Capitolo 5: Un piccolo casino

360 13 2
                                    

Amelia's Pov

Ero in macchina e stavo andando a casa di Jasmine per un lavoro che dovevo fare con lei.

Appena arrivo suono il campanello, salgo le scale e alla porta trovo Riccardo.

Lo saluto ed entro in casa, ma sul divano trovo una persona non gradita: Simone.

Mi si gela il sangue e in quel momento penso che sarebbe stato meglio restare a casa.

O forse no. No. Non è vero, non penso a quello, penso alla serata che avevo passato con lui. Alle sensazioni che avevo provato ieri sera in quel bagno, alla sua bocca sul mio corpo, alla sua pelle che mi faceva sentire su un altro pianeta, alle sue parole sussurrate all'orecchio.

-Ciao Simo- riesco a dire dopo qualche secondo.

Lui mi risponde con un semplice -Ciao- che però non riesco neanche a realizzare.

Dunque vado da Jasmine, che si trovava nello studio suo e di Ricky, sperando che quando tornerò di là non ci sarà più Simone.

Mi metto a sedere accanto a Jaz e iniziamo subito a lavorare: non dovevo raccontarle nulla della scorsa sera, sapeva già tutto e forse fin troppo.

Mentre lavoriamo però non riesco a smettere di pensare che nell'altra stanza c'è Simone: vorrei sapere come sta, cosa sta facendo, cosa pensa di me, cosa pensa di ieri sera e soprattutto se gli ha fatto lo stesso effetto che ha fatto a me.

Simone's Pov

-Perché è qui?- domando a Riccardo dopo aver visto Amelia.

-È amica di Jasmine-

-Non l'aggio mai vista in tutto 'sto tiempo che so amiche e mo è sempe 'ccà- ribatto gesticolando.

Sospiro. Penso ad un modo per essere obbligato ad andare nella stanza in cui si trova e magari parlare con lei.

-A che pensi?- Ricky mi riporta alla realtà.

-Le devo parlare-

-E che le devi dire?-

Non ne ho idea, vorrei solo baciarla. Ma questo a Riccardo non lo dico. In realtà a Ricky non dico proprio niente, perché quando sto per rispondere alla sua domanda, in stanza entrano Jasmine ed Amelia.

Non dicono nulla, Jaz va a prendere delle fragole mentre Lia l'aspetta sulla soglia della porta.

Mi giro a guardarla. La mia voglia di conoscerla non smette di penetrarmi il cervello. Così mi alzo dal divano e vado verso di lei.

Mi guarda e le dico -Ti posso parlare?-

LA TUA UNICA MELODIA || Simone PacielloDove le storie prendono vita. Scoprilo ora