INQUIETUDINE

66 9 63
                                        

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.


Chiudo la porta della suite e mi incammino lungo il corridoio mentre chiamo Lily «Ehi, come va?»

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.

Chiudo la porta della suite e mi incammino lungo il corridoio mentre chiamo Lily «Ehi, come va?»

Dall'altro capo del mondo mi giunge uno sbadiglio assonnato.

«Bella addormentata sei ancora a letto? Da voi non dovrebbero essere le due di pomeriggio?»

«Si, mi sono svegliata ora. Ho fatto tardi ieri sera» ha la voce roca e impastata, sono partita da poco più che un giorno e già si è data alla vita mondana? Nel soporifero villaggio dove viviamo? Non è che si è messa ad indagare da sola sugli strani eventi?

«Lily, va tutto bene?» no, mi sto facendo film mentali assurdi. Figuriamoci se la timorosa Lily si mette a cercare strani uomini con la bombetta. 

«Si, non ti preoccupare. In realtà sono stata sveglia a leggere tutta notte» la immagino seduta sul letto a gambe incrociate che si strofina gli occhi.

«Non ti stai ammalando, vero? Hai la voce strana. Sai, Alberto è stato male, credo sia una forma influenzale. Adesso è molto debole e pallido, ma si sta riprendendo. Non è che ti ha infettato?»

«No, sono in perfetta forma. Mi sono fatta solo suggestionare dal libro e ho avuto un incubo. Tutto qui.» 

«Ora ti devo salutare, tra poco inizia il servizio fotografico e sto andando a fare colazione. Ti richiamo più tardi, ok?»

«Va bene. Divertiti!» la voce sembra tornata al giusto tono. Sono una stupida che si preoccupa troppo. Va tutto bene. Non sono abituata a questa pace. Lily ha un passato burrascoso alle spalle e temo che possa ricadere tra le grinfie di uno psicopatico che l'allontani da me. Non potrei sopportarlo. Non di nuovo. Sono consapevole di essere possessiva nei suoi confronti, in questi pochi anni di amicizia, lei è diventata una presenza indispensabile nella mia vita. Il solo pensiero che un giorno o l'altro possa allontanarsi, per costruirsi una vita tutta sua, mi terrorizza.

Ciò che provo deve esser tenuto sotto stretto controllo, non posso lasciarmi andare, altrimenti monopolizzerei tutte le sue relazioni per tenermela vicino. Non è corretto. Non è  un atteggiamento sano.

I Messaggeri di Hermes (Sempiternus)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora