore nelle sue spalle, e l'amore che aveva verso Paul, convinse Percy di aver fatto la scelta giusta.

"Ciao, mamma." Mormorò infine il ragazzo, il tono di voce strozzato per il groppo che gli si era bloccato in gola. "Sono tornato a casa."

Sua madre aveva gli occhi pieni di lacrime. Si avvicinò al bambino, al suo bambino, ed allungò la mano, lentamente e piena di timore, accarezzando il viso del bambino davanti a lui.

"Percy." Mormorò lei, prima di lasciare cadere le lacrime e stringere il figlio in un forte abbraccio.

Mentre Percy ricambiava l'abbraccio, infilando la testa nell'incavo del collo della madre e respirando il suo odore di cioccolato, menta e caramello, si sentì per la prima volta veramente rilassato.

Suo padre lo aveva riconosciuto ed era orgoglioso di lui, di quello che aveva fatto.

Sua madre stava bene, ed entrambi erano finalmente liberi dalle ombre di Gabe.

Finalmente, Percy era convinto che tutto sarebbe andato bene.


Angolo autrice

Ed eccoci alla fine! (Mi sento molto orgogliosa di poter mettere completa questa storia)

Preparatevi, perchè uscirà il sequel!


Alla prossima

By rowhiteblack!

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