Mi sveglio con il profumo di legno e aria pulita, il tipo di odore che ti fa sentire a casa anche se casa
non lo è davvero. Ci metto un attimo a ricordare dove mi trovo, poi il calore accanto a me riporta
tutto alla mente. Noah. Lei dorme ancora, il respiro lento e regolare, e io rimango immobile, quasi
trattenendo il fiato per non disturbarla.
È bellissima. Anche adesso, con i capelli spettinati e le lenzuola arruffate attorno al corpo, con
quella sua maglietta oversize che copre appena le gambe.
Sembra così vulnerabile e allo stesso tempo così sicura di sé. Non riesco a staccare lo sguardo, non dopo tutto quello che è successo ieri
notte.La notte scorsa. Dio, non ho mai provato niente di simile.
Non è stato solo fisico, non solo corpi che si cercano e si trovano. È stato come aprire una porta che avevo tenuto chiusa per troppo tempo.Con Noah, non c'è stato bisogno di parole inutili, né di maschere. Solo io e lei, nient'altro.
Mi stringo le ginocchia al petto, cercando di fare ordine tra i miei pensieri. Una parte di me è
terrorizzata. Non ho mai lasciato che qualcuno mi vedesse davvero, eppure lei... lei mi ha guardata
come se ogni parte di me fosse importante. Come se fossi intera, perfetta, anche nei miei pezzi più
spezzati.
È questo l'amore? Non l'ho mai saputo davvero. Pensavo di sì, con Gabriel, ma ora mi rendo conto
che quello non era amore. Era una gabbia, una farsa che mi raccontavo per non sentirmi sola. Con
Noah, invece, è diverso. È come... come se ogni cosa avesse finalmente un senso.La guardo di nuovo, i suoi lineamenti rilassati nel sonno. La luce del mattino che filtra dalle tende la avvolge in un'aura dorata, e io non posso fare a meno di allungare una mano per sfiorarle i capelli.
Sono morbidi, disordinati, ma perfetti così. Noah si muove leggermente sotto il mio tocco, poi apre gli occhi lentamente. La prima cosa che vedo è il suo sorriso, ancora assonnato, ma così genuino che mi stringe il cuore.
"Buongiorno," mormora, con quella voce roca che adoro.
"Buongiorno," rispondo, sentendo un sorriso nascere sulle mie labbra. Mi avvicino e le do un bacio
leggero sulla fronte. È così naturale, così giusto.Rimaniamo lì, avvolte dalle lenzuola e dal silenzio della casa. Mi piace questo momento, questa quiete che sembra appartenerci. Noah si volta verso di me, i suoi occhi che brillano di una dolcezza che non merito.
"Allora..." dice, un po' imbarazzata, "posso dirti una cosa?" "Sempre."
Sorride, mordendosi il labbro come fa quando è nervosa. "Ieri era il mio compleanno." Rimango a bocca aperta. "Cosa? E non mi hai detto niente?" Scrolla le spalle, le guance leggermente arrossate. "Non è che fosse una gran cosa. Volevo solo...
passarlo con te. E l'ho fatto. Sei stata il regalo migliore che potessi ricevere."
Le sue parole mi colpiscono come una valanga. Cerco di non mettermi a piangere, ma il nodo alla
gola è difficile da ignorare. Mi avvicino e la bacio, un bacio lungo, lento, pieno di tutto quello che
non riesco a dire. "Noah, dobbiamo festeggiare," dico quando mi stacco da lei.
Lei scuote la testa, ridacchiando. "Non c'è bisogno. Davvero."
"Non è una richiesta, è un ordine," ribatto, incrociando le braccia sul petto. "Non posso lasciarti
passare il tuo compleanno senza una festa. Anche se sarà solo una cenetta per due. Ci penso io."
"No, Chloe, davvero, non serve..."
"Serve eccome," la interrompo, decisa. "Ti prometto che sarà qualcosa di semplice, ma speciale.
Perché tu sei speciale."
Noah mi guarda con quegli occhi dolci che sembrano scavarmi dentro, poi sospira, arrendendosi.
"Okay, va bene. Ma niente di troppo esagerato."
Sorrido vittoriosa e le do un altro bacio. "Vedrai, sarà perfetto."
Mentre la giornata prende forma, non riesco a smettere di pensare a quanto voglio renderla felice. È
un desiderio nuovo per me, questa voglia di dare, di fare qualcosa per qualcun altro senza
aspettarmi niente in cambio. È strano, ma con Noah tutto sembra più semplice.Non vedo l'ora di organizzare questa piccola festa, di vederla sorridere ancora come ha fatto questa mattina. E mentre la osservo alzarsi dal letto e dirigersi verso la cucina, il mio cuore si riempie di una certezza: voglio passare ogni compleanno con lei, ogni momento possibile. Questa non è solo una storia. È l'inizio di qualcosa di molto più grande.
La luce dorata del tramonto si riflette sulle vecchie finestre della casa di campagna mentre mi
affanno in cucina, cercando di finire tutto prima che Noah torni dal suo giro in giardino. Non è un
grande banchetto, ma voglio che sia perfetto. Ho trovato qualche candela nella credenza e un
vecchio mazzo di fiori secchi che ho sistemato al centro del tavolo. Le stoviglie sono spaiate, ma
hanno un fascino rustico che si sposa bene con l'atmosfera della casa.
