epilogo

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epilogo

Sherlin pov's


23.11.24

Ero sul divano, con la piccolina vicino a me; stavamo guardando la televisione.
«Allora, pulcino, che ne dici di andare da papà?» le chiesi guardandola.
Lei, anche se non capiva ancora bene le parole, batté le mani felice; ormai, la piccola Rolex aveva sette mesi.
«Okay, allora andiamoci a preparare» la presi in braccio, presi il telecomando e spensi la TV.
Salì in stanza, con la piccola in braccio, ed entrammo in stanza.
Le tolsi i vestitini che indossava per casa, e gliene misi dei puliti, per uscire; niente di troppo eccessivo, insomma, era una bambina ancora piccola.

@ sherlinsmith

piace a jolanda

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piace a jolanda.fanti e altri
sherlinsmith ecco il significato di felicità; sette mesi con te, pulcino♥️

jolanda.fanti
la mamma più bella♥️
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giulio.nenna
️♥️♥️♥️
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irama.plume
le mie principesse 🤍
↪️ amore mio ♥️

laperfetta_eva
stupende ♥️
↪️ cuoricino 🥹

alicebsinger
🤍.
↪️ ali ❤️

ariane_diakite
bellissime 🤍
↪️ ari bella 🥹❤️

Arrivammo presto da Filippo, dato che lo studio dove lavorava non era molto lontano da casa nostra.
«Siamo arrivate» annunciai, guardando Rolex, che nel frattempo sorrideva.
Dal vetro si vedeva già un po' di movimento, tra risate, chiacchiere e l'inconfondibile suono ovattato della musica in fase in mix.
Bussai leggermente.
Dopo pochi secondi, fu Giulio ad aprire.
«Oooh, ma guarda chi c’è!» fece spalancando la porta. «Entrate ragazze!»
«Ciao Giuli,» dissi sorridendo. «Siamo venute a rompere un po’.»
«Ma che rompere, siete una benedizione!» Si abbassò per salutare la piccola Rolex, che nel frattempo agitava le braccia eccitata. «Ciao amore, sei venuta a vedere il papà?»
Camminai dentro lo studio, e appena varcai la soglia, lo vidi: Filippo era in piedi davanti al microfono, le cuffie appoggiate sulla spalla, mentre rideva con Giuse e Ame.
Appena ci vide, si girò verso di noi e gli occhi gli si illuminarono.
«Ma che sorpresa!» tolse del tutto le cuffie, sorridendo come un bambino. «Vieni qui, piccola pulce.»
Mi avvicinai e gliela passai tra le braccia. Rolex fece un versetto felice e subito allungò le manine verso Amedeo.
«Vuole ‘Deo’, come sempre,» dissi ridendo.
Era così che la piccola Rolex lo chiamava; la prima che volta che ha pronunciato il nome "Deo", Amedeo non ha fatto altro che sorridere come un bambino a cui gli si regala le caramelle.
«Eccomi amore,» disse Amedeo, prendendola in braccio e facendola volare in aria. «La mia fan numero uno.»
«La tua stalker, vuoi dire,» rise Giuse. «Non ti molla mai quando entri in casa.»
«Anche perché le dai sempre da mangiare di nascosto,» puntualizzai, incrociando le braccia.
«Piccoli dettagli,» rispose alzando le mani.
Mi voltai verso Filippo, che ora mi guardava con quel suo sguardo pieno. Si avvicinò e mi sfiorò il fianco con la mano.
«Come mai siete venute?»
«Ci stavamo annoiando a casa,» dissi. «E poi la signorina ha fatto un piccolo capriccio davanti alla porta. Ho interpretato come ‘portami da papà’.»
«Direi che ha fatto benissimo,» disse lui, dandole un bacio leggero sulla fronte. Poi mi guardò. «Ti va di restare un po’? Sto finendo un pezzo, ma giuro che poi sono tutto vostro.»
«Solo se me lo fai sentire.»
Lui sorrise. «Ci puoi scommettere.»

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