I raggi del sole mattutino raggiungono lenti anche i miei occhi, che rifiutano ancora di aprirsi.
Respiro profondamente per incamerare quanta più aria possibile nei polmoni.
Mi rigiro nel letto, sentendo le coperte arrotolarsi sulle gambe.
Suoni ovattati arrivano da qualche parte fuori la mia camera e decido che non sono degni della mia attenzione, ora.
O meglio, vorrei che non lo fossero.
Come se qualcuno capisse, in base al mio respiro, la qualità del mio sonno, una decina di cameriere e mia madre entrano, facendomi sobbalzare.
«Il sole è alto, Anya, e aspetta solo di vederti!» trilla mia madre, aiutando le cameriere ad aprire le tende.
«Potresti dirgli di presentarsi in un altro momento?» controbatto, con la bocca ancora impastata.
Mia madre si accomoda sul giaciglio accanto a me.
Mi osserva per poi prendere una ciocca dei miei capelli tra le dita.
«Dovremmo acconciarli un po', cara. Sono così lunghi.»
«Li adoro!» mi attorciglio questi intorno ad un dito.
«Credo che anche a Bryce piacciano» mento, ma so che questa bugia funzionerà.
La Regina mi rivolge un dolce sorriso.
«Allora potrai anche fare invidia a Raperonzolo» mi accarezza una guancia.
«Quale vestito preferisce indossare quest'oggi, Principessa?» mi chiede una delle cameriere, mostrandomi due dei vestiti che normalmente utilizzo per le uscite giornaliere.
Ne indico uno azzurro, con dei ricami bianchi sugli orli.
«Perché l'abito giornaliero, madre?»
«La modista ci aspetta per iniziare a confezionare l'abito nuziale, Anya» dice lei, avanzando verso la toeletta e recuperando la spazzola.
«Non sarà affrettato recarvisi così presto? Non abbiamo nemmeno la data ufficiale delle nozze» provo a convincerla. La verità è che oggi, più rispetto agli altri giorni, non ho assolutamente voglia di pensare a questo assurdo matrimonio.
«In realtà...» comincia, mentre prende a spazzolarmi i capelli ciocca per ciocca.
«Si...?» la sollecito a continuare
«Io e Biancaneve riteniamo che sia ottimo che le nozze si svolgano all'inizio del mese di luglio. Il cinque luglio, precisamente.»
Sbarro gli occhi.
«Per... Perché? Insomma, non avevamo concordato che si sarebbe svolto in piena estate?»
«Hai ragione, cara, ma vedi luglio è un mese perfetto per un matrimonio reale: non farà ancora eccessivamente caldo, il raccolto non rischia di rovinarsi per l'eccessivo calore e inoltre nessuno penserà di dare feste o eventi nel mese intermedio dell'estate» mi spiega, intrecciando alcune ciocche di capelli sui lati della testa.
«Non è possibile posticipare la data?» chiedo, celando il panico che pian piano mi assale.
«Tuo padre ha già ordinato di tappezzare la città di volantini affinché venisse annunciato il matrimonio, tesoro» mi posa un bacio sulla guancia, prima di alzarsi.
«Adesso vestiti, che la modista ci aspetta tra meno di un'ora.»
Una volta concluso il primo di lunghi appuntamenti con la modista, riesco a rifilare una scusa credibile a mia madre per lasciarmi proseguire da sola e arrivare fino al lago.
Incurante di sporcare il vestito che indosso, mi accomodo sul prato.
Poggio i gomiti sulle ginocchia, calando la testa.
Mancano due mesi.
Solo due mesi.
Il profumo delle piccole margherite mi riempie i polmoni. Se proprio questo matrimonio dovrà avere luogo mi piacerebbe che ci fossero tanti fiori, renderebbero più sopportabile l'atmosfera.
Colgo un fiore.
«Sai che così uccidi il Mondo?»
Mi giro verso destra.
Un ragazzo con i capelli scuri come la notte e gli occhi blu come l'oceano è appoggiato al tronco di un albero non poco distante da me.
«Era già appassito» guardo lo stelo piegato «Credo di avergli fatto un favore.»
«Perché lo pensi?»
«È inutile far soffrire qualcosa solo perché all'apparenza possa sembrare magnifico» accenno un sorriso e rigiro lo stelo tra le mani.
Piano piano il ragazzo mi si avvicina, continuando a osservare quello che una volta era un fiore.
«Non credo che ti stia riferendo ad un "qualcosa".»
Alzo gli occhi verso di lui, inchiodandoli nei suoi.
«Sbaglio?»
«Lei chi è?»
«Dammi del tu. Non sono un lavoratore, né tantomeno un padre di famiglia» si accomoda vicino a me.
Annuisco.
Dalla casacca che porta scorgo un pezzo di carta.
Sembra accorgersi della direzione del mio sguardo e con una mano fruga dentro l'oggetto.
«L'ufficializzazione del matrimonio tra il figlio della Regina Biancaneve e la principessa del Regno Azzurro» cerca di stirare con le mani le pieghe sul pezzo di carta.
Mille spade mi trafiggono il petto e un milione di aghi ricoprono le ferite.
Resto in silenzio, avvolgendo una ciocca di capelli attorno ad un dito.
«Ritengo che sarà un evento mondano come gli altri. I due Regni vogliono solo unirsi e questo matrimonio simboleggia solo questa stupida unione .»
Non potrei essere più d'accordo, penso.
«Hai mai visto la principessa?»
Il fiato mi muore in gola.
Mi volto verso di lui e nei suoi occhi leggo curiosità.
Non sa chi sono.
«Forse. Sarà capitato qualche volta» rispondo, con un'alzata di spalle.
Non è mia consuetudine mentire così spudoratamente, ma per una volta ho bisogno di sfuggire dalla mia realtà fingendo di essere chi non sono, fingendo si essere una semplice ragazza che non vive con la paura di essere divorata da un orco.
«Mi è capitato di vedere il futuro Re qualche volta e, cavolo, sembra che una bacchetta magica gli sia finita nell'intestino.»
Scoppio a ridere.
Rido di gusto.
«Hai pienamente ragione» dico, ricomponendomi.
Anche lui sorride stavolta.
«Chi sei tu?» domando nuovamente, ora che i nostri occhi sono legati.
«Forse te lo dirò la prossima volta, principessa.»
Trasalisco.
«Chi ti dice che ci sarà una prossima volta?» inizio a temere che in realtà sappia tutto.
Che sappia tutto e che mi abbia solo preso in giro.
«Lo dico io» si alza, tendendomi poi una mano.
Esito.
«Su principessa, la vuoi una mano ad alzarti o no? Sto provando a fare il gentiluomo.»
Mi alzo da sola, non curandomi del terreno accumulatosi sugli orli del vestito.
«Smettila di chiamarmi così» dico.
«Va bene, ragazzina. Come dovrei chiamarti allora?»
«Te lo dirò la prossima volta» mi incammino sul sentiero per tornare in paese.
«Lo spero proprio» controbatte il ragazzo moro, il cui sguardo sento ancora fisso su di me.
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(NOT) A FAIRYTALE
ChickLitQuesta non è una favola. Anya è la figlia di Cenerentola. È destinata ad essere la futura regina dei due regni, sposando infatti il figlio di Biancaneve. Teme quest'unione più di qualsiasi altra cosa fino a quando divenire Regina non diventa una gue...
