Malintesi, litigi e baci rubati

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Raphael's point of view

Sono passate circa tre settimane dal concerto. Si respira felicità nell'aria, l'atmosfera regnante è calma e porta ad essere tutti più gentili, forse anche per via del Natale che è alle porte, insieme al compleanno mio e di Jake.

Stento a credere che Victor sia il mio ragazzo da quasi tre mesi. Non che tra noi sia successo chissà cosa, la nostra relazione non è evoluta ulteriormente. Dopo avermi confessato che gli piaccio tanto, non mi ha detto più nulla.

Ed ora, quasi per caso, lui sta parlando con qualcuno al cellulare e io sto origliando ben poco educatamente da dietro una colonna. La scuola è finita, e ciò mi fa sembrare ulteriormente un ficcanaso. O uno stalker.

- Eh? Ah... no, non stiamo più insieme... - lo sento dire, prima di scoppiare a ridere fragorosamente.

C-cosa? Si riferisce a me?

Arriva lo zio Brad, in ritardo come al solito.

- Raphael? Che fai? Qualcosa non va?

Sobbalzo e cerco di sembrare indifferente.

- T-t-tutto b-bene. A-andiamo.

Una volta a casa, non posso fare a meno di continuare a pensarci. Mia madre mi serve la cena e mi osserva pensierosa.

- Tesoro? Non mangi? - chiede. Io fisso ciò che ho nel piatto con un nodo che mi chiude la gola. Mi è passato l'appetito. Deglutisco.

- Sì, sì... adesso mangio, ero solo... perso in altri pensieri.

Papà mi dà una pacca sulla spalla.

- Il nostro mangione che non ha fame?! Ahi ahi, qui è successo qualcosa di grave! - esclama. Io non commento, continuando a masticare. Mastica e non pensarci, Raphael, mastica, mastica e mastica.

Non ne ho mangiato neanche un quarto quando sento una nausea tremenda pervadermi dalla testa ai piedi e il magone trasformarsi in una montagna di lacrime.

- Scusate - dico, allontanando il piatto da me e scappando in camera mia.

Mi lascio cadere sul letto e affondo il viso nel cuscino, singhiozzando il meno rumorosamente possibile. Vorrei farmi consolare e rassicurare da Victor, ma è proprio lui il problema. Mi sta prendendo in giro, dunque? Dopo quasi tre mesi si riduce tutto a uno scherzo?

Sento i miei genitori in cucina discutere.

- Credi che gli sia successo qualcosa? Bullismo?

Mio padre sospira.

- Non credo... anche se non lo escludo. Ma penso ce lo direbbe. Forse... Victor?

- Sembrava così felice... oh, Niko, so che non dovremmo intrometterci, però vederlo così fa male anche a me.

- Provo le tue stesse emozioni, tesoro. Diamo tempo al tempo, vediamo che succede.

- Va bene... sai, Niko? Ti amo.

- Anch'io, Emma. Ti ricordi quanto ci hai messo per capirlo?

Ridacchia, la mamma.

- Tanto...

Smetto di ascoltarli e continuo a piangere. Non credo che Victor mi amerà mai, né ora né in un futuro abbastanza prossimo.

~~~

Il mattino dopo mi sento uno schifo, uno schifo di come quando ti va tutto a rotoli. Una vocina nella mia mente mi chiede se io non stia saltando a conclusioni affrettate, ma la ignoro. Non è che si possa fraintendere.

Semplicemente tuDove le storie prendono vita. Scoprilo ora