Victor's point of view
- Victor! - esclama, sorpreso. Non ne capisco il motivo, questa mattina gli ho chiesto se ci saremmo visti più tardi...
- Ciao, Raphael. Ho chiesto a tuo padre se posso rapirti per un po'.
Lo guarda speranzoso. Hanno gli occhi del medesimo azzurro cielo. Davvero stupendi.
- Papà... posso? - chiede, supplicante. Quanto è carino?
Suo padre sospira, ma sorride. Sotto sotto è divertito.
- Sì, Raphael. Torna prima di cena e non fate cose strane, mi raccomando.
Lo abbraccia, ancora. Si vede che si vogliono molto bene.
- Grazie, papà!
Io sorrido, poi gli porgo una mano. Raphael mi sbircia timidamente di sottecchi, prima di afferrare la mia mano e stringerla delicatamente.
In breve raggiungiamo il parco. Passando attraverso di esso si può arrivare in breve tempo a casa mia. È molto comodo per papà quando deve portare a spasso i cani. Un tempo, quand'ero un bimbetto piccolo e carino, adoravo andare con lui e giocare con i cani.
- Victor... dove stiamo andando? - chiede il mio adorabile compagno. Quando si rivolge a me ha sempre un tono di voce basso, sembra quasi timoroso di parlarmi.
Non mordo, Raphael, lo sai? O almeno... non ancora.
- Non lo so, tu dove vuoi andare?
Lui scrolla le spalle.
- Va bene, allora andiamo a casa mia - dico, sorridendo con sicurezza. La sua mano nella mia è piccola, calda, delicata.
- C-cosa? - boccheggia, lasciandosi tirare. È così ingenuo...
- Non sei d'accordo?
Scuote il capo in maniera buffa. È così dannatamente carino.
- P-papà ha detto di non fare cose strane!
Rido. È arrossito solo al pronunciare 'cose strane'. Ho notato che avvampa facilmente, soprattutto in mia presenza.
- E allora non faremo cose strane, no?
Raphael non dice nulla, seguendomi docilmente. Bravo ragazzo.
- Victor...
- Mi dispiace per Shougo, sai? - lo interrompo. Abbassa lo sguardo. Nei suoi occhioni azzurri potrei leggere la storia della sua vita.
- Anche a me... - mormora, mordicchiandosi il labbro inferiore. Vorrei baciarlo, ma non riesco a capire che pensieri gli stiano passando per la mente.
- Victor...
- Mi dispiace anche di essere stato brusco, con te.
Alza il capo, fissandomi con stupore.
- Q-quando? - domanda. Possibile che abbia già archiviato tutto?
- Quella sera. Sotto il lampione. Mi sembrava che ci fossi rimasto male... - spiego. Diamine, non sapeva quanto io ci fossi rimasto male a non essere riuscito a baciarlo.
Ancora una volta resta in silenzio per un po'.
- Non fa niente...
Ormai siamo quasi arrivati a casa mia. Una sensazione indefinita si agita sul fondo del mio stomaco. Ho bisogno di una conferma, di non star facendo un errore colossale.
- Raphael... - dico, lentamente. Ci fermiamo. Il suono del suo nome scivola come quello di un diamante prezioso sulle mie labbra. - Io ti piaccio, non è vero?
Avvampa violentemente, penso che negherà fermamente, annuirà col capo o, in uno slancio di intraprendenza, mi bacerà.
Invece non dice nulla, assorto nei propri pensieri ma non abbastanza da estraniarsi dal mondo. Di tanto in tanto mi spia di sottecchi, le nostre mani ancora legate l'una all'altra come vorrei fossero i nostri cuori.
Alla fine sospiro e lascio cadere la conversazione, sapendo che è inutile insistere. Sto sbagliando tutto, vero?
Pensavo... pensavo davvero di piacergli almeno un po'. Insomma, i segnali non sono quelli? Arrossisce. Balbetta. Mi fissa. Cerca il contatto fisico. Si preoccupa per me. Non si sottrae se lo bacio. Sta solo giocando?
- Raphael... - sospiro di nuovo. Ormai siamo arrivati alla porta di casa. - Vuoi salire?
Lui trema ed avvampa, quasi avesse la febbre.
- E i tuoi genitori? - chiede. Deglutisco il più piano possibile e gli passo una mano fra i capelli. Sono la cosa più morbida che io abbia mai accarezzato.
- Lavorano fino a stasera - lo rassicuro. Be'? Dài, dimmi che non vuoi salire e facciamola finita.
- Okay... - mormora, abbassando lo sguardo e stringendo la mia mano.
Sgrano gli occhi.
- Eh?
- Salgo.
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Semplicemente tu
RomanceCiao a tutti, mi chiamo Raphael, ho quindici anni e questa è la mia storia. I miei genitori forse li conoscete, sono una scrittrice famosa e un avvocato molto richiesto. Se non vi dicessero nulla, i miei zii non potete non ricordarveli: ora sono un...
