Capitolo 40

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"La frase 'io ti capisco' è la più falsa che ci sia"
- Pirandello

Piper

Dopo 6 ore di camminata arriva la parte migliore della giornata, la sera.

I professori avevano deciso di portarci al luna park vicino, c'era di tutto, giostro, zucchero filato, pop corn, case dell'orrore e una grande ruota panoramica.

Ci lasciano girare liberi, a patto che siamo a gruppi e ci saremmo dovuti ritrovare tutti alle nove davanti al cancello di ingresso.

Quando danno il via libera la folla di studenti si divide in gruppi e inizia a spargersi per il parco. Virginia affianco a me torna con lo zucchero filato.

«Ci voleva proprio lo zucchero filato, dovresti assaggiarlo, è buonissimo» me lo scuote davanti al viso e io sbuffando mi allungo a darli un morso.

Ci guardiamo intorno cercando cosa fare.

«Quello!» indica la casa dell'orrore dove, stranamente, sono già in fila Reece, JJ e Xavier. Mi giro verso di lei che fa finta di niente e mi prende per il braccio trascinandomi in fila

«Hey ragazzi» saluta e gli altri si girano a risponderle

«Ci possiamo unire? Piper voleva daaavvero fare questa giostra» senza aspettare risposta si mette in mezzo a loro

«Non pensavo fossi tipa da horror, sicura che non ti metterai a piangere dalla paura?» mi prende in giro Reece

«Sei sicuro che non sarai tu quello a uscire con il pannolino pieno?» incrocio il suo sguardo in segno di sfida

«Ah, penso che JJ si stia sentendo male, lo porto in bagno e torniamo, fatela pure senza di noi» dice Xavier

«Ma non è-» prima che possa ribattere Xavier lo strattona con forza e lo allontana

«A me sta chiamando Brian. Meglio se lo raggiungo, non preoccupatevi ad aspettarmi, cominciate pure senza di me!» dice Virginia prima di corre via prima che possa ribattere.

«Ma? Si sono mica messi d'accordo?» chiedo ma Reece non risponde, paga il biglietto per entrambi e mi prende la mano trascinandomi dentro.

Iniziamo a camminare e arriviamo in un punto tutto buio dove il pavimento scivola.

Dal nulla spunta un mostro dall'angolo e per poco non mi viene addosso «Oddio mio!» esclamo fermandomi e sbattendo contro il petto di Reece che invece, ride di gusto. Mi supera ma delle ragnatele (presumibilmente finte?) gli cadono in faccia facendolo balzare all'indietro e finirmi addosso.

Entrambi scoppiano a ridere.

Dopo qualche problema (colpa di Reece che mi usa come scudo umano) riusciamo a uscire.

«Andiamo sulla ruota?»

Alzo le spalle e lo seguo. Insisto a pagare per me il biglietto ma spostandomi la mano finisce per pagare lui per la seconda volta.

Mi porge la mano e mi fa salire «Prima le signore»

Rido «Allora saresti dovuto entrare prima te»

«Certo che sei propio stronza» scuote la testa ridendo e sedendosi affianco a me.

«Senti...» inizia quando la ruota inizia a girare «Ci sarebbero tante cose che vorrei dirti Piper, e non so nemmeno come iniziare»

«Perché non mi hai parlato di Mia?»

«Perché avevo paura» risponde sottovoce

«Perché avere paura?»

«Perché la paura è indispensabile per mettere fine alla sofferenza, senza la paura che ci blocca potremmo buttarci da un balcone perché ne hai voglia, ma il modo in cui affronti le cose non cambierà l'impatto, ne sarai solo più consapevole»

Non dico nulla e lui continua «Quando ho avuto paura tu sei riuscita a scacciarla via, sono pronto a prendermi le conseguenze con consapevolezza»

«Io ti amo Piper, io non faccio le cose perché le devo fare, le faccio perché le voglio fare. Tu hai spogliato ogni mia armatura senza nemmeno provarci, sei arrivata e dovevi essere solo la cugina del mio migliore amico, invece mi ritrovo a guardarti come se fossi il mio mondo»

Il respiro mi si mozza in gola «Non importa quanto tu cerchi di nasconderti o spingermi via, Piper, come tu mi hai fatto riuscire a liberarmi da quel peso opprimente che mi schiacciava il petto da mesi io ti aiuterò a riempire il costante vuoto che senti. Non ti lascio da sola, ti ricordi Jack e Rose? Salto tu salto io» mi guarda con un emozione così forte che il petto potrebbe esplodermi dalla felicità.

Non riesco a fare niente così mi limito a poggiare i palmi sulle sue guance e guardarlo. E poi accade.

Avevo ripensato a mille volte al bacio che ci siamo dati nello studio della psicologa, ma questo, questo era appena diventato il mio preferito.

La giostra si ferma e ci alziamo.

Gli altri sono lì davanti che ridono. Tutti tranne JJ che sembra confuso

«Non ho capito...da quando ti piace mia cugina?» chiede e scoppiano tutti a ridere

«Georgie sei l'unico che non ha capito niente» ride Virginia piegandosi in due dalle risate da quella uscita.

Reece mi tiene stretta al suo fianco e io ammiro i miei amici e sorrido.

La mia famiglia era qua, era tutto quello che desideravo.

Unhealed LOVE La tua prossima ossessione. Scoprilo ora