Le luci al neon dell'aula tremolavano leggermente, come se anche loro fossero indecise sul restare accese a quell'ora o meno. Fuori era già buio; il parcheggio era quasi vuoto e l'aria della sera si infilava sotto la porta ogni volta che qualcuno entrava in ritardo.
Se non fosse stato per la madre di San e per la fiducia di quest'ultimo, forse Wooyoung non sarebbe stato lì. Non avendo avuto mai titoli di alcun genere, aveva avuto qualche dubbio sulla riuscita di quel piano, però la donna si era dimostrata capace di tutto.
Una domenica pomeriggio, con sua grande sorpresa, lo aveva fatto sedere al tavolo della cucina, con una pila di documenti ordinati in una cartellina trasparente. Gli aveva chiarificato, con calma, cosa serviva a cosa e soprattutto ciò che aveva la necessità di essere firmato, tra cui il modulo di iscrizione al corso serale compilato minuziosamente. Il genitore aveva, inoltre, telefonato alla segreteria per chiedere chiarimenti sui crediti formativi, aveva preso nota delle scadenze e aveva stampato il bollettino per il contributo scolastico già pagato.
Quando lui non capiva qualcosa o poneva dei dubbi, lei si muniva di pazienza e forniva una risposta ad ogni suo quesito, indicandone la fonte su carta.
Quel tipo di sentimento doveva esser stato presente perfino quando la donna aveva scritto di sua spontanea volontà una breve dichiarazione riguardante la carriera inesistente del giovane. Non potendo presentare esami a suo favore, la madre aveva chiesto che fosse la scuola a valutare le sue competenze, comprese quelle informali. In sede le avevano spiegato che Wooyoung avrebbe sostenuto una prova di accertamento per stabilire la classe di inserimento.
- Adesso sei iscritto davvero. - gli aveva detto, una volta aver inviato tutto e aver ricevuto l'okay dall'istituto, con tanto di aula e sezione, la quale si rivelò essere quella sperata.
E ora era lì, in piedi sulla soglia di ingresso, con uno zaino comprato un anno e mezzo fa per puro sfizio di possederlo. Non avrebbe mai immaginato di indossare quell'oggetto per il motivo per cui era stato creato.
Il biondo si sedette in fondo, accanto a una donna che avrebbe potuto essere dell'età della sua madre biologica e a un uomo con le mani segnate dal lavoro, al contrario del proprio. L'insegnante scriveva alla lavagna "Equazioni di primo grado" e il gesso strideva nella quiete serale.
Wooyoung aprì il quaderno con attenzione. Cominciò ad annotare lentamente i primi appunti, concentrato. Ogni tanto alzava lo sguardo, cercando di capire davvero, non solo di seguire. Avevano avuto fiducia in lui e si sentiva in debito di ripagare tale impegno.
Avvertiva una sensazione di estraneità, sì. Ma anche stranamente giusta. Come se quella stanza illuminata artificialmente fosse un varco per un livello superiore. Ogni formula, ogni data di storia, ogni regola di grammatica appresa era un mattone. Non sapeva cosa gli avrebbe riservato il futuro, ma di sicuro stava costruendo qualcosa che nessuno avrebbe potuto togliergli, nemmeno la sua famiglia o quel maledetto lavoro di cui si era occupato fino a poco prima e che solitamente occupava gran parte delle sue giornate. Non era infatti un caso che il cellulare vibrasse petulante nella tasca dei suoi jeans. I suoi clienti fissi credevano di avere la sua vita in pugno e probabilmente, il biondo glielo aveva pure fatto credere, però con quel progetto sarebbe stato ben diverso. Per questo ignorò la più piccola interazione.
Quando uscì nel freddo della sera, la testa era piena di numeri e pensieri nuovi. Era visibilmente stanco, provato, dato che era abituato a sviluppare le proprie conoscenze da autodidatta in smart-working, grazie a degli studenti disposti a dare lezioni a poco prezzo e soprattutto, con le sue tempistiche. Stare al passo con altra gente aggiungeva maggiormente difficoltà. Però era bello, soddisfacente e al medesimo momento, producente.
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Fix you
Fiksi PenggemarIl destino del limite imposto dalla vita si incontra con quello della libertà più piacevole.
