La Course des Chefs è una delle più importanti gare culinarie del mondo. Tutti i migliori apprendisti degli chef più illustri e premiati si sfidano in una gara a colpi di pietanze raffinate per decretare un vero e proprio "Numero uno" della gastronomia. Una sorta di Olimpiadi, solo che al posto delle attrezzature sportive ci sono coltelli, padelle, pentole, sac à poche e chi più ne ha più ne metta. Si tiene ogni anno attorno metà ottobre niente meno che a Parigi, in una location sempre diversa: lo scorso anno si trattava di una sala privata del Louvre, due anni fa era un salone interno alla Bastiglia, l'anno ancora prima la gara era stata allestita in un tendone nei pressi della meravigliosa Tour Eiffel. Non si tratta solo di una competizione ma anche un modo per visitare la città con i suoi magnifici monumenti e ristoranti multietnici, conoscere gli chef di tutto il mondo e imparare tecniche e ricette sempre nuove.
Cavoli, quanto mi piacerebbe partecipare. Sospiro abbattuta e torno improvvisamente con i piedi per terra, non posso fare a meno di chiedermi chi sarà il prescelto di Allen Bearly per la gara di quest'anno.
Cercando di non farmi scoprire, lo guardo muoversi con sicurezza all'interno della cucina, le spalle enormi e le braccia possenti armeggiano con le padelle dando l'illusione che siano leggerissime, gli occhi azzurri sono concentrati sugli ingredienti colorati che ondeggiano dando vita alle fiamme, e quei capelli color del grano appena accentuati sotto al cappello bianco...
«Amelia Caufield!»
Mi sento rimbeccare da dietro e stringo le palpebre con forza. È ufficialmente ora di risvegliarsi dall'incantesimo: «Sì! Arrivo.»
Una donna di mezza età con capelli bianchi chiusi in una retina mi scruta severa, portando le mani ai gentili fianchi: «Ci sono ancora troppe pentole da lavare, non ci provare nemmeno a distrarti!»
Sospiro scuotendo la testa: «Scusi, signora Dietricht.»
Eva Dietricht è una sorta di capo dei lavapiatti/sguatteri del ristorante di Allen, temeraria e decisa come un generale e io, purtroppo, sono una dei suoi piccoli soldati che non può permettersi di trasgredire gli ordini.
Ah, se solo fossi io la prescelta dello chef per la Course des Chefs non mi tratterebbe in questo modo!
Ehm...Chi vuoi prendere in giro? Sei una lavapiatti, te lo sei dimenticato?
Maledetto il mio cervello. Odio avere sempre ragione.
Allen Bearly, il miglior chef d'America con sette stelle Michelin a carico, non porterà mai una come me a una gara così importante.
Torno a pulire l'incrostatura delle stoviglie e smetto di fantasticare. Resto con i piedi e la testa ben saldi per terra, altrimenti sono sicura che Eva mi caccerà dal suo esercito. E non posso certo permettermi di perdere questo lavoro.
***
Torno al mio piccolo appartamento stremata come sempre. Nonostante siano mesi che faccio la lavapiatti per Allen, le mie povere braccia non sono ancora abituate al dolore e alla stanchezza, e temo che mai lo faranno. Così come il naso non si abituerà mai all'odore di fritto che si incolla persino ai capelli, men che meno alla puzza di pesce sotto le unghie. Entro in bagno e accendo la doccia facendo sbuffare vapore caldo ovunque. Vivo in un alloggio in cui salotto, cucina e camera da letto sono in un'unica stanza, ma va bene così. Ho pagato tutto con i miei soldi e i miei sacrifici, non scambierei questo "buco" per nulla al mondo anzi, ne vado estremamente orgogliosa. Mi butto sotto la doccia con gli occhi chiusi, faccio scivolare via la stanchezza e finalmente assaporo il dolce profumo del bagnoschiuma al lampone, stiracchiandomi e portando le mani al cielo. Sono stanca, sì, ma felice come ogni volta in cui torno a casa dopo il lavoro.
Sono nata in un paesino del Montana, uno di quelli in cui tutti si conoscono e non succede mai niente, subito dopo aver preso il diploma e una volta raggiunto un minimo di stabilità economica, mi sono trasferita a Manhattan con in mano due valigie e la benedizione dei miei genitori. Bella la tranquillità di paese, ma sentivo e sento tutt'ora di avere bisogno di molto di più per stare bene. Il lavoro nella cucina di Allen l'ho trovato grazie a un'agenzia e sono stata assunta dopo il primo mese di prova. La paga è buona, gli orari abbastanza decenti fatta eccezione per quando mi tocca il turno serale ma va bene così.
Ho una specie di stabilità e tutto sommato non mi sta andando così male. C'è chi sta sicuramente peggio e seppur si tratta di un pensiero triste, la cosa mi consola.
Voglio dire, non a tutti capita l'occasione di lavorare per Bearly, anche se si tratta di un impiego come lavapiatti.
Allen ha trentacinque anni, ed è diventato famoso a soli ventitré grazie alle sue abilità culinarie. È stato uno dei primi a vincere la Course des chefs, e una volta incassato il premio in denaro ha aperto il suo locale proprio qui, a Manhattan, chiamandolo SeaSide. Quando ho sostenuto il colloquio, ammetto di essere subito rimasta folgorata dal suo aspetto anche se già lo conoscevo bene grazie alle riviste di cucina e alle sue apparizioni in televisione. Ciò che mi ha colpito è stato il suo portamento così fiero e quegli occhi così chiari ma allo stesso tempo carichi di fuoco. Uno sguardo che un giorno vorrei anche io.
Penso a lui anche mentre ceno con gli avanzi del pranzo di ieri, guardo qualche schifezza in televisione e alla fine cedo a uno dei tanti video su Youtube che parlano del mio beniamino.
Cavoli, quanta strada ha fatto per essere così giovane.
E all'improvviso, dentro di me sento scattare qualcosa, una scintilla che non si accendeva da tempo.
Da quando sono andatavia da quel paesino del Montana per inseguire il mio sogno, sento che quelloche ho non mi basta più. E ho tutta l'intenzione di trovare ciò che mi manca, qualunqueessa sia!
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Macaron Love - Gerini Alice (racconto)
RomanceAmelia Caufield ha un sogno: vincere la prestigiosa gara culinaria Course des Chefs e venire eletta la migliore apprendista chef del mondo. C'è solo un problema: attualmente è "solo" una lavapiatti, anche se nel ristorante di uno dei cuochi più in v...
