chapter two

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5 Febbraio

Sherlin story on instagram

Mancava meno di un giorno al festival di Sanremo; non stavo più nella pelle

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Mancava meno di un giorno al festival di Sanremo; non stavo più nella pelle.
In questo momento mi trovavo nella mia stanza dell'hotel.
Sentivo qualcuno cantare nella mia stanza affianco, però non ci feci più tanto caso.
Presi maglia a maniche lunghe nera, gonnellina con stampa a quadri a vita alta e delle calze che poi dopo avrei indossato.
Entrai in bagno per lavarmi; azionai l'acqua della doccia, mettendola a temperatura normale, ne calda ne fredda.
Entrai in doccia e mi lavai.
Oggi avremmo dovuto fare le prove al Teatro dell'Ariston; non vedevo l'ora.
È stato sempre il mio sogno potermi esibire lì, con davanti tante persone che ti guardano attentamente, ti ascoltano, ti riprendono, trasmettono tutto per televisione..
Basta Sherlin, non farti prendere dall'ansia.
Scacciai via quei pensieri, passandomi il getto dell'acqua addosso per levare il bagnoschiuma in eccesso.
Uscì dalla doccia, mi vestì e indossai gli stivali.
Presi il telefono e trovai dieci chiamate perse da Eva.
Cazzo, non riusciva a stare mezzo secondo senza di me quella ragazza.
Risi da sola, e decisi di chiamarla.
<Buongiorno bella addormentata> mi rispose dopo tre squilli.
Miracolo.
<Buongiorno anche a te> risi <Come va?>
<Dovrei chiederlo io a te, dato che sei stata invidiata da più di cento ragazze!>
Smisi di sistemare la borsa, e guardai un punto non ben preciso della stanza.
<In che senso scusami?> le chiesi confusa, sedendomi sul letto.
<Davvero non hai visto nulla?> mi chiese questa volta lei sconvolta.
<Si> annuì con il capo, anche se sapevo che lei non poteva vedermi. <Devo preoccuparmi?> domandai spaventata.
<Bè, se non vuoi essere odiata da tutta la popolazione femminile.. si>
Mi sbattei una mano sulla fronte.
<Ieri, sei stata avvistata con un cantante> iniziò il discorso <famoso e bono>
<Ok? Non vedo dove sia il problema> alzai le spalle.
<Il ragazzo è- Emma! Ma ti sembra il caso? No, non è quello! No! Neanche quello!> la sentì litigare con qualcuno, forse era la sua compagna di stanza di università. <Senti Sher, mi dispiace ma devo salutarti. Ci sentiamo magari oggi pomeriggio, ok? Ciao ciao bella>
E senza neanche darmi il tempo di risponderle, chiuse la chiamata.
Tolsi il telefono da vicino l'orecchio allontanandolo, per poi posarlo sul letto affianco a me.
Chi era quel ragazzo?
Feci mente locale.
Ma certo! Doveva essere quel ragazzo dagli splendidi occhi verdi; però non so nemmeno il suo nome.
Dannazione Emma!
Decisi di uscire dalla stanza per prendere un pò di aria fresca.

La sera finalmente arrivò, ed io ero in ansia.
Non vedevo l'ora di fare le prove certo, però avevo quell'ansietta post-prove.
<Buonasera> entrai all'interno dell'Ariston, dove trovai già alcuni ragazzi del festival, tra cui anche lui.
Di male in peggio. Si prospetta una serata molto, mooolto lunga.
<Sherlin, ciao!> mi salutò una ragazza dai lunghi capelli rossicci, vedendomi incontro. <Sono Annalisa, ma tu questo già lo sapevi no?>
<Si certo> sorrisi <Allora.. tra quanto tempo inizieranno le prove?> le chiesi, guardandomi un pò giro.
<Sono già iniziate veramente. Tra poco tocca a me e poi non lo so> mi rispose, poggiandosi con la schiena contro il muro.
<Ah, grandioso> sbuffai ansiosa, mordendomi il labbro inferiore.
<Annalisa, tocca a te!> la chiamarono per andare a provare, lasciando me da sola.

