Dopo che Jisung smise finalmente di masticare il tappo della penna, Minho si appoggiò indietro sulla sedia, sollevando un sopracciglio mentre lo guardava. "Allora, vedo che la matematica non ti piace proprio, eh?"
Jisung sbuffò, ma un sorriso si dipinse sul suo volto. "Beh, se la matematica fosse un po' più interessante, magari sarebbe diverso," rispose, incrociando le braccia. "Tipo... se invece di numeri parlasse di k-dramas, sarebbe tutto un altro paio di maniche."
Minho ridacchiò, appoggiando la testa sul tavolo. "Ah, certo. La matematica diventa improvvisamente più interessante se parliamo di personaggi e storie romantiche, eh?"
Jisung fece una smorfia, ma si rese conto che Minho stava cercando di farlo ridere per non farlo sentire troppo stressato. "Ugh, hai ragione, basta con questa storia! Comunque, grazie per l'aiuto, mi sa che ce l'ho fatta a capire meglio."
"Vedi? Se ti metti un po' di impegno, anche la matematica può essere divertente," disse Minho con un sorriso soddisfatto. Poi, cambiando argomento, si fece più serio. "Ma voglio sapere una cosa, Jisung."
Jisung lo guardò perplesso. "Cosa?"
"Dove pensi che stiamo andando con tutto questo?" Minho lo guardava fisso, il suo tono era leggermente più basso e serio di prima.
Jisung lo guardò, confuso. "Cosa vuoi dire?"
Minho si appoggiò più vicino a lui, sussurrando: "So che siamo sempre stati amici, ma non posso fare a meno di pensare che ci sia qualcosa di più tra di noi. Qualcosa che non è solo amicizia, qualcosa che... mi fa battere il cuore un po' più veloce ogni volta che ti guardo."
Jisung sentì un nodo alla gola. Non sapeva come rispondere. Minho non aveva mai parlato così prima, e il modo in cui lo guardava lo faceva sentire come se il tempo si fosse fermato. "Minho... io..." La sua voce si fece più bassa, incerta.
Minho sorrise dolcemente. "Non devi dire niente, Jisung. Non voglio che ti senta obbligato a rispondere subito. Volevo solo che lo sapessi."
L'atmosfera tra loro si fece più tesa, ma allo stesso tempo, in qualche modo, si sentiva anche... giusta. Jisung non sapeva come fare, ma sentiva una sensazione che non riusciva a spiegare. Era come se la loro amicizia stesse per evolversi in qualcosa di nuovo, qualcosa che entrambi avevano cercato senza saperlo.
"Comunque, basta parlare di queste cose strane," disse Minho, cercando di sdrammatizzare. "Tu e la matematica, però, dovete fare pace, Jisung. La prossima volta che vedo che mordi il tappo della penna, mi alzo e me ne vado."
Jisung rise nervosamente, cercando di rilassarsi. "Sì, sì, lo prometto. Ma sei sicuro di non voler vedere un altro episodio del drama con me, prima di andare?"
Minho fece finta di riflettere, poi annuì. "Ok, ma solo perché sei un caso disperato, Han Jisung."
Più tardi quella sera, dopo aver finito di studiare, i due si sistemarono sul divano di Jisung, la stanza semi-buia tranne che per la luce dello schermo della TV. Minho non riusciva a smettere di guardare Jisung, il modo in cui si accoccolava sul divano, ma non voleva spingerlo troppo. Non ancora.
Jisung alzò lo sguardo verso di lui, con un sorriso curioso. "E quindi, Minho... hai deciso cosa faremo la prossima volta?"
Minho rise, alzando le spalle. "Beh, posso pensare a qualcosa di interessante. Ma prima devo scoprire se la tua passione per la matematica è davvero finita, o se è solo una scusa per vedermi."
"Ah, no!" rispose Jisung, "Non voglio vedere te, voglio vedere il k-drama! Solo che tu fai sembrare anche la matematica interessante a modo tuo..."
Minho fece un sorriso malizioso, guardando Jisung negli occhi. "Penso che tu stia cercando un modo per tenermi vicino, eh? Non preoccuparti, ci sarò sempre. Anche quando non sarai in grado di risolvere l'esercizio 96."
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Dirty mind ^minsung^
FanfictionOgni volta che Jisung sta con questo ragazzo ovvero ancora il suo caro amico dai tempi passati, deve sempre pensare male ~𝒅𝒊𝒓𝒕𝒚 𝒎𝒊𝒏𝒅 poiché questo ragazzo di nome Lee know lo fa solamente apposta. Solo per vedere la reazione del piccolo e c...
