Scatti istantanei si diramarono davanti agli occhi scuri, riportandoli alla serata in cui avevano incrociato il soggetto catturato in quei frammenti effimeri, che si susseguivano in un crescendo di emozioni. Dalle radici affiorò l'immagine di una camera chiusa a chiave; poi, lungo il tronco, apparvero visioni di promesse impregnate di sudore e fiato spezzato... strappate in centesimi di secondo, fino a culminare nelle folte chiome che avvolgevano il piacere, dove si riflettevano versi dell'anima, la quale riemerse nel momento in cui si ripeté quel déjà-vu, grazie a Wooyoung.
Inginocchiato tra le sue gambe, con una grazia che richiamava l'eleganza di una geisha in una danza tradizionale, a partire dalla delicatezza con cui il ginocchio toccava il pavimento fino alle movenze dei polsi, caratterizzate da fluidità e precisione, esprimeva una dedicazione intensa. Il ballo della leggendaria artista giapponese non era solo un'esibizione tecnica ma anche un modo di esternare sensazioni e sentimenti profondi, un linguaggio silenzioso che trascendeva le parole. Una lingua condivisa sia da San che dal biondo, che si scambiavano vulnerabilità in un'atmosfera di intimità e rispetto. Il corvino non percepì la sua disabilità, mentre la coreografia, composta prevalentemente da gesti delle braccia, denudava passo dopo passo la sua figura, avvicinandosi rapidamente al secondo atto, in cui si udiva il fruscio dei pantaloni del proprietario della stanza lungo le cosce. Dita esperte risalirono le curve della pelle, accarezzandogli i fianchi; una zona sensibile, immune dalla paralisi degli arti inferiori. Fu un incontro di petali di fiori che si sfiorano durante un equinozio, il primo giorno di primavera. Il giovane dai tratti felini desiderava afferrare quel piccolo bocciolo e sentirne il profumo, ma si dovette accontentare di ciò che captava da quella distanza; ciò che riusciva a raggiungere il suo olfatto generava dipendenza. Sicuramente se lo sarebbe ricordato per settimane, così come il massaggio che si stava consumando lungo il suo corpo, attraverso l'unico indumento rimasto: i boxer. Al neo diciottenne si drizzarono i peli uno ad uno, quando percepì che quei pantaloncini intimi non erano una vera barriera per il suo membro, ma piuttosto sembravano assorbire, come una spugna, l'effetto che Wooyoung stava avendo su di lui, solo per riversarcisi addosso; soprattutto nel momento in cui l'escort appoggiò la bocca contro il tessuto dei boxer, lasciando cadere un caldo rivolo di saliva, oltrepassando quella protezione e colpendo nel profondo San, al quale si bloccò il respiro a metà percorso, immaginando le sensazioni che avrebbe provato a contatto diretto.
Non avrebbe nemmeno dovuto interrogarsi su quella "domanda", poiché la risposta sarebbe stata teoricamente immediata. Tuttavia, il più basso aveva scelto una lentezza superflua che compressava i polmoni del più alto in una morsa; simile a quella della sua stessa lunghezza. Proprio come qualcuno in preda a una crisi respiratoria, San allungò il palmo verso la testa di Wooyoung e gli afferrò alcune ciocche, tirandole a sé con decisione. Il giovane emise un mugolio compiaciuto, leccandosi le labbra, come se fosse in attesa di quel gesto specifico. Lo osservò con i suoi occhi tenebrosi e lucenti, mentre fnalmente ricompensava quella pazienza che gli era parsa interminabile.
Essere agguantato da lui, senza veli o ombre a garantire discrezione, non imbarazzò il ragazzo sulla sedia a rotelle. Forse perché si trovava nel suo piccolo mondo, nella sua stanza, dove il suo handicap svaniva e la sua vita si colorava di sfumature vivaci. In quell'istante, era un rapporto alla pari; l'incidente non esisteva, e così il corvino ebbe il coraggio di incoraggiare, anzi, incitare le chiare intenzioni del biondo, dando inizio alla ballata. Wooyoung conosceva perfettamente i passi e seguì il ritmo con grandi falcate, guidando il membro di San in un incedere intimo e sensuale, dove ogni contatto diretto con la bocca del giovane inginocchiato scandiva il petto affannato del corvino. Il biondo non trascurò nemmeno un passaggio. Iniziò dal frenulo, stuzzicandolo prima con il pollice smaltato, per poi proseguire sulla superficie del glande, assaporandone la consistenza spugnosa. Da lì, il proprietario della camera osservò come i lineamenti del biondo si armonizzassero con il muscolo involontario. I contorni erano accentuati da chiaroscuri che esaltavano le già marcate caratteristiche facciali, che, pur sembrando dure o affilate al tatto, sostenevano ogni scossa delle fibre muscolari dedicate a fornire piacere, non solo quando Wooyoung agiva in autonomia, ma anche quando San lo utilizzava come una bambola.
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Fix you
FanfictionIl destino del limite imposto dalla vita si incontra con quello della libertà più piacevole.