Mezz'ora dopo

<Sherlin, tocca a te adesso, forza!>
Presi un lungo sospiro prima di dirigermi verso il palco.
Camminai lentamente, cercando di regolarizzare il respiro.
Salì le scalinate del palco, posizionandomi davanti l'asta; presi il microfono con una mano, chiudendo gli occhi, lasciandomi trasportare dalla musica.

I can feel your halo (halo) halo
I can see your halo (halo) halo
I can feel your halo (halo) halo
I can see your halo (halo) halo

Intonai le ultime parole; occhi chiusi, le mani sul microfono e le persone che applaudivano alla mia performance.
Feci un piccolo inchino ringraziando tutti, e scesi dal palco.
<Uau ragazza! Tu sei formidabile, dico sul serio!> Angelina venne verso di me abbracciandomi <Potresti vincere tu al posto mio> rise alle sue stesse parole.
Mi staccai dall'abbracio.
<Non dire così Nina, so che tu farai molto meglio di me, credimi> la rassicurai, portando una ciocca ribelle dietro l'orecchio.
<E comunque> si avvicinò al mio orecchio, senza farsi sentire da orecchie indiscrete <qualcuno non riusciva a staccarti gli occhi di dosso; era incantanto. Ho dovuto schioccargli le dita davanti agli occhi per poterlo "risvegliare" dal suo piccolo stato di trans> mimò in aria le virgolette, facendomi strabuzzare gli occhi.
<Come?> chiesi incredula, non riuscendo a capire.
<Ma cavolo, a te bisognerebbe sul serio Amplifon o addirittura un paio di occhiali da vista> mi rimproverò giocosamente.
<Io ci sento benissimo, non ho bisogno di Amplifon. E poi, per tua informazione, gli occhi ce li ho. Solo, non li indosso spesso.> alzai le spalle giustificandomi.
<Allora la prossima volta li indosserai. Anzi, verrò direttamente nella tua stanza di hotel e ti obbligherò ad indossarli> fece una faccia convinta annuendo alle sue parole.
<Si si, contaci> le rivolsi un occhiata di traverso, facendola ridere.

Ore 22:30

Ero sul mio letto dell'hotel a farmi un pò i fatti miei, quando sentì qualcuno bussare alla porta.
<Chi è a quest'ora> parlai fra me e me, andando ad aprire la porta, trovandomi di fronte Angelina, detta anche Nina per gli amici.
<Nina? Che cosa ci fai qui?> le chiesi confusa.
Non rispose neanche; entrò di fretta nella mia stanza, piazzandosi vicino al letto, mani sui fianchi.
Oh no, qui c'è qualcosa che non va.
<Cosa succede?> le chiesi chiudendo la porta alle mie spalle. <Sembri strana>
<Lo sono> mi parlò da sopra. <Guarda qua>
Mi mostrò una foto dal suo cellulare, puntandomelo sotto ai miei occhi.
Una foto, ma non era una foto qualunque.

Una foto, ma non era una foto qualunque

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<Chi è questo ragazzo?> mi chiese.
Guardai prima la foto, poi lei, poi di nuovo la foto e poi di nuovo lei.
Risi.
<Perchè ridi?> mi chiese confusa, inarcando un sopracciglio.
<Perchè questo, come lo chiami tu, è mio fratello> risi di nuovo, sbellicandomi dalle risate.
<Ah> rimase senza parole, abbassando il braccio. <Pensavo fosse il tuo fidanzato>
<Il mio fidanzato? No no, non sono fidanzata, voglio rimanere single a vita> dissi sinceramente.
<Si certo, adesso lo dici> mi fece l'occhiolino sorridendomi maliziosa.













Angolo autrice:
in questo capitolo vediamo Sherlin che fa le prove per la sua esibizione; che dire, qualcuno qui non le riusciva a staccare gli occhi di dosso 😏
chi potrà essere secondo voi?
baci baci
ari 🧚🏼‍♀️

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