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È venerdì sera e sono passati tre giorni da quando è successo tutto. Di nuovo.
Non sono uscita di casa neanche per fare la spesa, John si è occupato di tutto e, come ogni giorno, anche oggi dovrebbe passare da casa per somministrarmi l'antibiotico, per poi iniziare il turno di notte.

Sono in bagno. Ho fatto una doccia e sto mettendo una tuta. Sento la porta di casa aprirsi
-John arrivo!
Dico.
Nella penombra del mio soggiorno vedo una figura, ma non mi sembra sia John
-Dylan!
Dico
-Che ci fai qui?
Chiedo
-Mi hanno detto che devi fare l'ultima fiala di antibiotico!
Sorride mostrando un pacchetto con dentro una siringa e una fiala trasparente
-Mi vuoi dire che sei venuto dal Texas solo per farmi un'iniezione?
Chiedo ridendo
-Sono tornato per rimanere.
Dice.
Sorrido.

Ci sediamo sul divano. Lui prepara la soluzione salina e la fiala di antibiotico
-Quale braccio?
Chiede ridendo
-Ho un catetere venoso inserito.
Dico levando la felpa mostrando il cerotto che copre un piccolo tubicino trasparente
-Perché sei tornato Dylan?
Chiedo
-Non ho smesso di pensarti in questi tre mesi...
Dice
-Sei tornato solo perché non hai smesso di pensarmi o perché ho perso un altro bambino?
Chiedo.
Lui mette da parte la siringa e mi guarda
-Mi dispiace. Mi dispiace per averti lasciata qui, sola. Mi dispiace che tu e John abbiate perso un bambino. Mi dispiace perché quelle tre ore di quella notte al college ti hanno cambiato la vita per sempre.
Dice
-Stanotte rimango qui con te.
Dice
-Vado a fare una doccia e poi rimuovo il catetere venoso. Va bene?
Sorride
-Non ti ho detto di sì...
Dico
-Mi diresti di no?
Chiede ridendo.

Ceniamo e andiamo a letto.
Accendo la tv e cerco un film da guardare, ma finiamo per riguardare le nostre puntate preferite di ER.
-Facciamo che adesso rimuovo il catetere venoso...
Sorride
-...e poi parliamo un po'.
Dice.
Annuisco.

Lo guardo mentre passa le mani sul mio braccio. Mi piace guardarlo mentre lavora, quando è nel suo ambiente. A suo agio. Un chirurgo come lui, non dovrebbe cambiare bendaggi e...ne è consapevole. Ma lo fa sempre, per me.
-Dottore!
Dico.
Lui ride
-Mi dica...
Dice
-Mi ero dimenticata quando fossi bello.
Dico.
Alza gli occhi e mi guarda senza dire niente.
-Fatto.
Dice.

Si corica di fianco a me. Spegne la tv e mi abbraccia.
Lo guardo, ma questa volta sono io a non dire niente.
-Mi piaci.
Dice
-E lo sai.
Continua
-Mi fai stare bene. Tanto bene. Quando sono con te, io...
Dice
-...sono un'altra persona. Prima di incontrarti, non ti sarei piaciuto...
Mi accarezza il viso
-So che non è il momento e so che per gli ultimi tre mesi hai avuto una storia con John, che è anche il mio migliore amico, ma...
Dice
-...stando lontano da te ho capito che mi manchi. Mi manca il tuo caffè con latte vegetale la mattina, mi manca che hai sempre da dire l'ultima parola, mi manca vederti aiutare le persone, perché ci metti anima e corpo. Mi manca dover uscire dalle sale operatorie perché tu hai avuto un incidente e chiamano me. Sempre.
Dice
-Mi sei mancata Elizabeth.
Non riesco a dire niente. So che Dylan prova qualcosa per me, come io provo qualcosa per lui.

Lo bacio senza dire niente
-A me piace...quando mi sveglio su un lettino vedo il tuo viso e il tuo sorriso.
Dico.
Mi bacia
-Mi hai cambiato la vita.
Dico
-Non solo perché mi hai salvato la vita, due volte.
Lui ride.

-E John?
Chiede
-Gli ultimi tre mesi li hai passati con lui...il bambino era suo e...
Dice
-Ero davvero triste quando sei partito.
Dico accarezzandogli il viso
-Parlerò con John, ma lui immagina già tutto. Lui sa...
Dice
-Non posso rischiare di rimanere incinta un'altra volta senza poter portare a termine la gravidanza. Il mio corpo non ce la fa. La mia mente non sopporta più una tale sofferenza.
Dico
-Non voglio un figlio. Non te lo chiederò perché per me la tua salute è più importante.
Dice
-Quando starò meglio chiederò a John di prescrivermi un metodo contraccettivo...
Dico
-A me va bene, se va bene a te!
Dice baciandomi.

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