Allen vive in un loft che è almeno tre volte più grande rispetto al mio mini appartamento, il che non dovrebbe sorprendermi eppure non riesco a trattenere un verso di stupore. Ad affacciarsi sull'ingresso c'è una sala dove troneggia uno splendido divano color bianco panna, un televisore al plasma circondato da una libreria e, accanto ad esso, una terrazza con vista sulla città, talmente bella da mozzare il fiato. Il sole riverbera sugli acciai e i vetri dei grattacieli rimbalzando nella stanza, creando giochi di luce tanto accecanti quanto meravigliosi. Incantata dalla visione di qualcosa che non potrò mai permettermi, seguo il padrone di casa come sotto ipnosi verso quello che è il suo regno: la cucina. Somiglia molto a quella del ristorante tanto è attrezzata e pulita. La prima cosa che mi colpisce, tuttavia, è il profumo che aleggia nell'aria, il dolce residuo di un pasto preparato chissà quando.
«Mangiamo in terrazza, ti va?»
È una domanda retorica perché con la coda dell'occhio intravedo una tavola preparata, ma annuisco comunque. Come un vero gentiluomo mi accompagna all'esterno, da quassù il caldo è più sopportabile grazie a un piacevole venticello che accarezza i capelli. Da lontano si vede la Statua della Libertà che sembra volermi salutare con la sua fiaccola perennemente alzata. Il traffico della metropoli viene ammutolito dall'altezza per lasciare spazio a un brusio di sottofondo che diventa quasi piacevole.
«Champagne?» la voce di Allen mi arriva alle spalle.
Addirittura?
«Sì, grazie» riesco a dire trattenendo l'entusiasmo.
Si avvicina con in mano due calici e me ne porge uno. Osserva con attenzione il colore giallo chiaro e le bollicine che corrono fitte verso l'alto. Annusa il contenuto avvicinandolo alle labbra, ma prima di bere fa uno strano verso indicandomi con la mano libera.
«Prima vorrei farti una proposta.»
Se ti chiede di sposarlo, accetta.
Chiudo gli occhi per un istante, anche se mi viene da sorridere alla sciocchezza appena partorita dalla mente. Dubito che desideri diventare mio marito, anche perché ci "frequentiamo" – anche se non credo sia la parola giusta – da qualche mese, è ancora troppo presto per un passo così grande.
«Amy, so bene che sto per chiederti molto, ma non lo farei se non conoscessi le tue capacità.» Allen mi guarda negli occhi diventando improvvisamente serio «Voglio dimostrare che il talento esiste, ma è sprecato se non viene stimolato nel modo giusto. Inoltre, voglio che tutti riconoscano che anche una semplice apprendista può gareggiare contro i migliori, se mossa dalla forza di volontà. E tu ne hai da vendere. Ci sarà da lavorare, ti porterò allo stremo, ti farò incazzare come un serpente ma...
Oh mio Dio, sta succedendo davvero?!
«Ti andrebbe di essere la mia allieva nella prossima Course des Chefs, ad ottobre?»
Non ci credo.
Prima ancora che possa dire qualsiasi cosa o realizzare cosa sta succedendo, sento il cuore stringersi in una morsa e non riesco più a respirare. Poggio il bicchiere di champagne sul tavolo prima che le forze mi abbandonino e il prezioso contenuto si versi sul pavimento. Stringo la pelle tra le dita, affondo le unghie nella carne provando un dolore meraviglioso, assicurandomi di non stare sognando. In un misto tra felicità e incredulità, inizio a piangere senza che possa farci nulla, coprendo gli occhi con entrambe le mani.
Altro che proposta di matrimonio.
Per la prima volta nella mia vita, la realtà ha superato la fantasia. Se un giorno dovessero chiedermi di descrivere la felicità racconterei questo momento, anche se sono sicura che non riuscirei mai a trovare le parole giuste per una degna descrizione. Certe cose per comprenderle appieno si possono solo vivere.
Non riesco a smettere di piangere nonostante stia chiedendo al cervello di fare qualunque cosa pur di smettere, nemmeno trattenere il respiro serve a qualcosa. Dov'è la parte razionale? Si è ammutolita come il resto del mondo ai nostri piedi.
Il braccio di Allen mi avvolge con delicatezza, il suo profumo di cui attualmente non riesco a riconoscere la fragranza, è un meraviglioso sostituto dell'aria che ci circonda. «Credo in te, so che puoi farcela» sussurra piano, ma aumenta la stretta come a volere sottolineare l'intenzione delle sue parole.
