Capitolo 22

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"Fummo quello che non si racconta né si ammette, ma che mai si dimentica"

- Frida Kablo

Piper

Sto seduta sul divano con le gambe incrociate e lo sguardo fisso sulle mie cosce. Perché doveva farmi questo?

«Piper non possiamo, anzi non posso, più ignorare i segni. Continui a perdere peso, non mangi niente e passi un eternità in bagno dopo i pasti senza sapere cosa tu stia facendo» prende una pausa per pensare «Mi sta spaventando tutto questo. Ci sto pensando da qualche giorno ma penso sia meglio che di vada a parlare con uno psicologo, ti aiuterà a tirare fuori tutto quello che è successo»

Spalanco gli occhi e mi alzo «Psicologo?»

«Siediti, stai tranquilla, vedi che ti aiuterà» si avvicina

«Io non ho nessun problema, non ho niente di cui parlare!» ribatto

«Piper ti stai disintegrando da sola. Stai sparendo davanti i miei occhi e non me lo perdonerei mai se dovessi tornare in una stanza d'ospedale con un tubo infilato fino al tuo stomaco, o vederti venir riempita di pastiglie» si asciuga una lacrima «Andrà tutto meglio. Non conoscevo bene tua madre, tuo padre e lei si sono staccati da tutta la nostra famiglia, tranne i tuoi nonni, i miei genitori. Quella donna è cattiva, è diventata ossessionata dall'attenzione che ti stavano dando, che stavano dando a lei»

Apro la bocca per diventare mia madre ma non esce niente. Sapevo che quella era l'unica verità. Per quanto amata fosse. Era una verità che non avevo mai accettato, forse era quello a farmi stare male. Pensare che mia madre abbia fatto tutto questo per me, per raggiungere qualcosa che magari avevo già.

«Johanna, la madre di Reece, me ne ha proposta una molto buona, ci va pure Reece e si sta trovando bene»

Mando giù un groppo di saliva e sospiro. Ero bloccata, potevo dire quello che volevo, lei mi avrebbe mandata lo stesso. Altri due occhi che mi guarderanno con pietà. Loro non volevano capirmi, volevano guarirmi, forse non volevo nemmeno che mi capissero.

«Ho già programmato una seduta» mormora.

Ovviamente.

Mi alzo e mi vado a cambiare, piego il pigiama e lo metto nell'armadio e sbuffo prendendo le scarpe e mettendomele. Mi viene da piangere, non volevo parlarne, non volevo parlarle di quanto amassi cercare la perfezione nel mio corpo, ma quanto allo stesso tempo io odio tutto quello che mi stava succedendo.

«Pronta?» dice una voce dietro di me e mi alzo di scatto

«Si» dico a testa bassa e le passo affianco per prendere il mio giubbotto, mi sento i suoi occhi addosso. Non osavo guardarla.

«Andrà tutto meglio Piper. Te lo prometto, ti dimostrerò che la perfezione arriva quando si inizia ad accettare come si è fatti, ad ogni strato, ad ogni cicatrice, ad ogni filo di capelli» mi poggia una mano sulla spalla «Io l'ho fatto, l'ho fatto per JJ, ma sopratutto per me stessa» usciamo dalla casa ed entriamo in macchina.

Guardo fuori dal finestrino mentre mi gratto le pellicine dei pollici nervosamente. Avevo sempre avuto uno psicologo in casa e non aveva mai notato i segnali, poteva qualcuno che non mi conosceva a fatto capirmi?

Unhealed LOVE La tua prossima ossessione. Scoprilo ora