Sherlin, ragazza di 25 anni, è una cantante di successo nel mondo della musica in quasi tutto il mondo italiano. Il suo primo e vero "concerto", è stato all'età di 15 anni sul palco della sua stessa città dove lei è nata. Partecipando al Festival di...
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Ore 14:00 a.m
<Vince, la 73° edizione di Sanremo 2024.. Angelina Mango!>
Bè, dire che ci ero rimasta male era poco; insomma, mi aspettavo di vincere, però ero arrivata seconda, e mi andava bene così. Ora mi trovavo negli studi di Sanremo; avremmo dovuto registrare "Domenica In" lì, con tutti i cantanti del festival. Era il mio turno, così entrai e salutai tutti. Andai incontro a Mara Venier, che mi abbracciò. <Ma come siamo belle!> si complimentò, facendomi sorridere. <Grazie> sorrisi imbarazzata. <Che ne dici di cantare adesso?> mi chiese, guardandomi. <Certo> Sorrisi.
Everywhere I'm looking now I'm surrounded by your embrace Baby, I can see your halo You know you're my saving grace You're everything I need and more It's written all over your face
Baby, I can feel your halo Pray it won't fade away I can feel your halo (halo) halo I can see your halo (halo) halo I can feel your halo (halo) halo I can see your halo (halo) halo I can feel your halo (halo) halo I can see your halo (halo) halo I can feel your halo (halo) halo I can see your halo (halo) halo
Quando finì, tutto il pubblico era in delirio; chi si alzava per applaudire, chi urlava un "sei fantastica!" chi, invece, si limitava ad applaudire restando seduti e sorridendo felici. <Grazie> mimai con le labbra sorridendo. Mi voltai verso Mara, che nel frattempo aveva un mazzo di fiori in mano. La ringraziai sorridendo.
Finita la serata, potei finalmente tornare a casa, ma non prima di aver salutato una persona. Mi avviai verso i camerini; ed eccolo lì. Appena si accorse della mia presenza, smise di parlare con Giulio Nenna, e venne verso di me. <Ciao> lo salutai sorridendo. <Ciao Sher> mi strinse in un abbraccio, al che mi colse alla sprovvista. Ricambiai l'abbraccio. <Perchè sei qui?> chiese confuso, spostando alcune ciocche che erano davanti al mio viso. <Sono venuta qui prima di partire> lo guardai negli occhi. <Capisco> annuì con il capo. Ci guardammo per un tempo indefinito, quando non squillò il mio cellulare. <Scusami> mi scusai con lui prendendo dalla borsetta il mio cellulare. <Pronto?> Era Edoardo, mio cugino. <Sono qui davanti> mi disse <Oh, ok. Arrivo allora> lo salutai, e chiusi la chiamata. <Devo andare, c'è mio cugino che mi aspetta> lo guardai. Lui annuì solamente con il capo. <Che c'è? Ti sei mangiato la lingua?> dissi ridendo, <No> scosse il capo, sorridendomi. <Meno male> risi. <Sai che sei bella?> mi disse all'improvviso, accarezzandomi una guancia con il pollice. Feci una faccia confusa. <Perchè mi dici questo?> gli chiesi. <Perchè mi andava, e poi è la verità> alzò le spalle. Sorrisi. <Io adesso devo andare> dissi <Va bene> sospirò, guardandomi. <Ci rivedremo, vero?> chiese lui speranzoso facendo una faccia da cane bastonato. Sorrisi tenera a quella sua espressione. <Solo se tu lo vorrai> alzai le spalle. <A me va> <Allora anche a me> Sorrisi. Lo abbracciai, allacciando le braccia intorno al suo busto, poggiando la testa sul suo petto. <Ci vediamo, allora> mi disse, carezzandomi i capelli con una mano, mentre l'altra era appoggiata sul mio fianco. Farfalle nello stomaco: attivate <Certo> <Verrai a sentirmi all'Arena di Verona?> mi chiese, prima di "lasciarci". Lo guardai negli occhi, staccandomi di poco dall'abbraccio - avendo solo le braccia intorno al suo busto -. <E me lo chiedi anche? Certo!> lo abbracciai di nuovo, sorridendo. Ci staccammo dall'abbraccio, e lui mi lasciò un bacio tra i capelli.