Sherlin, ragazza di 25 anni, è una cantante di successo nel mondo della musica in quasi tutto il mondo italiano. Il suo primo e vero "concerto", è stato all'età di 15 anni sul palco della sua stessa città dove lei è nata. Partecipando al Festival di...
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Oggi era il grande giorno; la finale del festival. Da una parte non vedevo l'ora finisse, così avrei potuto riposarmi, mentre dall'altra no; insomma, avrei dovuto "lasciare" tutte queste persone fantastiche che avevo conosciuto in questi giorni, e un pò mi dispiaceva.
Ero in bagno a cambiarmi - applicando sulle labbra un rossetto nude -, quando qualcuno bussò alla porta. Sbuffai, riponendo il rossetto nella pochette. <Arrivo!> urlai per farmi sentire; andai ad aprire, e mi ritrovai di fronte Filippo. <Ei> mi salutò lui, accennando un sorriso. <Ciao!> lo salutai di rimando <Hai bisogno di qualcosa?> <Veramente no> fece spallucce <Volevo solo passare qui da te per sapere come stavi> Sorrisi. In effetti, ieri non ero stata molto bene, e lui, bè, diciamo che in un certo senso si era preso "cura" di me. Sorrisi a quel ricordo.
Ieri
<Hai spaccato amore!> Nina venne verso di me abbracciandomi forte. <E perché tu no? Mi hai fatta piangere!> esclamai, ricambiando il dolce abbraccio. Rise. <Noi andiamo a farci un giro, vi va di venire con noi?> nella conversazione si intromise Emma, circondando un braccio sulle nostre spalle. <Io passo> risposi <Non sto tanto bene sinceramente> <Cos'hai?> mi chiese preoccupata Angelina <Non saprei> mi portai le dita alle tempie <È come se, avessi dei giramenti di testa ma.. nulla di che> scrollai le spalle, staccando le mani dalle tempie e guardando loro sorridendo, cercando di farle tranquillizzare. <Si vede che non stai bene Sher, hai il viso pallido> Angelina portò le sue mani sulle mie guancie, poi posò le labbra sulla mia fronte per testare se effettivamente avessi la febbre. <Be, in effetti scotti> annuì alle sue stesse parole. <Ci mancava solo questa> sbuffai, alzando gli occhi al cielo. <Adesso tu> mi puntò un dito contro Emma <te ne vai in stanza, e ti riposi> disse con tono da rimprovero, come se fosse mia madre. Risi <Va bene> sorrisi loro <Allora io vado, divertitevi eh, mi raccomando!> Le salutai, e ritornai in stanza. Erano ormai le due di notte; tutti erano fuori a festeggiare, o semplicemente erano chiusi nelle loro stanze - come me. Indossai il pigiama, e andai in bagno per potermi struccare; presi lo struccante, e lo passai per tutto il viso. Mi sciaquai la faccia con acqua fredda e poi presi l'asciugamano e me la passai sul viso. La riposi dov'era prima, e uscì dal bagno. Ero pronta per mettermi sotto alle coperte, quando sentì bussare alla porta. Inarcai un sopracciglio; dissi un debole "arrivo", e mi avviai verso quest'ultima. Aprì la porta, e mi trovai davanti Filippo. <Fil> sussurrai <Cosa ci fai qui?> <Mi hanno detto che non stavi bene, così sono passato da te> mi guardò con la faccia preoccupata <e passare del tempo con te> aggiunse Sorrisi debolmente, intenerita da quelle sue parole. <Ti ringrazio Fil, non dovevi> mi feci di lato per poterlo far passare; così lui non se lo fece ripetere due volte ed entrò dentro. Chiusi la porta alle mie spalle. Mi avvicinai al letto e mi ci sedetti sopra; lui fece lo stesso. Restammo in silenzio per un tempo indefinito, quando lui non decise di parlare per primo. <Allora, come stai?> mi chiese, guardandomi negli occhi. <Bè, mentirei se ti dicessi che sto bene> risi Lui però non rise, rimase con l'espressione seria sul volto. Smisi allora di ridere, abbassando lo sguardo. <Prima, ho avuto un giramento di testa> iniziai <Forse è dovuto allo stress, o a qualcos'altro> <Hai mangiato?> <Come?> chiesi confusa, guardandolo. <Ti ho chiesto se avessi mangiato> ripetè Rimasi in silenzio, abbassando la testa. <Sherlin> disse con tono da rimprovero. <Non avevo fame ok?> Risultai un pò brusca, perchè lui si alzò e andò verso la finestra. <Fil..> lo richiamai piano, avvicinandomi a lui Lui si girò a guardarmi. Mi persi in quegli occhi; così verdi e immensi. <Dovevi mangiare qualcosa Sher> mi disse, portando le mani sulle mie guancie, accarezzandomele con i pollici. Sorrisi chiudendo gli occhi, beandomi di quel tocco così delicato. Inclinai di poco lo sguardo riaprendo gli occhi, giusto per rimanere a contatto con i suoi occhi; ero poco più bassa di lui, gli arrivavo a malapena alla spalla. <Hai sonno?> mi chiese dopo un pò. Annuì con il capo. Allora lui non se lo fece ripetere due volte, e mi accompagnò a letto; gli feci spazio nel letto. Lui accolse quella richiesta, e si stese accanto a me. Mi girai su un fianco per poterlo guardare bene in faccia. <Perchè mi guardi così?> chiese ridendo. Alzai le spalle. <Non posso guardarti?> Sorrise. <Dai, adesso dormi. Sei stanca, e non dirmi di no perché si vede> mi puntò un dito contro facendomi ridere. <Va bene va bene> risi. Mi misi sotto le coperte; nel frattempo lui mi avvolse tra le sue braccia. Poggia una mano sul suo petto, e solo adesso mi accorsi che aveva solo una maglietta bianca - in cui si poteva intravedere il suo tatuaggio a forma di serpente - e i pantaloni della tuta. Insieme alla mano, poggiai anche la testa sul suo petto; lui mi passò una mano tra i miei capelli mori, facendomi rilassare. <Buonanotte piccina> mi lasciò prima un bacio tra i capelli, poi uno sul naso. Sorrisi; si stava bene tra le sue braccia.
Oggi
<Meglio, grazie> sorrisi <Vieni qui, dai> allargò le braccia, dove io mi ci fiondai al suo interno. Mi lasciò un dolce bacio tra i miei capelli, facendomi sorridere.
Continua...
Angolo autrice: ok, devo ammettere che questo capitolo mi piace molto! ci vediamo domani con il prossimo capitolo! baci baci ari 🧚🏼♀️