«Grazie» riesco a piagnucolare, chiudendo il viso nell'incavo della sua spalla. Resterei qui per tutta la vita, metterei il mondo in pausa e getterei il telecomando dalla cima del grattacielo.
Finalmente ritrovo le parole, sbloccate dal cuore una volta concluso lo sfogo «Non ti deluderò!» lo urlo, perché ora come ora non sono più padrona di niente, neanche di quello che c'è nella mia testa. Lo urlo perché voglio che mi sentano tutti. «È un sogno!»
«Realizziamolo per entrambi.»
Mi tuffo di nuovo sul suo petto e penso che non esista posto migliore in nessun angolo dell'universo. Non mi sono mai sentita così libera seppur chiusa in uno spazio tanto stretto come un abbraccio.
Riesco a calmarmi dopo qualche minuto e forse proprio grazie alla forza e alla sicurezza delle sue braccia, all'ascolto del suo cuore che batte all'unisono con il mio. Finalmente possiamo brindare a questa meravigliosa sorpresa. So che ci sarà da lavorare - e pure tanto -, ma ora come ora voglio solo godere della felicità che aleggia nell'aria.
Per l'occasione Allen ha preparato un'aragosta cucinata alla perfezione su una misticanza condita con un goccio di panna acida. Inutile dire che tutto si scioglie al palato e le papille gustative fanno festa ogni volta in cui un pezzetto di cibo entra in bocca.
Mi aspetto che spieghi qualcosa in più sulla gara ma non lo fa, anzi, preferisce chiedere di me, della mia famiglia, del mio passato. Vuole sapere tutto dell'allieva che metterà di fronte ad altri professionisti. Mi sento piccola piccola all'idea che incontrerò gli chef migliori del mondo con i loro studenti che si preparano da una vita intera per vincere questa gara, ma allo stesso tempo so che al fianco di Allen sarò capace di compiere qualunque impresa.
Finiamo di mangiare, rimbocchiamo i calici e Allen torna al tavolo con in mano un vassoio pieno di...«Macarons!» esclamo tutta contenta. Sono i miei dolcetti preferiti e quale modo migliore per festeggiare? Ne mangerei a quintali senza sentirmi in colpa subito dopo.
«Esclusa la farcitura, sai da cosa sono composti?» domanda dopo essersi accomodato di nuovo, senza nascondere un sorrisetto divertito. Ecco spiegato il profumo di dolce che ho percepito nella sua cucina. Non mi lascia il tempo per rispondere, ne afferra uno che sembra così piccolo tra le sue possenti mani, è rosa e viola dalla forma perfetta. «Farina di mandorle, zucchero, acqua e albumi. Sono ingredienti semplici, basilari.» addenta un pezzetto e, Dio, mai in vita mia avrei pensato di provare invidia nei confronti di un dolce. Quanto vorrei essere al posto di quella confettura. «Poi li mangi e senti l'esplosione di sapori che ti avvolge. Ecco, tu sei proprio come un macaron: all'esterno dai l'illusione di essere una ragazza semplice, ma dentro hai una tenacia tale da sconvolgere. È questo che desidero: che tu sia il macaron più buono e inimitabile al mondo.»
Come faccio a rimanere impassibile dopo un discorso del genere? Sento le lacrime pizzicare leggermente gli occhi ma non le lascio scendere. Trattengo il respiro, come lui mordo uno dei macaron sospirando di piacere, l'esterno leggermente croccante incontra un cuore di lampone leggermente acidulo. Un mix perfetto, un po' come lo siamo noi. Finalmente anticipo i suoi sguardi e incastro i miei occhi nei suoi. «Grazie, solo i miei genitori hanno sempre creduto così tanto in me.»
«Mi sembra di capire che loro la scommessa l'hanno vinta. Sei una bravissima ragazza. Per quanto mi riguarda...Credere in te è una mia scelta. Dimostrare che non mi sbaglio, deve essere la tua.»
Annuisco più convinta che mai.
Finalmente libera dalle mie paure, ho l'illusione di sentire in lontananza il rumore di una catena che si spezza. E per un istante ho l'impressione di guardare il mondo dall'alto.
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Macaron Love - Gerini Alice (racconto)
RomanceAmelia Caufield ha un sogno: vincere la prestigiosa gara culinaria Course des Chefs e venire eletta la migliore apprendista chef del mondo. C'è solo un problema: attualmente è "solo" una lavapiatti, anche se nel ristorante di uno dei cuochi più in v...