Quando sento la porta scricchiolare, mi giro di scatto, cercando di nascondere il sorriso soddisfatto.
Noah entra con un'espressione curiosa, i capelli arruffati dal vento e un sorriso timido sulle labbra.
"Che cos'è tutto questo?" chiede, incrociando le braccia sul petto mentre si guarda intorno.
"Una sorpresa," rispondo, togliendo il grembiule e sistemando i piatti sul tavolo. "Ti avevo promesso una festa, no?" Noah si avvicina lentamente, il suo sguardo che passa dal tavolo alle candele accese, poi torna su di me. "Non dovevi... davvero." "Dovevo eccome," ribatto, prendendole la mano e facendola sedere. "È il tuo compleanno, Noah.
Meritavi di festeggiarlo. Ora smettila di protestare e lasciati coccolare, okay?"
Lei sorride, scuotendo la testa con affetto. "Okay, mi arrendo. Ma solo perché sei tu."Sistemo il piatto davanti a lei e mi siedo dall'altro lato del tavolo. Ho preparato qualcosa di semplice: pasta con un sugo fatto con quello che ho trovato in dispensa e una bottiglia di vino che ho trovato nascosta in un angolo della cucina.
"Non è niente di speciale," dico mentre le passo una forchetta.
"È perfetto," risponde, il suo tono sincero.
Cominciamo a mangiare, e per un po' l'unico suono è il tintinnio delle forchette sui piatti e il
crepitio delle candele. Ma poi Noah rompe il silenzio.
"Questa casa," dice, guardandosi intorno, "mi ricorda tanto mia madre. Lei amava questo posto.
Ogni estate ci venivamo per qualche settimana. Era come una fuga dal mondo." "Deve essere un bel ricordo," rispondo, cercando di cogliere il sottotesto nel suo tono.
"Lo è," dice, abbassando lo sguardo sul piatto. "Ma a volte è anche un po' triste. È come... come se
il tempo si fosse fermato qui. Come se ogni cosa aspettasse che lei tornasse."
Le sue parole mi colpiscono nel profondo, e allungo una mano sopra il tavolo per stringere la sua.
"È ancora qui, sai? Nei ricordi, nei dettagli. E poi... tu sei qui. Porti avanti tutto quello che lei ha
lasciato."Noah mi guarda, e nei suoi occhi c'è una luce che non riesco a decifrare del tutto. "Grazie, Chloe.
Non so se te l'ho mai detto, ma... avere te qui rende tutto più facile."
Sento il cuore stringersi e mi schiarisco la gola, cercando di non lasciar trasparire troppo
l'emozione. "Spero di essere sempre qui per te, Noah. Davvero."
Lei sorride, e per un attimo il mondo sembra fermarsi. Poi riprende a mangiare, e la conversazione si sposta su argomenti più leggeri. Mi racconta di una volta in cui, da bambina, ha provato a pescare nel piccolo stagno dietro la casa, solo per scoprire che non c'erano pesci. Rido fino alle lacrime quando descrive il suo tentativo disperato di salvare un gambero che aveva accidentalmente
catturato.
"E tu?" mi chiede a un certo punto, il suo sguardo curioso. "Qual è il ricordo più bello che hai?"
Ci penso per un momento, giocando con la forchetta. "Forse... il nostro primo bacio," ammetto,
abbassando lo sguardo per nascondere l'imbarazzo. "È stato così improvviso, ma... giusto. Come se tutto il resto non importasse."
Noah sorride, i suoi occhi che si illuminano al ricordo. "Anche per me."
Dopo cena, sposto i piatti sul lavandino e accendo un vecchio stereo che trovo in un angolo. La
musica riempie la stanza, un ritmo lento e rilassante che sembra perfetto per la serata. Noah si
avvicina e mi tende la mano.
"Vuoi ballare?" chiede, il suo tono un misto di timidezza e audacia.
Annuisco, lasciando che mi guidi al centro della stanza. Le sue mani trovano il mio girovita, e io le
cingo il collo. Balliamo lentamente, i nostri corpi che si muovono in sincronia, come se il tempo e
lo spazio fossero solo nostri.
Quando la canzone finisce, rimaniamo ferme, le nostre fronti che si toccano. Il silenzio è carico di
emozione, ma anche di pace.
"Grazie," mormora Noah, rompendo il silenzio. "Per cosa?" "Per tutto," risponde, stringendomi un po' di più. "Per essere qui. Per essere tu."
Sorrido, sentendo il cuore che si gonfia di emozione. "Buon compleanno, Noah."
Lei risponde con un bacio, lungo e dolce, e io mi perdo in quel momento, sapendo che questo è solo l'inizio di qualcosa di straordinario.
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Starry Night
RomanceNoah, una sedicenne dal carattere introverso, sta affrontando il suo secondo anno di superiori. Vive in un paesino vicino a Roma, dove ogni giorno sembra una copia del precedente, immerso nella monotonia e nel conformismo. Chloe è tutto ciò che Noah...
