Litigio tra fratelli

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Nelle puntate precedenti

Luke: Thalia è sola, lo sai.
Percy: Mi sono detto di non avere più problemi e drammi nella mia vita.
Luke: E?
Percy: Mi allenerò con lei.
Luke: Mi sembra giusto.

***

Percy: Ciao, Thalia.
Thalia: Tu sei il ragazzo della katana.
Percy: Questo non è il modo peggiore in cui mi hanno chiamato, quindi lo accetterò.

***

Thalia: Come puoi essere così maturo?
Percy: Oh, non lo sono. Cioè, assolutamente no. Non aspettarti che io sia quello maturo, altrimenti rimarrai delusa. Molto. Alla grande.
Thalia: Allora...?
Percy: Sembro maturo. Questa è una storia completamente diversa. Per favore, non insultarmi mai più in questo modo.

Andryyyyyyy ho aggiornato!😊😊😊
Spero ti piaccia il capitolo ❤

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Quando Luke e Thalia tornarono dall'annuale ritrovo sul Monte Olimpo, il solstizio d'inverno, il giorno in cui gli dei si trovavano per il loro consiglio, Percy osservò un temporale prepararsi nel cielo, con le nuvole più nere che avesse mai visto.

Fece una smorfia. "I tre fratelli hanno litigato di nuovo?" Chiese, rivolgendosi a Luke, mentre Thalia faceva un'espressione confusa. "Di nuovo?" Mormorò la ragazza.

Luke annuì, facendo uno strano verso, quasi stanco. "Litigano sempre, per i motivi più stupidi. Questa volta era chi fosse il preferito della madre, e quali incidenti fossero più maestosi."

"Il preferito era Hestia, e sappiamo tutti che gli incidenti stradali possono essere piuttosto impressionanti." Percy rispose, e Luke sospirò. "Non voglio davvero immaginare che casino sarebbe se ti fosse permesso partecipare e tu decidessi di offrire il tuo contributo alla loro discussione."

Percy sorrise. "Sarebbe un ottimo contributo."

Thalia li guardò confusa, prima di chiedere. "E' un evento annuale, o..?"

"Quando sono nella stessa stanza, litigano." Percy rispose, scrollando le spalle. Il suo sguardo si alzò al cielo, una smorfia davanti all'enorme nube. "Speriamo che il cattivo umore si rassereni in poco tempo."

Thalia e Luke osservarono il cielo, ma nessuno dei due rispose.

****

Il tempo non si rasserenò, anzi: il clima continuava a peggiorare continuamente. Avevano avuto tempeste di neve, inondazioni, incendi causati dai fulmini, uragani.

Percy si teneva informato su quello che succedeva nel mondo mortale, tenendo soprattutto sotto controllo New York. Il computer che aveva trovato nel capannone del Campo, in qualche modo, funzionava ancora, probabilmente un progetto di un figlio di Efesto.

Percy lo usava ogni giorno, sperando di non trovare il nome di sua madre nell'elenco delle vittime sempre crescente.

Fortunatamente, mese dopo mese, il nome di sua madre non appariva mai.

Una sera, prima della partita di Caccia alla Bandiera, Percy sedeva di nuovo insieme a Hestia, sapendo quanto fosse raro per la dea parlare con qualcuno.

"Il tempo sta dando di matto." Percy notò, lo sguardo rivolto all'ennesimo temporale in arrivo.

"I miei fratelli sono di nuovo in discordia tra loro." Hestia fece un sorriso triste. "C'erano tempi in cui Zeus, Hades e Poseidone erano i più grandi alleati. Adesso, sono rotti, separati. Mi riempie di nostalgia."

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